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2 Mag 2018
INPS Incentivo Giovani

INPS Incentivo GiovaniEsonero contributivo per le assunzioni di giovani con contratto a tempo indeterminato. Ecco le istruzioni operative dell’INPS.

L’INPS con la circ. n. 40 del 2 marzo 2018 ha fornito le istruzioni operative per richiedere la nuova agevolazione contributiva introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 e riservata all’assunzione dei giovani under 35. 

Il nuovo beneficio costituisce una misura strutturale volta a creare uno speciale regime contributivo proprio dei contratti a tempo indeterminato. 

 

I beneficiari:

Tutti i datori di lavoro del settore privato, indipendentemente dalla natura di imprenditori.
Restano esclusi i datori di lavoro appartenenti, in generale, al comparto pubblico.

I lavoratori: 

I giovani che non abbiano compiuto 30 anni.  

Con esclusivo riferimento all’anno 2018, il limite di età viene innalzato sino ai 35 anni.  

I giovani lavoratori non devono aver svolto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa.

I rapporti di lavoro incentivati: 

Tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, intendendo con ciò le nuove assunzioni, le trasformazioni di precedenti rapporti di lavoro termine ed anche il mantenimento in servizio al termine del periodo di apprendistato, purché tali eventi si verifichino prima che il lavoratore abbia compiuto i 30 anni di età, limite elevato a 35 escluisivamente nel 2018 e solo per le trasformazioni e le assunzioni. 

Restano esclusi le seguenti tipologie: 

  • Lavoro domestico; 
  • Apprendistato; 
  • Lavoro intermittente, ancorché stipulato a tempo indeterminato; 
  • Rapporto di lavoro a tempo indeterminato stipulato con personale che riveste la qualifica dirigenziale. 

Misura dell’esonero contributivo: 

Il 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di € 3.000,00 annui. 

L’esonero contributivo spetta per un periodo di 36 mesi a partire dall’assunzione ovvero dalla trasformazione del rapporto di lavoro. 

Nell’ipotesi di mantenimento in servizio dei rapporti di apprendistato l’esonero ha una durata di 12 mesi ed è fruibile nel secondo anno successivo alla conferma in servizio. 

La misura dell’esonero contributivo viene elevato al 100% dei contributi a carico del datore di lavoro in caso di assunzione a tempo indeterminato di giovani che, nei sei mesi precedenti, abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro periodi di alternanza scuola-lavoro o rapporti di lavoro in apprendistato per la qualifica e diploma professionale o periodi di apprendistato in alta formazione

L’esonero in oggetto non può essere classificato come “aiuto di Stato”. 

Condizioni per l’esonero contributivo: 

  1. Non aver licenziato (né in forma individuale né collettiva) per giustificato motivo oggettivo lavoratori con la medesima qualifica e nella stessa Unità produttiva nei 6 mesi antecedenti.  
  2. Non licenziare il lavoratore assunto o altro lavoratore con la medesima qualifica e nella stessa Unità produttiva nei sei mesi successivi all’assunzione/trasformazione. 

Queste due condizioni non devono sussistere nel caso di agevolazione connessa al mantenimento in forza dell’apprendista alla fine del periodo di formazione. 

Oltre alle condizioni suddette l’INPS conferma la necessità del rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione, di cui all’art. 31 del D. Lgs. n. 150/2015. L’esonero contributivo quindi non spetta: 

  • quando l’assunzione viola il diritto di precedenza di altri lavoratori;  
  • quando sono in atto, presso il datore di lavoro, sospensioni dal lavoro connesse a crisi o riorganizzazione aziendale per stessa qualifica e unità produttiva; 
  • se sussistono irregolarità contributive; 
  • se sono state accertate violazioni della normativa in materia di condizioni di lavoro o comunque non siano rispettate le condizioni e normative di sicurezza sul lavoro; 
  • se non risultino rispettati gli accordi e i contratti collettivi sottoscritti da OO.SS. comparativamente rappresentativi sul piano nazionale. 

Casi particolari: 

L’INPS specifica che: 

  • Nell’ipotesi di cessione di contratto, di cui all’art. 1406 c.c., la fruizione del beneficio può essere trasferita al datore di lavoro cessionario per il periodo residuo non goduto; 
  • La “portabilità” della fruizione dell’incentivo è ammessa anche nell’ipotesi di trasferimento di cui all’art. 2112 c.c.; 
  • L’esonero contributivo spetta anche nell’ipotesi in cui il giovane lavoratore sia assunto con contratto a tempo indeterminato part-time da due diversi datori, purché l’assunzione sia contestuale. Se così non fosse, il datore di lavoro che ha assunto per ultimo perde la possibilità di fruire dell’incentivo; 
  • L’esistenza di un precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato all’estero, non consente la fruizione dell’esonero contributivo. 

Come accertare i requisiti in capo al lavoratore: 

L’INPS ha reso disponibile on line un’apposita utility attraverso cui i datori di lavoro possono verificare l’esistenza o meno dei requisiti in capo al lavoratore. Tale verifica non ha valore certificativo e pertanto si consiglia, in ogni caso di farsi rilasciare dal lavoratore un’autocertificazione inerente l’esistenza dei requisiti. 

 

 

12 Mar 2018
RITA Rendita integrativa temporanea anticipata

RITA Rendita integrativa temporanea anticipataRITA: La Legge di Bilancio 2018 introduce importanti novità anche per la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata

 

I commi 168 e 169 della l. n. 205/2017 intervengono sulla RITA – Rendita integrativa temporanea anticipata, introdotta nell’ordinamento dalla precedente legge di Bilancio 2017.

La RITA consente agli iscritti alle forme di previdenza complementare di ricevere l’erogazione anticipata delle prestazioni in forma di rendita temporanea fino alla maturazione dei requisiti pensionistici. La RITA permette, quindi, la percezione di un reddito ponte tra il momento di presentazione dell’istanza e quello di raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

I requisiti per l’accesso alla RITA sono i seguenti:

  • età anagrafica di almeno 63 anni;
  • 20 anni di versamenti contributivi;
  • compimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i 5 anni successivi;
  • iscrizione alla previdenza complementare.

 

NOVITÀ

Con la legge di Bilancio 2018 viene abolito il requisito anagrafico di almeno 63 anni di età.

È inoltre riconosciuto l’accesso alla rendita anticipata anche ai lavoratori inoccupati per un periodo di tempo superiore a 24 mesi e che maturino l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi.

 

6 Mar 2018
Bonus Assunzioni Imprese Regione Lazio

Bonus Assunzioni Imprese Regione LazioAssunzioni: Dalla Regione Lazio arriva il bonus per le imprese

La Regione Lazio ha recentemente pubblicato l’avviso denominato “bonus assunzionale per le imprese” avente la finalità di incentivare le assunzioni effettuate dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2019.

 

Requisiti dei lavoratori assunti

  • persone di età compresa tra 24 e 50 anni prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti nella Regione Lazio o iscritte ad un Centro per l’Impiego del Lazio;
  • persone disoccupate o prive d’impiego di età non superiore a 24 anni oppure con più di 50 anni, residenti nella Regione Lazio o iscritte ad un Centro per l’Impiego del Lazio.

 

Ammontare del bonus

Tipologia di contratto

Importo massimo del bonus

a)     Contratto a tempo indeterminato (anche a regime di somministrazione). E’ compreso anche il contratto di apprendistato.

€ 8.000

b)     Contratto a tempo determinato maggiore o uguale a 12 mesi (anche in regime di somministrazione).

€ 5.000

c)      Contratto a tempo determinato maggiore o uguale a 6 mesi (anche in regime di somministrazione).

€ 2.500

L’incentivo relativo alle tipologie contrattuali b) e c) è riservato esclusivamente alle imprese che assumono destinatari provenienti da percorsi di politica attiva promossi dalla Regione Lazio (Garanzia Giovani, Ricollocazione donne con figli minori, Ricollocazione Generazioni).

Requisiti delle imprese beneficiare

  • regolarità contributiva, rispetto della normativa relativa la sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), rispetto delle previsioni in tema collocamento obbligatorio (L. 68/1999), corretta applicazione del CCNL;
  • deve verificarsi un incremento occupazionale netto rispetto alla media annua dei 12 mesi antecedenti alla data di assunzione;
  • nei 6 mesi precedenti l’azienda non deve aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, licenziamenti collettivi o procedure di mobilità ai sensi della normativa vigente;
  • il lavoratore deve svolgere la propria attività lavorativa presso una sede aziendale sita nel territorio della Regione Lazio e l’assunzione non deve essere effettuata in violazione di un diritto di precedenza;
  • l’assunzione non deve essere effettuata in ragione di un obbligo di legge preesistente all’assunzione o riassunzione (es. obblighi di assunzione previsti dalla L. 68/1999 e s.m.i.).

Sono escluse le imprese operanti nel settore delle lotterie, scommesse e case da gioco.

La Regione erogherà il bonus, direttamente sul c/c indicato dall’impresa, alla scadenza del contratto a tempo determinato o dopo 12 mesi dall’assunzione in caso di contratto a tempo indeterminato previa verifica che la persona assunta sia ancora in forza presso l’impresa.

Resta inteso che l’ottenimento del bonus è subordinato alla disponibilità delle risorse stanziate dalla Regione Lazio pari a € 4.000.000,00.

 

Dott. Lorenzo SaguloConsulenza del Lavoro

 

2 Mar 2018
Assegno di ricollocazione CIGS

Assegno di ricollocazione CIGSLa Legge di Bilancio 2018 introduce importanti novità per l’assegno di ricollocazione durante la CIGS

Il comma 136, al fine di limitare il ricorso al licenziamento all’esito dell’intervento straordinario di integrazione salariale, introduce per i lavoratori per i quali non è previsto il recupero occupazionale nei casi di riorganizzazione ovvero di crisi aziendale la possibilità di richiedere l’attribuzione anticipata dell’assegno di ricollocazione durante il periodo di CIGS:

  • entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo ex art. 24 d.lgs. n. 148/2015;
  • per ricevere un servizio intensivo, in costanza di trattamento straordinario di integrazione salariale, di assistenza nella ricerca di un altro lavoro e per la partecipazione alle attività di mantenimento e sviluppo delle competenze, realizzati anche in concorso con i fondi interprofessionali.

Qualora il lavoratore, nel periodo in cui utilizza il servizio, accetti l’offerta di un contratto di lavoro con altro datore, la cui impresa non presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa del datore in essere:

  • beneficia dell’esenzione dal reddito imponibile ai fini IRPEF delle somme percepite in dipendenza della cessazione del rapporto di lavoro, entro il limite massimo di nove mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto;
  • ha diritto alla corresponsione di un contributo mensile pari al 50% del trattamento straordinario di integrazione salariale che gli sarebbe stato altrimenti corrisposto.

Per il nuovo datore di lavoro è riconosciuto, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a carico azienda, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di 4.030 euro su base annua per:

  • 18 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato;
  • 12 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato. Nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento, il predetto contratto venga trasformato in tempo indeterminato, il beneficio contributivo spetta per ulteriori 6 mesi.
11 Dic 2017
CCNL Telecomunicazioni

CCNL TelecomunicazioniIPOTESI DI ACCORDO PER IL CCNL TLC 

Il 23 novembre 2017 è stata siglata l’ipotesi di accordo di programma per il rinnovo del CCNL Telecomunicazioni per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di telecomunicazioni. 

Tale accordo, che sarà passato al vaglio dei lavoratori, proroga la durata del CCNL TLC al 30 giugno 2018. 

 

AUMENTI RETRIBUTIVI

L’accordo prevede due incrementi retributivi con decorrenza, rispettivamente, 1° gennaio e 1° luglio 2018 e articolati come da seguente tabella. 

Livelli 

Parametro 

Aumenti dei minimi tabellari
dall’ 1/1/2018 

Aumenti dei minimi tabellari
dall’ 1/7/2018 

Quadri – 7°  222  27,58  27,58 
  198  24,60  24,60 
5°S  168,51  20,94  20,94 
  161  20,00  20,00 
  145  18,02  18,02 
  133  16,52  16,52 
  118  14,66  14,66 
  100  12,42  12,42 

 

ERS – Elemento Retributivo Separato 

Con decorrenza 1° luglio è inoltre riconosciuto un Elemento Retributivo Separato, escluso dal calcolo del TFR e comprensivo di ogni altro istituto di retribuzione diretta e indiretta, legale o contrattuale, parametrato come da tabella: 

Livelli 

Parametro 

ERS dall’1/7/2018 

Quadri – 7°  222  13,79 
  198  12,30 
5°S  168,51  10,47 
  161  10,00 
  145  9,01 
  133  8,26 
  118  7,33 
  100  6,21 

 

WELFARE 

Infine, sempre dal 1° luglio e solo per l’anno 2018, le aziende devono attivare a beneficio dei lavoratori strumenti di Welfare per un valore di 120 euro, importo riproporzionato per i part-time. 

Le misure di Welfare dovranno essere coerenti con le caratteristiche dei dipendenti e saranno individuate in sede di esame congiunto con le rappresentanze sindacali costituite in azienda.  Dovranno essere privilegiate le misure con finalità di educazione, istruzione, ricreazione e assistenza sociale, previdenziale e sanitaria. 

lavoratori possono comunque destinare tale somma al Fondo Telemaco di previdenza complementare, fermo restando che il costo a carico azienda non può comunque superare i 120 euro (ovvero l’importo riproporzionato). 

 

RETRIBUZIONE CONTRATTUALE 

Alla luce delle precedenti disposizioni, è così riproporzionata la retribuzione: 

Livelli 

Parametro 

Ex Contingenza
(in euro)
 

E.D.R. 

E.R.S.  
all’1 luglio 2018 

Minimi 
all’1 gennaio 2018 

Minimi 
all’1 luglio 2018 

Quadri-7°  222  530,91  10,33  13,79  1.693,02  1.720,60 
  198  526,99  10,33  12,30  1.507,41  1.532,01 
5s°  168,51  521,08  10,33  10,47  1.284,58  1.305,52 
  161  521,08  10,33  10,00  1.227,32  1.247,32 
  145  517,83  10,33  9,01  1.106,53  1.124,55 
  133  516,07  10,33  8,26  1.013,10  1.029,62 
  118  514,03  10,33  7,33  898,77  913,43 
  100  511,26  10,33  6,21  762,14  774,56 

 

Ai lavoratori inquadrati al 7° livello è corrisposto un elemento retributivo pari a euro 59,39 lordi. 

Ai Quadri è corrisposta invece un’indennità di funzione pari a euro 98,13 mensili lordi, comprensivi dell’elemento retributivo previsto per i lavoratori inquadrati nel 7° livello.

 

Dott.ssa Valentina MuratoriConsulenza del Lavoro

 

30 Giu 2017
Accordo Villa San Michele CGIL

Accordo Villa San Michele CGILHotel Villa San Michele insieme a Filcams CGIL per il rinnovo del Contratto integrativo aziendale.

Il 28 giugno 2017 è stata data ulteriore conferma di come si possa garantire la qualità e la produttività all’interno del settore alberghiero, senza tralasciare la tutela dei diritti dei lavoratori.

La Direzione dell’Hotel Villa San Michele, assistita dal Dottor Paolo Stern (Consulente del Lavoro – Fondatore e Partner di Stern Zanin STP), la Rsa di Villa San Michele e Filcams CGIL si sono incontrati per l’esamina e la sottoscrizione del nuovo Contratto Integrativo Aziendale.

Presso la sede del prestigioso Hotel del gruppo Belmond si è parlato di aumento del salario variabile e di anticipo del Tfr, di tutela della maternità e di infortunio, di flessibilità, orario di lavoro e molto altro ancora. L’azienda ha inoltre preso l’impegno a non esternalizzare i servizi.

Insieme ai circa 100 lavoratori interessati, l’Hotel Villa San Michele fa un ulteriore passo in avanti verso l’eccellenza anche nei rapporti sindacali e con i lavoratori stessi.

19 Giu 2017
jobs act lavoro autonomo

jobs act lavoro autonomoJobs Act Lavoratori Autonomi: in vigore dal 14/06/2017.

Nuova legge per regolamentare e tutelare il lavoro autonomo.

Il 14 giugno è entrata in vigore la legge n. 81/2017 recante le misure per la tutela del lavoro autonomo, definita anche come il Jobs Act degli Autonomi.

Le principali novità introdotte dalla legge prevedono innanzitutto una più ampia tutela del lavoratore autonomo sotto diversi profili: quello normativo, contrattuale e fiscale.

In particolare:

  • Si applica anche alle transazioni commerciali tra lavoratore autonomo e impresa o amministrazioni pubbliche la tutela sul mancato pagamento della parcella: scattano gli interessi moratori dopo 30 giorni dal ricevimento della fattura o del preavviso di parcella;
  • Sono abusive e inefficaci le clausole che prevedono:
    • la possibilità per il committente di modificare unilateralmente il contratto o di recedere senza congruo preavviso;
    • termini di pagamento superiori ai 60 giorni dal ricevimento della fattura o del preavviso di parcella.
  • Il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma scritta è abusivo;
  • I diritti di utilizzazione economica relativi ad apporti originali e invenzioni realizzati nell’esecuzione del contratto spettano al lavoratore autonomo. Fanno eccezione solo i casi in cui l’attività inventiva sia oggetto stesso del contratto;
  • A decorrere dal periodo d’imposta in corso, sono integralmente deducibili:
    • le spese per la formazione e l’aggiornamento professionale entro il limite di 10.000 euro l’anno;
    • le spese sostenute per la certificazione delle competenze, l’orientamento, la ricerca e il sostegno dell’auto-imprenditorialità fino al limite di 5.000 euro l’anno;
    • senza limiti le spese di vitto e alloggio sostenute per l’esecuzione di un incarico.

 

Le altre novità riguardano le tutele previdenziali per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata:

  • Aumento a 6 mesi della durata del congedo parentale entro i primi tre anni di vita del bambino per i lavoratori non iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria;
  • Equiparazione dei periodi di malattia conseguente a trattamenti oncologici o di gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti alla degenza ospedaliera e conseguente aumento dell’indennità erogata dall’INPS;
  • Al fine di fruire dellindennità di maternità, viene rimosso l’obbligo di effettiva astensione dall’attività lavorativa durante i due mesi antecedenti al parto e i tre mesi successivi;
  • Durante i periodi di gravidanza, malattia e infortunio il rapporto di lavoro, salvo il venir meno dell’interesse del committente, non si estingue e l’esecuzione viene sospesa, senza diritto al corrispettivo, fino a 150 giorni;
  • Nel caso di maternità la lavoratrice autonoma può, previo consenso del committente, farsi sostituire da parte di altri lavoratori autonomi di fiducia della lavoratrice stessa;
  • Nel caso di malattia o infortunio che impediscono lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni, è sospeso il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per l’intera durata dell’evento fino ad un massimo di due anni. Oltre tale periodo il lavoratore è tenuto ad effettuare i versamenti per l’intero periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione stessa.

 

La legge inoltre stabilizza, a decorrere dal 1° luglio 2017, la DIS-COLL in favore dei co.co.co. e la estende agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca. A decorrere dalla stessa data è dovuta, per gli stessi soggetti nonché per amministratori e sindaci, un’aliquota contributiva pari allo 0,51%.

La normativa introduce poi alcune disposizioni rivolte alla Pubblica Amministrazione sempre al fine di ampliare le tutele previste per gli autonomi. Le amministrazioni pubbliche dovranno pertanto procedere con:

  • Apertura di sportelli per il lavoro autonomo presso i Centri per l’Impiego che raccolgono le domande e offerte di lavoro autonomo;
  • Promozione della partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici e bandi.

Inoltre, al fine di partecipare a bandi o concorrere per incarichi o appalti privati, i lavoratori autonomi potranno costituire reti, consorzi stabili professionali o associazioni temporanee professionali.

 

La riforma delle tutele del lavoro autonome non si conclude con la legge in esame: entro 12 mesi il Governo è tenuto ad adottare decreti legislativi nelle seguenti materie:

  1. Rimessione di atti pubblici alle professioni organizzate in ordini o collegi;
  2. Riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute per i lavoratori degli studi professionali;
  3. Aumento delle tutele in materia di maternità e malattia a fronte di un aumento dell’aliquota aggiuntiva;
  4. Abilitazione di Casse previdenziali per professionisti all’erogazione di misure di welfare a fronte di specifica contribuzione.

 

A cura di Valentina Muratori

16 Giu 2017
smart working

smart workingEntrato in vigore lo Smart Working!

Il 14 giugno 2017 è entrata in vigore la legge n. 81/2017 che disciplina il lavoro agile: una nuova modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che prevede la possibilità per il dipendente di svolgere l’attività in parte all’interno della sede aziendale e in parte all’esterno senza una postazione fissa, senza vincoli di orario e con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici. L’unico limite è il rispetto della durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale.

La finalità del lavoro agile, anche detto smart working, è quella di consentire la migliore conciliazione della vita privata e lavorativa del dipendente. Il lavoratore nelle giornate di lavoro agile potrà quindi lavorare da casa, da altra sede aziendale o da qualsiasi altro luogo liberamente scelto.

Tale forma di lavoro deve essere attivata mediante un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore nel quale vengono disciplinate le modalità di esecuzione della prestazione lavorativa all’esterno dall’azienda. La normativa lascia un’ampia libertà alle parti di adeguare lo smart working alle proprie esigenze.

L’instaurazione dello smart working non incide sul trattamento normativo o retributivo del dipendente.

L’accordo che disciplina il lavoro agile può essere a termine o a tempo indeterminato. Nell’ultimo caso ciascuna parte può recedere dall’accordo rispettando un preavviso di 30 giorni, salvo il caso in cui sussista un giustificato motivo per il quale il preavviso non è dovuto. Se l’accordo è invece a termine (ad esempio legato al raggiungimento di uno specifico risultato o ad una particolare fase produttiva dell’azienda) il rientro anticipato del lavoratore in azienda è consentito solo se vi è un giustificato motivo.

Prima dell’inizio della prestazione secondo questa modalità, il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione obbligatoria Unilav. Attualmente i sistemi informatici non sono ancora stati aggiornati e si attendono chiarimenti in merito da parte del Ministero del Lavoro.

L’utilizzo dello smart working è inoltre strettamente legato alla disponibilità di strumenti informatici. Sebbene la normativa non preveda un obbligo di fornire al lavoratore la strumentazione necessaria, ai fini del rispetto della normativa sui controlli dell’attività lavorative e sulla sicurezza è altamente consigliata l’assegnazione di strumenti aziendali, quali ad esempio personal computer o telefono cellulare.

La legge n. 81/2017 prevede poi particolari disposizioni in materia di sicurezza. Il datore di lavoro rimane infatti responsabile della sicurezza del lavoratore e a tal fine consegna annualmente al lavoratore e al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza un’informativa nella quale sono individuati i rischi generali e specifici di tale esercizio dell’attività lavorativa.

Il lavoratore è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro ed è pertanto suo onere verificare che il luogo di lavoro prescelto sia conforme alle disposizioni in materia di sicurezza. Il lavoratore rimane inoltre tutelato contro gli infortuni e le malattie professionali.

 

A cura di Valentina Muratori

12 Giu 2017
Apprendistato senza limiti di età

Apprendistato senza limiti di etàApprendistato senza limiti di età.

Ai sensi dell’art. 47, comma 4 del d.lgs. 81 del 2015 è possibile assumere con contratto di apprendistato professionalizzante senza dover tener conto dei limiti di età previsti per questa tipologia contrattuale.

I lavoratori interessati da tale possibilità sono coloro che beneficino dell’indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione.
L’Inps con messaggio n. 2243 del 31 maggio 2017 ha chiarito quali sono le aliquote contributive che si applicano in questi casi.

Tra i vantaggi del contratto di apprendistato:

  1. Possibilità di inquadrare il nuovo assunto, al di sotto dell’inquadramento previsto dalla legge, per tutto il periodo formativo.
  2. Aliquote contributive ridotte (sia a carico ditta che a carico del dipendente).

A differenza di quanto avviene per il contratto di apprendistato professionalizzante stipulato rispettando i limiti di età, il contratto di apprendistato stipulato con un beneficiario di indennità di mobilità o di indennità di disoccupazione non permette il recesso privo di motivazione al termine del periodo formativo, pertanto in questo caso non ci sono vantaggi sulle modalità di recesso.

 

Agevolazione per assunzione con apprendistato di beneficiari dell’indennità di mobilità e regime contributivo.

Per gli assunti con contratto di apprendistato professionalizzante beneficiari di indennità di mobilità si applica il regime contributivo agevolato del 10% per i primi 18 mesi.

A titolo esemplificativo si riporta la differenza di costo per il 1° anno di un dipendente assunto con il CCNL Commercio – IV livello e di un lavoratore assunto con contratto di apprendistato professionalizzante perché beneficiario di indennità di mobilità.
Contratto a tempo indeterminato
Apprendistato (36 mesi)
Risparmio
RAL
€22.075 €19.230 €2.845
Contrib. C/DITTA
€ 6.397 €1.923 € 4.474
TFR
€ 1.635 €1.424 € 211
TOT.
€ 30.107 € 22.577 €7.530

 

Agevolazione per assunzione con apprendistato di beneficiari dell’indennità di disoccupazione e regime contributivo.

Tra i beneficiari di indennità di disoccupazione l’INPS annovera coloro che hanno diritto alle seguenti prestazioni:

  • Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi);
  • Assicurazione sociale per l’impiego, anche a requisiti ridotti (Aspi e miniAspi);
  • Indennità sociale di disoccupazione edile;
  • Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (Dis-Coll).

Per gli assunti con contratto di apprendistato professionalizzante beneficiari di indennità di disoccupazione si applica il regime contributivo agevolato crescente (dal 3,11% all’11,61%) per le imprese fino a nove dipendenti e dell’11,61% per i datori con più di nove dipendenti.

Es. differenze di costo per il 1° anno di un dipendente assunto con il CCNL Commercio – IV livello – AZIENDA FINO A 9 DIPENDENTI
Contratto a tempo indeterminato
Apprendistato (36 mesi)
Diff.
RAL
22.075 19.230 2.845
Contrib. C/DITTA
6.397 598 5.799
TFR
1.635 1.424 211
TOT.
30.107 26.642 8.855
Es. differenze di costo per il 1° anno di un dipendente assunto con il CCNL Commercio – IV livello – AZIENDA CON PIÙ DI 9 DIPENDENTI
Contratto a tempo indeterminato
Apprendistato (36 mesi)
Risparmio
RAL
22.075 19.230 2.845
Contrib. C/DITTA
6.397 2.232 4.165
TFR
1.635 1.424 211
TOT.
30.107 22.886 7.221

 

 

A cura di Oscar Genovesi.