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2 Mag 2018
INPS Incentivo Giovani

INPS Incentivo GiovaniEsonero contributivo per le assunzioni di giovani con contratto a tempo indeterminato. Ecco le istruzioni operative dell’INPS.

L’INPS con la circ. n. 40 del 2 marzo 2018 ha fornito le istruzioni operative per richiedere la nuova agevolazione contributiva introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 e riservata all’assunzione dei giovani under 35. 

Il nuovo beneficio costituisce una misura strutturale volta a creare uno speciale regime contributivo proprio dei contratti a tempo indeterminato. 

 

I beneficiari:

Tutti i datori di lavoro del settore privato, indipendentemente dalla natura di imprenditori.
Restano esclusi i datori di lavoro appartenenti, in generale, al comparto pubblico.

I lavoratori: 

I giovani che non abbiano compiuto 30 anni.  

Con esclusivo riferimento all’anno 2018, il limite di età viene innalzato sino ai 35 anni.  

I giovani lavoratori non devono aver svolto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa.

I rapporti di lavoro incentivati: 

Tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, intendendo con ciò le nuove assunzioni, le trasformazioni di precedenti rapporti di lavoro termine ed anche il mantenimento in servizio al termine del periodo di apprendistato, purché tali eventi si verifichino prima che il lavoratore abbia compiuto i 30 anni di età, limite elevato a 35 escluisivamente nel 2018 e solo per le trasformazioni e le assunzioni. 

Restano esclusi le seguenti tipologie: 

  • Lavoro domestico; 
  • Apprendistato; 
  • Lavoro intermittente, ancorché stipulato a tempo indeterminato; 
  • Rapporto di lavoro a tempo indeterminato stipulato con personale che riveste la qualifica dirigenziale. 

Misura dell’esonero contributivo: 

Il 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di € 3.000,00 annui. 

L’esonero contributivo spetta per un periodo di 36 mesi a partire dall’assunzione ovvero dalla trasformazione del rapporto di lavoro. 

Nell’ipotesi di mantenimento in servizio dei rapporti di apprendistato l’esonero ha una durata di 12 mesi ed è fruibile nel secondo anno successivo alla conferma in servizio. 

La misura dell’esonero contributivo viene elevato al 100% dei contributi a carico del datore di lavoro in caso di assunzione a tempo indeterminato di giovani che, nei sei mesi precedenti, abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro periodi di alternanza scuola-lavoro o rapporti di lavoro in apprendistato per la qualifica e diploma professionale o periodi di apprendistato in alta formazione

L’esonero in oggetto non può essere classificato come “aiuto di Stato”. 

Condizioni per l’esonero contributivo: 

  1. Non aver licenziato (né in forma individuale né collettiva) per giustificato motivo oggettivo lavoratori con la medesima qualifica e nella stessa Unità produttiva nei 6 mesi antecedenti.  
  2. Non licenziare il lavoratore assunto o altro lavoratore con la medesima qualifica e nella stessa Unità produttiva nei sei mesi successivi all’assunzione/trasformazione. 

Queste due condizioni non devono sussistere nel caso di agevolazione connessa al mantenimento in forza dell’apprendista alla fine del periodo di formazione. 

Oltre alle condizioni suddette l’INPS conferma la necessità del rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione, di cui all’art. 31 del D. Lgs. n. 150/2015. L’esonero contributivo quindi non spetta: 

  • quando l’assunzione viola il diritto di precedenza di altri lavoratori;  
  • quando sono in atto, presso il datore di lavoro, sospensioni dal lavoro connesse a crisi o riorganizzazione aziendale per stessa qualifica e unità produttiva; 
  • se sussistono irregolarità contributive; 
  • se sono state accertate violazioni della normativa in materia di condizioni di lavoro o comunque non siano rispettate le condizioni e normative di sicurezza sul lavoro; 
  • se non risultino rispettati gli accordi e i contratti collettivi sottoscritti da OO.SS. comparativamente rappresentativi sul piano nazionale. 

Casi particolari: 

L’INPS specifica che: 

  • Nell’ipotesi di cessione di contratto, di cui all’art. 1406 c.c., la fruizione del beneficio può essere trasferita al datore di lavoro cessionario per il periodo residuo non goduto; 
  • La “portabilità” della fruizione dell’incentivo è ammessa anche nell’ipotesi di trasferimento di cui all’art. 2112 c.c.; 
  • L’esonero contributivo spetta anche nell’ipotesi in cui il giovane lavoratore sia assunto con contratto a tempo indeterminato part-time da due diversi datori, purché l’assunzione sia contestuale. Se così non fosse, il datore di lavoro che ha assunto per ultimo perde la possibilità di fruire dell’incentivo; 
  • L’esistenza di un precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato all’estero, non consente la fruizione dell’esonero contributivo. 

Come accertare i requisiti in capo al lavoratore: 

L’INPS ha reso disponibile on line un’apposita utility attraverso cui i datori di lavoro possono verificare l’esistenza o meno dei requisiti in capo al lavoratore. Tale verifica non ha valore certificativo e pertanto si consiglia, in ogni caso di farsi rilasciare dal lavoratore un’autocertificazione inerente l’esistenza dei requisiti. 

 

 

30 Mar 2018
Collaborazione familiare turismo

Collaborazione familiare turismoCollaborazioni familiari: occasionali fino a 90 giorni anche per il settore turistico

 

L’ispettorato nazionale del lavoro con la circolare n.50/2018 torna sul tema delle collaborazioni familiari occasionali, fornendo ulteriori chiarimenti al personale ispettivo in merito alla valutazione dell’iscrizione previdenziale e assicurativa dei collaboratori o dei coadiuvanti.

 

Già nel 2013, con lettera circolare n. 10478, Il Ministero del lavoro aveva fatto delle precisazioni relativamente al trattamento previdenziale delle prestazioni rese, in via occasionale, da collaboratori familiari nei settori dell’artigianato, del commercio e dell’agricoltura. In quell’occasione, sposando il principio secondo il quale la collaborazione gratuita e occasionale prestata all’interno del nucleo familiare assurge ad obbligazione di natura morale, ha ritenuto corretto escludere l’obbligo di iscrizione del familiare alla gestione previdenziale. In particolare, l’indicazione al personale ispettivo era quella di considerare tendenzialmente occasionale la collaborazione fornita da familiari pensionati e da quelli impiegati a tempo pieno presso altro datore.

Inoltre, nella stessa circolare, il Ministero aveva individuato “un parametro di natura quantitativa di tipo convenzionale” per valutare la natura – occasionale o meno – delle collaborazioni familiari, pertanto, sono state considerate occasionali le prestazioni fino a 90 giorni (o a 720 ore) nel corso dell’anno solare.

 

Di recente, con la lettera circolare n.50/2018, l’Ispettorato chiarisce che l’indice quantitativo, richiamato nella circolare del 2013, può essere applicato anche al settore turistico.

Viene però precisato che il limite dei 90 giorni nell’anno solare, nelle attività stagionali proprie del settore turistico deve essere riparametrato alla durata complessiva della stagione. Se questa, ad esempio, dura tre mesi (90 giorni), i giorni rispetto ai quali va considerata l’occasionalità sono 22 (90 : 365 x 90 = 22).

 

Diverso è il discorso relativo agli obblighi assicurativi nei confronti dell’INAIL, in quanto sono dovuti, a prescindere dal settore di operatività, quando le prestazioni abbiano una natura ricorrente e non meramente accidentale (l’INAIL considera accidentale una prestazione resa una/due volte nell’arco dello stesso mese a condizione che nell’anno le prestazioni complessive non siano superiori a 10 giornate lavorative).

 

Dott. Oscar GenovesiConsulente del Lavoro

 

2 Mar 2018
Assegno di ricollocazione CIGS

Assegno di ricollocazione CIGSLa Legge di Bilancio 2018 introduce importanti novità per l’assegno di ricollocazione durante la CIGS

Il comma 136, al fine di limitare il ricorso al licenziamento all’esito dell’intervento straordinario di integrazione salariale, introduce per i lavoratori per i quali non è previsto il recupero occupazionale nei casi di riorganizzazione ovvero di crisi aziendale la possibilità di richiedere l’attribuzione anticipata dell’assegno di ricollocazione durante il periodo di CIGS:

  • entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo ex art. 24 d.lgs. n. 148/2015;
  • per ricevere un servizio intensivo, in costanza di trattamento straordinario di integrazione salariale, di assistenza nella ricerca di un altro lavoro e per la partecipazione alle attività di mantenimento e sviluppo delle competenze, realizzati anche in concorso con i fondi interprofessionali.

Qualora il lavoratore, nel periodo in cui utilizza il servizio, accetti l’offerta di un contratto di lavoro con altro datore, la cui impresa non presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa del datore in essere:

  • beneficia dell’esenzione dal reddito imponibile ai fini IRPEF delle somme percepite in dipendenza della cessazione del rapporto di lavoro, entro il limite massimo di nove mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto;
  • ha diritto alla corresponsione di un contributo mensile pari al 50% del trattamento straordinario di integrazione salariale che gli sarebbe stato altrimenti corrisposto.

Per il nuovo datore di lavoro è riconosciuto, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a carico azienda, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di 4.030 euro su base annua per:

  • 18 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato;
  • 12 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato. Nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento, il predetto contratto venga trasformato in tempo indeterminato, il beneficio contributivo spetta per ulteriori 6 mesi.
24 Nov 2017
Smart Working INAIL

Smart Working INAILSMART WORKING: PRIMI CHIARIMENTI INAIL E COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA

Con la circolare n. 48/2017, l’INAIL si è per la prima volta espresso in merito al lavoro agile, comunemente definito Smart Working. 

L’intervento, fortemente atteso, tocca i temi più sensibili della disciplina dello Smart Working. 

Con il lavoro agile viene introdotta una nuova modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che prevede la possibilità per il dipendente di svolgere l’attività in parte all’interno della sede aziendale e in parte all’esterno senza una postazione fissa, senza vincoli di orario e con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici

Per un approfondimento: http://www.sternzanin.it/it/entra-vigore-lo-smart-working/. 

 

Tutela contro infortuni e malattie professionali: nessuna particolarità per i lavoratori agili 

L’assicurazione contro gli infortuni e la tutela della sicurezza costituiscono gli elementi più problematici della nuova normativa. 

L’INAIL stabilisce che le prestazioni eseguite secondo la modalità agile, e cioè all’esterno dai locali aziendali, sono comunque assicurate con la medesima classificazione tariffaria prevista per le lavorazioni svolte in azienda.  

I lavoratori agili continueranno pertanto ad essere assicurati con le medesime voci di rischio e non sarà dovuto alcun adempimento ulteriore. L’assicurazione copre infatti tutte le operazioni necessarie per la realizzazione dell’attività principale, comprese quelle complementari e sussidiarie. 

Nulla cambia, inoltre, in relazione alla retribuzione imponibile. 

 

Accordo delle parti per l’individuazione del rischio 

L’INAIL tutela i lavoratori agili anche nel caso di infortuni in itinere purché questi siano occorsi durante il normale percorso tra l’abitazione e il luogo di lavoro prescelto e a condizione che quest’ultimo sia connesso alle esigenze della prestazione stessa o alla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza. 

Per questo l’INAIL stabilisce che è proprio l’accordo tra datore di lavoro e dipendente lo strumento più utile per l’individuazione dei rischi lavorativi e dei riferimenti spazio-temporali. Ciò implica che l’accordo può individuare a monte dei luoghi prestabiliti, che rispondano ai suddetti requisiti, dove il lavoratore potrà svolgere la propria attività. 

Nel caso in cui l’accordo non fornisca indicazioni sufficienti, l’INAIL effettuerà di volta in volta specifici accertamenti finalizzati a verificare la sussistenza dei presupposti e, soprattutto, se l’attività svolta dal lavoratore al momento dell’infortunio è comunque in stretto collegamento con quella lavorativa in quanto necessitata e funzionale alla stessa sebbene svolta all’esterno dei locali aziendali. 

 

La comunicazione obbligatoria 

Il 15 novembre il Ministero del Lavoro ha rilasciato le istruzioni e il modello per effettuare la comunicazione obbligatoria di attivazione dello Smart Working sull’apposita piattaforma: https://servizi.lavoro.gov.it/smartworking. 

Per accedere alla sezione dedicata del portale del Ministero del Lavoro sarà necessario essere dotati di SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o delle credenziali di accesso a Cliclavoro. La comunicazione può essere effettuata direttamente dall’azienda o da un intermediario 

La comunicazione potrà essere successivamente modificata o annullata. Qualora il datore di lavoro sottoscriva accordi con una pluralità di lavoratori la comunicazione potrà essere inviata in forma massiva.

 

Dott.ssa Valentina MuratoriConsulenza del Lavoro

 

11 Ott 2017
INAIL

INAILInfortuni sul lavoro: dal 12 ottobre 2017 scatta l’obbligo di segnalazione all’INAIL anche per un solo giorno.

Ecco le nuove regole:

A far data dal 12 ottobre 2017 sarà obbligatorio segnalare gli infortuni  dei lavoratori con prognosi pari o superiore ad un giorno oltre a quello dell’infortunio. Tale obbligo affianca quello a fini assicurativi relativo alla comunicazione degli infortuni superiori a 3 giorni.

Il datore di lavoro sarà tenuto a comunicare in via telematica all’ INAIL, entro e non oltre le 48 ore dalla ricezione del relativo certificato medico, il verificarsi dell’evento.

Come stabilito dal decreto del ministero del Lavoro 183/2016 – istitutivo del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (Sinp) – la comunicazione è esclusivamente ai fini statistici pertanto non viene modificata la copertura economica dell’assicurazione INAIL che continua a trovare applicazione soltanto per gli infortuni con prognosi superiore ai 4 giorni (compreso quello dell’evento).

Al fine di evitare un doppio adempimento da parte delle aziende:

  1. in caso di infortunio con periodo iniziale di astensione superiore a tre giorni, il datore di lavoro, anche per il tramite del proprio consulente, trasmetterà la tradizionale denuncia di infortunio ai fini assicurativi;
  2. in caso di infortunio con periodo iniziale di astensione pari o inferiore a tre giorni, il datore di lavoro trasmetterà esclusivamente la denuncia a fini statistici e qualora l’infortunio si dovesse protrarre oltre il terzo giorno il datore di lavoro potrà integrare la denuncia iniziale.

È bene precisare che, seppur l’obbligo introdotto risponda ad un programma di sensibilizzazione nazionale su base statistica, alla pianificazione ed alla valutazione delle azioni necessarie alla prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro, è prevista una sanzione per il mancato assolvimento della nuova comunicazione compresa da € 548,00 a € 1978,80 mentre per il mancato invio della denuncia di infortunio superiore a 3 giorni la sanzione è compresa da € 1096,00 a € 4932,00.

 

Dott. Lorenzo SaguloConsulenza del Lavoro

 

5 Ott 2017
INAIL STP Sern Zanin

INAIL STP Sern ZaninAnche le Società tra Professionisti potranno usufruire dei servizi telematici INAIL

L’INAIL, con circ. n. 35 del 13 settembre 2017, è intervenuta aggiornando il sistema di profilazione per l’accesso ai servizi telematici ed istituendo un profilo ad hoc per le Società tra Professionisti (STP). 

L’istituto, in prima battuta, ha ripercorso l’evoluzione normativa che disciplina le STP e, in secondo luogo, ha dettato le istruzioni operative. 

Come noto, l’art. 10 commi da 3 a 9 della l. n. 183/2011 rubricato Riforma degli ordini professionali e società tra professionisti ha previsto la possibilità di costituire società tra professionisti per l’esercizio di attività professionali secondo i seguenti modelli societari: 

  • Società semplice; 
  • Società in nome collettivo; 
  • Società in accomandita semplice; 
  • Società per azioni; 
  • Società in accomandita per azioni;
  • Società a responsabilità limitata;
  • Società cooperativa. 

Il Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, ha emanato il decreto n. 34 dell’8 febbraio 2014 contenente il regolamento delle STP.

 

Caratteristiche delle STP: 

Per poter essere classificate come STP, è necessario che l’atto costitutivo preveda: 

  • L’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci; 
  • L’ammissione in qualità di soci dei soli professionisti iscritti a ordini, albi e collegi, anche in differenti sezioni, nonché dei cittadini degli Stati membri dell’Unione europea, purché in possesso del titolo di studio abilitante, ovvero di soggetti non professionisti soltanto per prestazioni tecniche, o per finalità di investimento; 
  • Criteri e modalità affinché l’esecuzione dell’incarico professionale conferito alla società sia eseguito solo dai soci in possesso dei requisiti per l’esercizio della prestazione professionale richiesta, la designazione del socio professionista 
  • La stipula di una polizza di assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile per i danni causati ai clienti dai singoli soci professionisti nell’esercizio dell’attività professionale; 
  • Le modalità di esclusione dalla società del socio che sia stato cancellato dal rispettivo albo con provvedimento definitivo. 

Le STP possono essere costituite anche per lo svolgimento di più attività professionali. 

Viene stabilito che le STP siano iscritte in una sezione speciale degli albi o dei registri tenuti presso l’ordine o il collegio professionale di appartenenza dei soci professionisti.

 

Obblighi di informazione: 

Nell’ottica di maggior tutela e trasparenza nei confronti del cliente, gli art. 3 e seguenti del Regolamento stabiliscono specifici obblighi d’informazione inerenti: 

  • Il diritto del cliente di chiedere che l’esecuzione dell’incarico conferito alla società sia affidata ad uno o più professionisti appositamente scelti; 
  • Il diritto del cliente di chiedere che l’esecuzione dell’incarico conferito alla società sia affidata ad uno o più professionisti da lui scelti; 
  • L’esistenza di situazioni di conflitto d’interesse tra cliente e società.

 

Profilo INAIL delle STP: 

Il primo profilo realizzato riguarda le STP iscritte all’albo dei Consulenti del Lavoro. 

Al fine del rilascio delle credenziali dispositive, è stato predisposto un apposito modulo di richiesta (allegato n. 1 della circ. n. 35/2017) nel quale occorre indicare: 

  • Generalità e codice fiscale del legale rappresentante della STP; 
  • Denominazione sociale, completa dell’indicazione “società tra professionisti”; 
  • Pec della società (depositata presso il registro imprese); 
  • Numero e data di iscrizione nella sezione speciale dell’albo tenuto presso l’ordine di appartenenza dei soci professionisti (con indicazione della provincia dell’albo); 
  • Numero del codice ditta con cui la STP è iscritta all’Inail. 

Su quest’ultimo aspetto, occorre precisare che i soci professionisti devono essere assicurati (compilazione del quadro P) e tale obbligo ricade sulla STP quale soggetto assicurante. 

Le credenziali dispositive vengono rilasciate al Legale Rappresentante della STP il quale, a sua volta, provvederà ad abilitare i profili dei soci professionisti per l’esecuzione degli incarichi e, altresì, potrà abilitare gli ausiliari (ovverosia i dipendenti della società) che agirano secondo le direttive e la responsabilità degli stessi soci. 

Si specifica che le utenze rilasciate alle STP iscritte all’Albo dei Consulenti del Lavoro sono abilitate ai medesimi servizi previsti per i Consulenti del Lavoro. 

Le c.d. “ditte in delega” e la numerazione unitaria del LUL saranno riferite alla STP e non al socio professionista individuale. La procedura telematica, spiega l’INAIL, consente che uno stesso soggetto, tramite il proprio codice fiscale, possa agire come socio professionista della STP per i clienti in delega della stessa oppure come attività professionale individuale per i propri clienti. 

Da ultimo, si evidenzia che ai fini della gestione del LUL è necessario il rilascio di un apposito provvedimento di autorizzazione alla numerazione unitaria intestato alla STP medesima.

 

Dott. Francesco RussoConsulente del Lavoro