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2 Mag 2018
INPS Incentivo Giovani

INPS Incentivo GiovaniEsonero contributivo per le assunzioni di giovani con contratto a tempo indeterminato. Ecco le istruzioni operative dell’INPS.

L’INPS con la circ. n. 40 del 2 marzo 2018 ha fornito le istruzioni operative per richiedere la nuova agevolazione contributiva introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 e riservata all’assunzione dei giovani under 35. 

Il nuovo beneficio costituisce una misura strutturale volta a creare uno speciale regime contributivo proprio dei contratti a tempo indeterminato. 

 

I beneficiari:

Tutti i datori di lavoro del settore privato, indipendentemente dalla natura di imprenditori.
Restano esclusi i datori di lavoro appartenenti, in generale, al comparto pubblico.

I lavoratori: 

I giovani che non abbiano compiuto 30 anni.  

Con esclusivo riferimento all’anno 2018, il limite di età viene innalzato sino ai 35 anni.  

I giovani lavoratori non devono aver svolto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa.

I rapporti di lavoro incentivati: 

Tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, intendendo con ciò le nuove assunzioni, le trasformazioni di precedenti rapporti di lavoro termine ed anche il mantenimento in servizio al termine del periodo di apprendistato, purché tali eventi si verifichino prima che il lavoratore abbia compiuto i 30 anni di età, limite elevato a 35 escluisivamente nel 2018 e solo per le trasformazioni e le assunzioni. 

Restano esclusi le seguenti tipologie: 

  • Lavoro domestico; 
  • Apprendistato; 
  • Lavoro intermittente, ancorché stipulato a tempo indeterminato; 
  • Rapporto di lavoro a tempo indeterminato stipulato con personale che riveste la qualifica dirigenziale. 

Misura dell’esonero contributivo: 

Il 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di € 3.000,00 annui. 

L’esonero contributivo spetta per un periodo di 36 mesi a partire dall’assunzione ovvero dalla trasformazione del rapporto di lavoro. 

Nell’ipotesi di mantenimento in servizio dei rapporti di apprendistato l’esonero ha una durata di 12 mesi ed è fruibile nel secondo anno successivo alla conferma in servizio. 

La misura dell’esonero contributivo viene elevato al 100% dei contributi a carico del datore di lavoro in caso di assunzione a tempo indeterminato di giovani che, nei sei mesi precedenti, abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro periodi di alternanza scuola-lavoro o rapporti di lavoro in apprendistato per la qualifica e diploma professionale o periodi di apprendistato in alta formazione

L’esonero in oggetto non può essere classificato come “aiuto di Stato”. 

Condizioni per l’esonero contributivo: 

  1. Non aver licenziato (né in forma individuale né collettiva) per giustificato motivo oggettivo lavoratori con la medesima qualifica e nella stessa Unità produttiva nei 6 mesi antecedenti.  
  2. Non licenziare il lavoratore assunto o altro lavoratore con la medesima qualifica e nella stessa Unità produttiva nei sei mesi successivi all’assunzione/trasformazione. 

Queste due condizioni non devono sussistere nel caso di agevolazione connessa al mantenimento in forza dell’apprendista alla fine del periodo di formazione. 

Oltre alle condizioni suddette l’INPS conferma la necessità del rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione, di cui all’art. 31 del D. Lgs. n. 150/2015. L’esonero contributivo quindi non spetta: 

  • quando l’assunzione viola il diritto di precedenza di altri lavoratori;  
  • quando sono in atto, presso il datore di lavoro, sospensioni dal lavoro connesse a crisi o riorganizzazione aziendale per stessa qualifica e unità produttiva; 
  • se sussistono irregolarità contributive; 
  • se sono state accertate violazioni della normativa in materia di condizioni di lavoro o comunque non siano rispettate le condizioni e normative di sicurezza sul lavoro; 
  • se non risultino rispettati gli accordi e i contratti collettivi sottoscritti da OO.SS. comparativamente rappresentativi sul piano nazionale. 

Casi particolari: 

L’INPS specifica che: 

  • Nell’ipotesi di cessione di contratto, di cui all’art. 1406 c.c., la fruizione del beneficio può essere trasferita al datore di lavoro cessionario per il periodo residuo non goduto; 
  • La “portabilità” della fruizione dell’incentivo è ammessa anche nell’ipotesi di trasferimento di cui all’art. 2112 c.c.; 
  • L’esonero contributivo spetta anche nell’ipotesi in cui il giovane lavoratore sia assunto con contratto a tempo indeterminato part-time da due diversi datori, purché l’assunzione sia contestuale. Se così non fosse, il datore di lavoro che ha assunto per ultimo perde la possibilità di fruire dell’incentivo; 
  • L’esistenza di un precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato all’estero, non consente la fruizione dell’esonero contributivo. 

Come accertare i requisiti in capo al lavoratore: 

L’INPS ha reso disponibile on line un’apposita utility attraverso cui i datori di lavoro possono verificare l’esistenza o meno dei requisiti in capo al lavoratore. Tale verifica non ha valore certificativo e pertanto si consiglia, in ogni caso di farsi rilasciare dal lavoratore un’autocertificazione inerente l’esistenza dei requisiti. 

 

 

18 Apr 2018
congedo paternità 2018

congedo paternità 2018Le novità per l’anno 2018 in materia di congedo di paternità 

La l. n. 232/2016 è intervenuta rivedendo la disciplina del congedo di paternità e prorogando tale misura per gli anni 2017 e 2018. 

Di seguito le novità previste in relazione ai figli nati, adottati o affidati a partire dal 1° gennaio 2018, secondo cui il lavoratore padre ha diritto ad: 

  • un congedo obbligatorio della durata di 4 giorni, che possono essere goduti anche in maniera non continuativa, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio (o dall’ingresso in famiglia o in Italia in caso di adozione/affidamento); 
  • un congedo facoltativo della durata di 1 giorno, da fruire in accordo con la madre e in sostituzione di una corrispondente giornata di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima. 

Attenzione: per i figli nati nel corso del 2017, il padre dipendente può fruire esclusivamente del congedo obbligatorio della durata di 2 giorni, anche nell’ipotesi in cui il godimento del periodo di astensione avvenga nel corso del 2018. 

 

Il padre lavoratore che voglia assentarsi dal lavoro a titolo di congedo obbligatorio e/o facoltativo, è tenuto a preavvisare il datore di lavoro con almeno 15 giorni di preavviso. Il lavoratore può avvertire il datore di lavoro per iscritto ovvero servirsi del sistema informativo aziendale per la comunicazione delle assenze, ove previsto. 

In caso di congedo facoltativo, il lavoratore deve allegare anche la dichiarazione della madre con la quale non intende usufruire dello stesso numero di giorni a titolo di congedo di maternità. 

In caso di pagamento diretto da parte dell’INPS, il lavoratore deve presentare domanda servendosi dei servizi telematici dell’Istituto ovvero attraverso il Contact-Center al numero 803-156 

Le giornate di congedo (sia obbligatorio che facoltativo) non possono essere frazionate ad ore. 

 

Trattamento economico e previdenziale: 

Le giornate di assenza per congedo obbligatorio e facoltativo di paternità sono pagate con un’indennità giornaliera a carico INPS pari al 100% della retribuzione media giornaliera. 

I giorni di congedo obbligatorio e facoltativo sono computati nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alle mensilità supplementari ed alle ferie. 

Durante i giorni di congedo obbligatorio e facoltativo, il padre lavoratore è coperto da contribuzione figurativa

 

Clicca qui per il fac-simile della domanda di congedo di paternità.

 

Dott. Francesco RussoConsulente del Lavoro
3 Apr 2018
incentivo occupazione neet

incentivo occupazione neetIncentivo Occupazione Neet: Le istruzioni operative dell’INPS

 

L’INPS, con la Circolare n. 48 del 19 marzo 2018, ha fornito indicazioni operative per la gestione dell’Incentivo Occupazione NEET valido per i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, che nel 2018, senza esservi tenuti in forza a disposizione di legge, assumano giovani iscritti al programma Garanzia Giovani in base ai seguenti requisiti:

  • età compresa tra i 16 e i 29 anni;
  • se minorenni, che abbiano assolto al diritto-dovere all’istruzione;
  • che non siano inseriti in un percorso di studio o formazione;
  • che siano disoccupati ed abbiano completato la registrazione al programma Garanzia Giovani.

Sono incentivabili le assunzioni effettuate, anche se a scopo di somministrazione o in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro, mediante:

  1. contratto a tempo indeterminato;
  2. contratto di apprendistato professionalizzante.

Attenzione: in caso di trasformazione a tempo indeterminato di rapporti a termine, l’incentivo non spetta in quanto il giovane non soddisferebbe i requisiti sopra indicati.

L’agevolazione spetta per le assunzioni effettuate nell’intero territorio nazionale fatta eccezione per la Provincia Autonoma di Bolzano ed anche qualora siano a tempo parziale.

 

MISURA DELL’INCENTIVO

L’importo dell’incentivo – di durata pari a 12 mesi – è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con l’esclusione di premi e contributi INAIL, nel limite massimo di € 8.060 annui per ogni giovane assunto da fruire, a pena di decadenza, entro il termine del 29 febbraio 2020.

 

NON RIPETIBILITÀ DELL’INCENTIVO

L’Istituto precisa che in favore dello stesso lavoratore, l’incentivo Occupazione NEET possa essere riconosciuto per un solo rapporto. Pertanto, dopo una prima concessione, non potranno essere rilasciate nuove autorizzazioni per nuove assunzioni effettuate dallo stesso o da altro datore di lavoro, a prescindere dalla causa di cessazione del precedente rapporto e dall’entità dell’effettiva fruizione del beneficio.

 

LE PRINCIPALI PRECISAZIONI FORNITE DALL’ISTITUTO

  1. non cumulabilità con altri incentivi all’assunzione di natura economica o contributiva, fatta eccezione per l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile introdotto dalla legge di bilancio 2018, il quale prevede la riduzione dei contributi previdenziali, ordinariamente posti a carico dei datori di lavoro privati, con riferimento alle assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato a tutele crescenti, effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2018 di coloro che:
  • non abbiano avuto alcun precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
  • non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età;
  • non siano stati occupati a tempo indeterminato nella loro storia lavorativa (fatta eccezione per le occupazioni con contratto di apprendistato).

 

Consulta il nostro e-book per approfondire gli incentivi introdotti dalla legge di bilancio 2018.

 

  1. l’Istituto previdenziale evidenzia altresì che qualora sia instaurato un rapporto di apprendistato professionalizzante, l’agevolazione possa essere riconosciuta solo nei limiti di durata del periodo formativo.

Infine, trova conferma che la spettanza dell’incentivo è subordinata al rispetto dei principi generali previsti per le assunzioni agevolate nonché della normativa in materia di aiuti di Stato.

 

Per maggiori approfondimenti consulta la Circolare Inps.

 

29 Nov 2017
Anpal DID Online

Anpal DID OnlineDID Online: certificare lo stato di disoccupazione diventa semplice ed immediato

A partire dal mese di dicembre sarà possibile effettuare la DID (dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro) direttamente online attraverso il portale dell’ANPAL.

La circolare completa sull’argomento è consultabile QUI.

A cosa serve la DID?

La Dichiarazione di Immediata Disponibilità al Lavoro certifica che un soggetto si trova in stato di disoccupazione e può quindi usufruire dei servizi per l’inserimento nel mercato del lavoro, stipulando il cosiddetto Patto di Servizio presso un centro per l’impiego.

Chi può effettuarla?

La DID può essere effettuata da:

  • chi è senza lavoro e non percepisce sostegni al reddito;
  • da lavoratori dipendenti che hanno ricevuto comunicazione di licenziamento;

I soggetti che, invece, già beneficiano di sostegni al reddito (naspi, dis-coll, mobilità, …) non hanno bisogno di inserire la DID sul portale ANPAL, in quanto una domanda presentata all’INPS per il sostegno al reddito equivale ad aver dichiarato la propria disponibilità al lavoro.

Come si fa?

E’ sufficiente collegarsi al portale ANPAL ed accedere alla propria area riservata (se non è mai stato fatto, è necessario registrarsi), selezionando successivamente la voce relativa alla dichiarazione di immediata disponibilità.

Nel caso in cui l’utente NON disponga del Pin INPS, il sistema rilascerà una DID provvisoria e lo stato di disoccupazione dovrà poi essere confermato presso il centro per l’impiego (la disoccupazione decorrerà a partire dalla data della DID effettuata sul portale).

Se, invece, l’utente dovesse essere in possesso del Pin INPS, potrà autenticarsi autonomamente ed avrà la possibilità di inserire tutte le informazioni personali, professionali e lavorative.

Successivamente sarà necessario prendere appuntamento presso il Centro per l’Impiego per stipulare il Patto di Servizio.

Per un’illustrazione dettagliata della procedura, l’ANPAL ha realizzato un TUTORIAL.

 

19 Ott 2017
Stern Zanin Video

Consulenza Pensionistica: Il Fascicolo Previdenziale

Abbiamo  realizzato un fascicolo previdenziale che permette al cittadino, al commerciante, al dirigente ed anche all’azienda di poter avere in mano uno strumento che abbia al suo interno tutte le informazioni utili e necessarie per poter ragionare sulla propria pensione indipendentemente dalla sua imminente o futura richiesta. Il nostro supporto non si esaurisce con la predisposizione del fascicolo previdenziale, anzi, con la spiegazione del fascicolo portiamo il cliente in un ottica di programmazione ed analisi del suo futuro.
Il fine principale di questa consulenza infatti è rendere fruibile un tema complesso come quello del sistema pensionistico e intraprendere un percorso decisionale che vedrà il soggetto consapevole ed edotto della scelta più corretta da fare per il suo futuro.

 

Vedi anche: APE Social: Istruzioni per l’uso

10 Ott 2017
APE Social

APE SocialAPE Social: Arriva l’anticipo pensionistico

Con la Legge di Stabilità 2017 è stata introdotta in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018 la misura dell’anticipo pensionistico, meglio conosciuta come APE.

 

Tra le varie tipologie di anticipo vi è l’APE Social che può essere riconosciuta ai lavoratori che abbiano maturato una certa anzianità contributiva e che si trovino in particolari condizioni. 

L’APE Social è infatti un’indennità a carico dello Stato e corrisposta dall’INPS per il periodo intercorrente tra il momento di accesso al beneficio e il raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. 

L’indennità è corrisposta mensilmente su dodici mensilità nell’anno e corrisponde all’importo della pensione calcolata al momento in cui si accede all’APE Social. In ogni caso l’importo non può essere superiore a 1.500 euro. 

Colui che fruisce dell’APE Social potrà prestare attività di lavoro subordinato o parasubordinato a condizione che il reddito annuo non sia superiore agli 8.000 euro; nel caso di attività di lavoro autonomo il limite è invece pari a 4.800 euro. L’indennità non è compatibile con il beneficio della NASPI, dell’ASDI o dell’indennizzo per cessazione di attività commerciale.  

Requisiti e condizioni richiesti per l’accesso all’APE Social 

I requisiti per accedere alla misura sono i seguenti: 

  • Età anagrafica di almeno 63 anni; 
  • Iscrizione all’assicurazione generale obbligatoria (o forme sostitutive ed esclusive) o alla gestione separata; 
  • Assenza di un trattamento pensionistico diretto; 
  • Cessazione dell’attività lavorativa. 

La legge stabilisce poi le varie tipologie di lavoratori che possono presentare la domanda per accedere al beneficio e per ognuno differenzia il requisito contributivo richiesto. 

Tipologie di lavoratori 

Anzianità contributiva richiesta 

Lavoratori in stato di disoccupazione involontaria, e cioè: 

  • licenziati, anche all’interno di una procedura collettiva,  
  • dimessi per giusta causa  
  • cessati per risoluzione consensuale all’interno della procedura per il licenziamento per giustificato motivo oggettivo davanti all’Ispettorato del lavoro 

che abbiano esaurito la prestazione di disoccupazione da almeno 3 mesi.

30 anni 
Lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge, o la persona in unione civile, o un parente di primo grado convivente in situazione di handicap grave.  30 anni 
Lavoratore con invalidità civile conseguente riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74%  30 anni 
Lavoratori dipendenti che svolgono attività particolarmente gravose da almeno 6 anni in modo continuativo (o 7 anni nel caso in cui vi siano state interruzioni non superiori a 12 mesi) 

Le attività sono così individuate: 

A. Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici B. di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni Conduttori C. Conciatori di pelli e di pellicce D. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante E. Conduttori di mezzi pesanti e camion F. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni G. Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza H. Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido I. Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati L. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia M. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti. 

36 anni 

Come presentare la domanda? 

L’accesso all’APE Social è modulato in due fasi: il lavoratore deve in un primo momento richiedere il riconoscimento delle condizioni sopra indicate e solo successivamente presentare domanda per l’accesso all’indennità. Le domande vengono presentate nell’apposita sezione del sito dell’INPS:  

La misura sarà garantita solo nei limiti delle risorse finanziarie stanziate. Risulta quindi particolarmente rilevante il rispetto dei termini per la presentazione delle domande. Per chi matura i requisiti entro l’anno 2017 le prime richieste sono state inviate dai lavoratori entro il 15 luglio, ma sarà comunque possibile procedere con ulteriori invii fino al 30 novembre. In quest’ultimo caso le domande saranno valutate solo in caso residuino le risorse finanziarie. Per chi matura i requisiti nel 2018 il primo termine è fissato al 31 marzo 2018, sempre con possibilità di inviare ulteriori domande entro il 30 novembre.  

 

Dott.ssa Valentina MuratoriConsulenza del Lavoro

 

14 Lug 2017

STERN ZANIN STP: stipulato accordo di II livello per accedere a detassazione e decontribuzione.

Il 1 luglio 2017 la Stern Zanin stp ha stipulato con la UILtucs un accordo collettivo di secondo livello dai contenuti innovativi.

L’accordo disciplina l’erogazione di un premio di risultato individuando forme e strumenti che massimizzano per i collaboratori e per il datore di lavoro i benefici fiscali e previdenziali. Viene anche demandato alla Direzione la definizione di una piattaforma di welfare aziendale per trasferire servizi ai collaboratori in modo semplice e utile.

In particolare l’accordo prevede:

  • La possibilità per i lavoratori di optare in alternativa all’erogazione monetaria del premio per servizi di welfare.

L’opzione per i servizi di welfare permette al lavoratore di abbattere integralmente la ritenuta fiscale sui premi(il 10%) e la ritenuta previdenziale (almeno pari al 9,19%). Lo stesso datore di lavoro non dovrà versare alcuna contribuzione previdenziale sul premio e potrà dedurne integralmente il costo.

  • L’istituzione di un organo di partecipazione attiva dei dipendenti alla gestione della società finalizzato al miglioramento e all’innovazione al sistema di elaborazione e fornitura del servizio.

Questo strumento di partecipazione consente permette al datore di lavoro ed al lavoratore di poter accedere alla riduzione della contribuzione INPS a loro carico, in particolare con una riduzione di 20 punti percentuali dell’aliquota contributiva IVS a carico del datore di lavoro ed una decontribuzione totale a favore del lavoratore nei limiti di un massimale di premio individuale pari a € 800.

Mettiamo a disposizione di tutti i nostri assistititi le nostre competenze e le nostre professionalità per individuare soluzioni utili a premiare al massimo i dipendenti sfruttando tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione.

13 Lug 2017

presto inpsPrest(O): La nuova piattaforma INPS per la gestione del lavoro occasionale online.

Dal 10 luglio è on line la nuova piattaforma INPS per l’utilizzo del lavoro occasionale, con due diversi accessi, l’uno per le famiglie (libretto famiglia), l’altro per gli altri utilizzatori (professionisti, società, associazioni e fondazioni) del contratto di lavoro occasionale.

I passaggi da compiere tramite il servizio online sono i seguenti:

  • registrazione del datore di lavoro e del lavoratore;
  • indicazione da parte del lavoratore della modalità con cui intende essere retribuito;
  • inserimento in procedura da parte del datore di lavoro della comunicazione di lavoro occasionale;
  • pagamento diretto del lavoratore da parte dell’INPS entro il 15 del mese successivo alla prestazione.

Le operazioni sul portale al momento possono essere fatte esclusivamente mediante il pin del soggetto che utilizza le prestazioni e del prestatore stesso.

Nel corso di questo mese l’INPS ha assicurato che ammetterà anche gli intermediari abilitati ad operare in nome e per conto dei propri assistiti.

12 Lug 2017
Lavoro occasionale

Lavoro occasionaleIl “Nuovo Lavoro Occasionale” e le Prestazioni di lavoro autonomo occasionale: Differenze tra gli istituti.

La conversione in legge del Decreto-Legge n. 50/2017 ha introdotto una nuova disciplina delle prestazioni occasionali (art. 54-bis) che sostituisce, di fatto, l’istituto del lavoro accessorio retribuito con i voucher.

In considerazione della nomenclatura adottata dal legislatore è bene specificare che il nuovo istituto del “Lavoro Occasionale” deve essere ben distinto dalle cosiddette “Prestazioni di Lavoro Occasionale Autonomo” ex art. 2222, che restano immutate.

Di seguito un quadro di sintesi:

“Nuovo lavoro occasionale”

(in sostituzione dei “voucher” per il lavoro accessorio)

Prestazioni di lavoro autonomo occasionale

Per quali prestazioni lavorative?

Occasionali o saltuarie di ridotta entità (nel rispetto del limite economico definito dalla normativa introdotta).

 

Aventi le caratteristiche del lavoro autonomo, svolte in modo non professionale e non abituale

 

Sono previste comunicazioni preventive l’inizio dell’attività lavorativa?

Il datore di lavoro deve trasmettere, almeno un’ora prima l’esecuzione della prestazione ed attraverso la piattaforma informatica INPS o mediante contact center, una dichiarazione contenente i dati del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la giornata in cui verrà svolta la prestazione e la relativa durata. Non è prevista alcuna comunicazione preventiva.

Chi può ricorrervi?

  • Datori di lavoro con un numero pari o inferiore a 5 dipendenti a tempo indeterminato (calcolati quale media del semestre tra l’8° ed il 3° mese antecedente la prestazione);
  • Le famiglie (solo per determinate attività).
Qualsiasi soggetto committente (es. professionisti, società, imprenditori, associazioni, fondazioni ed altri enti di natura privata).

Aspetti fiscali

I redditi derivanti da tali prestazioni lavorative sono esenti da Irpef. I redditi derivanti da prestazioni di lavoro autonomo occasionale sono fiscalmente classificati fra “i redditi diversi” (art. 67 co 1 lett. l. del TUIR).

! Il committente è tenuto ad operare la “ritenuta d’acconto” ed a rilasciare la Certificazione Unica (CU).

Aspetti previdenziali ed assicurativi

Il compenso derivante da tali prestazioni lavorative include la quota di contributi previdenziali (Gestione Separata – Inps) e l’assicurazione Inail.  

  • E’ prevista l’iscrizione alla Gestione Separata – INPS solo per compensi superiori a € 5.000,00 nell’anno solare;
  • La quota di contributi previdenziali è ripartita tra prestatore (1/3) e committente (2/3).

 

 

Per ulteriori approfondimenti circa il “Nuovo Lavoro Occasionale” è possibile consultare l’articolo Lavoro Occasionale 2017: Nuova Disciplina per le Prestazioni Occasionali.

6 Lug 2017

Il Nuovo Lavoro Occasionale: Voucher in disuso, Libretto Famiglia e Contratto di Lavoro Occasionale.

 

La conversione in legge del Decreto-Legge n. 50/2017 ha introdotto, tra le altre misure, una nuova disciplina delle prestazioni occasionali (art. 54-bis) che sostituisce di fatto l’istituto del lavoro accessorio retribuito con i voucher.

A differenza del sistema di pagamento proprio dell’istituto ormai abolito (voucher) le prestazioni occasionali saranno retribuite ai prestatori dall’INPS mediante bonifico bancario da corrispondersi entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento dell’attività.

Ai fini dell’utilizzo delle prestazioni occasionali sarà essenziale che utilizzatori e prestatori provvedano a registrarsi presso la nuova “piattaforma informatica INPS”, che sarà resa disponibile entro il mese di luglio 2017.

Le prestazioni occasionali di nuova introduzione sono le attività che, nel corso di un anno civile, danno luogo:

  • per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;
  • per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;
  • per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro e a non più di 280 ore per anno civile (salvo che per il settore agricolo).

Tutte le soglie indicate sono da considerarsi al netto degli oneri a carico del committente.

Esclusivamente ai fini della soglia dei 5.000 euro prevista per ciascun utilizzatore i compensi percepiti da disoccupati, studenti con meno di 25 anni, pensionati, beneficiari di prestazioni a sostegno del reddito, si computano nella misura del 75% del loro valore.

La legge vieta l’uso di prestazioni occasionali tra l’utilizzatore ed il prestatore tra i quali sia in corso o sia cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa e impone in ogni caso il rispetto della normativa attinente alle pause da lavoro, al riposo giornaliero e settimanale previste dal d.lgs. 66 del 2003.

Il reddito percepito dai prestatori per effetti delle prestazioni occasionali è esente da imposte, non incide sullo status di disoccupato ed è computabile ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno.

Fatta eccezione per le regole sopradescritte, gli importi dei compensi nonché gli oneri e le modalità di dichiarazione delle prestazioni sono diverse se le prestazioni occasionali saranno utilizzate dalle persone fisiche, che ricorreranno al libretto di famiglia, o da utilizzatori diversi, che ricorreranno al contratto di prestazione occasionale.

 

Persone fisiche e Libretto Famiglia

Il libretto famiglia è un libretto nominativo prefinanziato contenente titoli di pagamento che potrà essere acquistato presso gli uffici postali, mediante F24 o mediante appositi strumenti di pagamento elettronico che saranno messi a disposizione dall’INPS.

Le persone fisiche mediante il libretto famiglia potranno ricorrere alle prestazioni occasionali esclusivamente per le seguenti attività:

  • piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • insegnamento privato supplementare;

Ciascun titolo di pagamento ha un valore nominale di 10 euro corrispondente al costo minimo di 1 ora di lavoro.

Detto valore nominale è composto come segue:

  • compenso di 8 euro
  • oneri a carico utilizzatore, INPS 1,65 €, INAIL 0,25 €, costi gestione 0,10 €

La persona fisica è tenuta a comunicare entro il giorno 3 del mese successivo alla prestazione tramite piattaforma informatica INPS o contact center dell’INPS i dati del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la durata della prestazione.

 

Utilizzatori diversi dalle persone fisiche e contratto di prestazione occasionale

Per utilizzatori diversi dalle persone fisiche si intendono professionisti, lavoratori autonomi, società, imprenditori, associazioni, fondazioni ed altri enti di natura privata. Il contratto di prestazione occasionale è il contratto mediante il quale tali utilizzatori acquisiscono con modalità semplificate (mediante F24 o mediante appositi strumenti di pagamento elettronico che saranno messi a disposizione dall’INPS) prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità.

E’ vietato l’utilizzo del contratto di prestazione occasionale da parte di:

  • utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori tempo indeterminato (calcolati secondo l’INPS quale media del semestre tra l’8° e il 3° mese antecedente la prestazione);
  • imprese del settore agricolo, salvo che per le attività svolte da pensionati, studenti minori di 25 anni, disoccupati e percettori di prestazioni a sostegno del reddito, purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
  • imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • imprese nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Il compenso minimo giornaliero per un contratto di prestazione occasionale è pari a 36 euro, compenso che corrisponde ad un numero di ore di prestazione consecutive non superiore a 4.

Eventuali ore eccedenti le 4 giornaliere consecutive devono essere retribuite con un compenso minimo di 9 € per ciascuna ora, salvo che per il settore agricolo.

Su detto compenso sono dovuti i seguenti oneri interamente a carico dell’utilizzatore:

  • 33% del compenso da destinarsi alla Gestione Separata INPS;
  • 3,5% del compenso da destinarsi alla Gestione separata INPS;
  • 1% del valore complessivo (compenso + oneri) da destinarsi ai costi di gestione.

Il compenso minimo giornaliero corrisponde pertanto ad un costo pari a 49,63 euro ed il compenso minimo orario ad un costo pari a 12,41 euro.

L’utilizzatore deve trasmettere, almeno un’ora prima l’esecuzione della prestazione ed attraverso la piattaforma informatica INPS o mediante contact center, una dichiarazione contenente i dati del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento, la giornata in cui verrà svolta la prestazione e la relativa durata.

Qualora la prestazione non avvenisse, l’utilizzatore deve comunicarlo, tramite contact center o piattaforma INPS, entro 3 giorni successivi alla giornata programmata. In mancanza di revoca, l’INPS provvederà al pagamento della prestazione e all’accredito dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.

 

Profili Sanzionatori

In caso di superamento del limite di importo per prestazione resa dal singolo prestatore a favore del singolo utilizzatore che ecceda le 280 ore nell’arco dell’anno civile o comunque i 2.500 euro di compenso annuo il rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, fatta eccezione per i rapporti instaurati dalla pubblica amministrazione.

Per quanto concerne gli utilizzatori diversi dalle persone fisiche la violazione dell’obbligo di comunicazione dei dati del rapporto di lavoro nonché la violazione dei divieti di utilizzo imposti comporta la sanzione amministrativa pecuniaria di una somma da euro 500 a euro 2.500 per ogni prestazione lavorativa giornaliera.