APE SocialAPE Social: Arriva l’anticipo pensionistico

Con la Legge di Stabilità 2017 è stata introdotta in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018 la misura dell’anticipo pensionistico, meglio conosciuta come APE.

 

Tra le varie tipologie di anticipo vi è l’APE Social che può essere riconosciuta ai lavoratori che abbiano maturato una certa anzianità contributiva e che si trovino in particolari condizioni. 

L’APE Social è infatti un’indennità a carico dello Stato e corrisposta dall’INPS per il periodo intercorrente tra il momento di accesso al beneficio e il raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. 

L’indennità è corrisposta mensilmente su dodici mensilità nell’anno e corrisponde all’importo della pensione calcolata al momento in cui si accede all’APE Social. In ogni caso l’importo non può essere superiore a 1.500 euro. 

Colui che fruisce dell’APE Social potrà prestare attività di lavoro subordinato o parasubordinato a condizione che il reddito annuo non sia superiore agli 8.000 euro; nel caso di attività di lavoro autonomo il limite è invece pari a 4.800 euro. L’indennità non è compatibile con il beneficio della NASPI, dell’ASDI o dell’indennizzo per cessazione di attività commerciale.  

Requisiti e condizioni richiesti per l’accesso all’APE Social 

I requisiti per accedere alla misura sono i seguenti: 

  • Età anagrafica di almeno 63 anni; 
  • Iscrizione all’assicurazione generale obbligatoria (o forme sostitutive ed esclusive) o alla gestione separata; 
  • Assenza di un trattamento pensionistico diretto; 
  • Cessazione dell’attività lavorativa. 

La legge stabilisce poi le varie tipologie di lavoratori che possono presentare la domanda per accedere al beneficio e per ognuno differenzia il requisito contributivo richiesto. 

Tipologie di lavoratori 

Anzianità contributiva richiesta 

Lavoratori in stato di disoccupazione involontaria, e cioè: 

  • licenziati, anche all’interno di una procedura collettiva,  
  • dimessi per giusta causa  
  • cessati per risoluzione consensuale all’interno della procedura per il licenziamento per giustificato motivo oggettivo davanti all’Ispettorato del lavoro 

che abbiano esaurito la prestazione di disoccupazione da almeno 3 mesi.

30 anni 
Lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge, o la persona in unione civile, o un parente di primo grado convivente in situazione di handicap grave.  30 anni 
Lavoratore con invalidità civile conseguente riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74%  30 anni 
Lavoratori dipendenti che svolgono attività particolarmente gravose da almeno 6 anni in modo continuativo (o 7 anni nel caso in cui vi siano state interruzioni non superiori a 12 mesi) 

Le attività sono così individuate: 

A. Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici B. di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni Conduttori C. Conciatori di pelli e di pellicce D. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante E. Conduttori di mezzi pesanti e camion F. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni G. Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza H. Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido I. Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati L. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia M. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti. 

36 anni 

Come presentare la domanda? 

L’accesso all’APE Social è modulato in due fasi: il lavoratore deve in un primo momento richiedere il riconoscimento delle condizioni sopra indicate e solo successivamente presentare domanda per l’accesso all’indennità. Le domande vengono presentate nell’apposita sezione del sito dell’INPS:  

La misura sarà garantita solo nei limiti delle risorse finanziarie stanziate. Risulta quindi particolarmente rilevante il rispetto dei termini per la presentazione delle domande. Per chi matura i requisiti entro l’anno 2017 le prime richieste sono state inviate dai lavoratori entro il 15 luglio, ma sarà comunque possibile procedere con ulteriori invii fino al 30 novembre. In quest’ultimo caso le domande saranno valutate solo in caso residuino le risorse finanziarie. Per chi matura i requisiti nel 2018 il primo termine è fissato al 31 marzo 2018, sempre con possibilità di inviare ulteriori domande entro il 30 novembre.  

 

Dott.ssa Valentina MuratoriConsulenza del Lavoro

 

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