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16 Lug 2018
decreto legge dignità

decreto legge dignità

Novità in materia di lavoro: dal 14 luglio 2018 entra in vigore il decreto legge “dignità”

Novità in materia di contratti a termine:

Il decreto legge n. 87/2018 prevede che:

  • il contratto a termine privo di causale sarà ammesso solo per contratti di durata non superiore a 12 mesi, prorogabile liberamente solo sino al raggiungimento di tale durata;
  • l’instaurazione di un contratto a termine di durata superiore, così come la stipula di proroghe che determinino il superamento dei 12 mesi o l’instaurazione di un nuovo contratto a termine sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate che devono essere specificate nell’accordo;
  • le proroghe non possono essere più di 4;
  • la durata complessiva dei contratti a termine che possono essere stipulati con il medesimo lavoratore non potrà superare i 24 mesi;
  • ogni rinnovo comporta un incremento del costo del lavoro che consiste nell’aumento di 0,5 punti dell’aliquota contributiva INPS a carico del datore di lavoro.

Le nuove misure non si applicano ai contratti a termine stagionali.

 

Novità in materia di contratti di somministrazione a tempo determinato:

Il decreto legge estende alla disciplina dei contratti di somministrazione a tempo determinato le norme che regolano il contratto a termine, incluse le novità introdotte e sopra descritte, con conseguenti rilevanti limitazioni al campo di applicazione di questo istituto.

 

Novità in tema di contratti a tutele crescenti:

Il decreto legge incrementa il valore minimo e massimo dell’indennizzo economico dovuto al lavoratore assunto o trasformato a tempo indeterminato dal 7/03/2015 in poi e licenziato con modalità e motivazioni che, pur essendo illegittimi, non fanno venir meno l’efficacia del recesso.

L’indennizzo in tali casi viene rideterminato in un range incluso tra le 6 e le 36 mensilità.

 

Per ulteriori approfondimenti non esitare a CONTATTARCI.

 

9 Lug 2018
anpal bonus

anpal bonusAnpal (Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro) insieme alla Regione Lazio, Anpal Servizi ed i Centri per l’Impiego promuovono un piano di incentivi per la ricollocazione, rivolto ai lavoratori licenziati dal sito produttivo romano di Almaviva Contact Spa.

L’obiettivo dell’intervento promosso da ANPAL e Regione Lazio è quello di incentivare imprese ed aziende ad assumere uno o più lavoratori che sono stati coinvolti dai licenziamenti di Almaviva.

Fra i tanti, gli incentivi principali sono:

  • fino a 8.000€ di “bonus assunzionale” per ciascun lavoratore assunto a tempo indeterminato, valido anche in caso di part-time con un importo proporzionato alle ore di lavoro previste dallo stesso contratto in relazione al contratto nazionale di riferimento;
  • risorse per la formazione finalizzata adeguare o riallineare le competenze del lavoratore alle esigenze dell’impresa, qualora si renda necessario.

Le domande per la richiesta del contributo verranno accettate fino all’esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.

Per i dettagli e le modalità di presentazione della domanda è possibile consultare i seguenti avvisi:

I Centri per l’Impiego della Regione Lazio e gli Operatori di Anpal Servizi sono a disposizione per fornire gratuitamente tutte le informazioni necessarie, per assistere le aziende interessate ad accedere agli incentivi ed identificare i lavoratori in possesso delle caratteristiche e delle competenze ricercate.

2 Mag 2018
INPS Incentivo Giovani

INPS Incentivo GiovaniEsonero contributivo per le assunzioni di giovani con contratto a tempo indeterminato. Ecco le istruzioni operative dell’INPS.

L’INPS con la circ. n. 40 del 2 marzo 2018 ha fornito le istruzioni operative per richiedere la nuova agevolazione contributiva introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 e riservata all’assunzione dei giovani under 35. 

Il nuovo beneficio costituisce una misura strutturale volta a creare uno speciale regime contributivo proprio dei contratti a tempo indeterminato. 

 

I beneficiari:

Tutti i datori di lavoro del settore privato, indipendentemente dalla natura di imprenditori.
Restano esclusi i datori di lavoro appartenenti, in generale, al comparto pubblico.

I lavoratori: 

I giovani che non abbiano compiuto 30 anni.  

Con esclusivo riferimento all’anno 2018, il limite di età viene innalzato sino ai 35 anni.  

I giovani lavoratori non devono aver svolto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa.

I rapporti di lavoro incentivati: 

Tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, intendendo con ciò le nuove assunzioni, le trasformazioni di precedenti rapporti di lavoro termine ed anche il mantenimento in servizio al termine del periodo di apprendistato, purché tali eventi si verifichino prima che il lavoratore abbia compiuto i 30 anni di età, limite elevato a 35 escluisivamente nel 2018 e solo per le trasformazioni e le assunzioni. 

Restano esclusi le seguenti tipologie: 

  • Lavoro domestico; 
  • Apprendistato; 
  • Lavoro intermittente, ancorché stipulato a tempo indeterminato; 
  • Rapporto di lavoro a tempo indeterminato stipulato con personale che riveste la qualifica dirigenziale. 

Misura dell’esonero contributivo: 

Il 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di € 3.000,00 annui. 

L’esonero contributivo spetta per un periodo di 36 mesi a partire dall’assunzione ovvero dalla trasformazione del rapporto di lavoro. 

Nell’ipotesi di mantenimento in servizio dei rapporti di apprendistato l’esonero ha una durata di 12 mesi ed è fruibile nel secondo anno successivo alla conferma in servizio. 

La misura dell’esonero contributivo viene elevato al 100% dei contributi a carico del datore di lavoro in caso di assunzione a tempo indeterminato di giovani che, nei sei mesi precedenti, abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro periodi di alternanza scuola-lavoro o rapporti di lavoro in apprendistato per la qualifica e diploma professionale o periodi di apprendistato in alta formazione

L’esonero in oggetto non può essere classificato come “aiuto di Stato”. 

Condizioni per l’esonero contributivo: 

  1. Non aver licenziato (né in forma individuale né collettiva) per giustificato motivo oggettivo lavoratori con la medesima qualifica e nella stessa Unità produttiva nei 6 mesi antecedenti.  
  2. Non licenziare il lavoratore assunto o altro lavoratore con la medesima qualifica e nella stessa Unità produttiva nei sei mesi successivi all’assunzione/trasformazione. 

Queste due condizioni non devono sussistere nel caso di agevolazione connessa al mantenimento in forza dell’apprendista alla fine del periodo di formazione. 

Oltre alle condizioni suddette l’INPS conferma la necessità del rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione, di cui all’art. 31 del D. Lgs. n. 150/2015. L’esonero contributivo quindi non spetta: 

  • quando l’assunzione viola il diritto di precedenza di altri lavoratori;  
  • quando sono in atto, presso il datore di lavoro, sospensioni dal lavoro connesse a crisi o riorganizzazione aziendale per stessa qualifica e unità produttiva; 
  • se sussistono irregolarità contributive; 
  • se sono state accertate violazioni della normativa in materia di condizioni di lavoro o comunque non siano rispettate le condizioni e normative di sicurezza sul lavoro; 
  • se non risultino rispettati gli accordi e i contratti collettivi sottoscritti da OO.SS. comparativamente rappresentativi sul piano nazionale. 

Casi particolari: 

L’INPS specifica che: 

  • Nell’ipotesi di cessione di contratto, di cui all’art. 1406 c.c., la fruizione del beneficio può essere trasferita al datore di lavoro cessionario per il periodo residuo non goduto; 
  • La “portabilità” della fruizione dell’incentivo è ammessa anche nell’ipotesi di trasferimento di cui all’art. 2112 c.c.; 
  • L’esonero contributivo spetta anche nell’ipotesi in cui il giovane lavoratore sia assunto con contratto a tempo indeterminato part-time da due diversi datori, purché l’assunzione sia contestuale. Se così non fosse, il datore di lavoro che ha assunto per ultimo perde la possibilità di fruire dell’incentivo; 
  • L’esistenza di un precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato all’estero, non consente la fruizione dell’esonero contributivo. 

Come accertare i requisiti in capo al lavoratore: 

L’INPS ha reso disponibile on line un’apposita utility attraverso cui i datori di lavoro possono verificare l’esistenza o meno dei requisiti in capo al lavoratore. Tale verifica non ha valore certificativo e pertanto si consiglia, in ogni caso di farsi rilasciare dal lavoratore un’autocertificazione inerente l’esistenza dei requisiti. 

 

 

12 Dic 2017
Agevolazioni assunzioni stabilità 2018

Agevolazioni assunzioni stabilità 2018Nuove agevolazioni alle assunzioni nel Disegno di Legge di Stabilità 2018

Il disegno di legge di stabilità 2018, ora all’esame della Camera, prevedrà nuove AGEVOLAZIONI STRUTTURALI ALL’OCCUPAZIONE GIOVANILE STABILE che è bene conoscere per programmare nuove assunzioni o trasformazioni.

Il datore di lavoro che assumerà a tempo indeterminato nel 2018 soggetti che:

  • non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età;
  • non siano stati occupati a tempo indeterminato nella loro storia lavorativa (fatta eccezione per le occupazioni con contratto di apprendistato);

potrà beneficiare di uno sgravio dei contributi previdenziali del 50% per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua.

L’agevolazione si applica anche in caso di trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, fermo restando il possesso del requisito anagrafico del lavoratore alla data della trasformazione.

L’agevolazione è prevista anche in caso di conferma in forza del lavoratore alla fine del periodo di formazione in apprendistato a condizione che alla data di conferma il lavoratore non abbia compiuto il trentesimo anno di età. In tal caso l’agevolazione si somma a quella ordinariamente prevista per il primo anno successivo a quello di conferma, portando così a complessivi 24 mesi la durata dei vantaggi contributivi post apprendistato.

Il nuovo incentivo varrà anche per le assunzioni effettuate negli anni successivi al 2018, ma già dal 2019 il requisito anagrafico del lavoratore consisterà nel non aver compiuto 30 anni.

Indipendentemente dall’età anagrafica l’agevolazione è pari al 100% dei contributi previdenziali, fermo restando il limite dei tre anni ed il massimale di 3.000 euro su base annua, qualora l’assunzione a tempo indeterminato riguardi persone che abbiano acquisito un titolo di studio da meno 6 mesi e che alternativamente:

  • abbiano svolto, presso il medesimo datore di lavoro, attività di alternanza scuola-lavoro per almeno il 30% delle ore di alternanza previste dai rispettivi programmi formativi;
  • abbiano svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale (c.d. apprendistato di primo livello), il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore ovvero periodi di apprendistato di alta formazione e ricerca (c.d. apprendistato di terzo livello).

 

Condizioni del datore di lavoro per fruire dell’agevolazione

Per fruire dell’agevolazione, il datore di lavoro non deve, nei sei mesi precedenti l’assunzione, aver proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, ovvero a licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva. Valgono altresì le condizioni previste dall’art. 31 del d.lgs. n. 150 del 2015.

 

Dott. Oscar GenovesiConsulente del Lavoro

 

16 Giu 2017
smart working

smart workingEntrato in vigore lo Smart Working!

Il 14 giugno 2017 è entrata in vigore la legge n. 81/2017 che disciplina il lavoro agile: una nuova modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che prevede la possibilità per il dipendente di svolgere l’attività in parte all’interno della sede aziendale e in parte all’esterno senza una postazione fissa, senza vincoli di orario e con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici. L’unico limite è il rispetto della durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale.

La finalità del lavoro agile, anche detto smart working, è quella di consentire la migliore conciliazione della vita privata e lavorativa del dipendente. Il lavoratore nelle giornate di lavoro agile potrà quindi lavorare da casa, da altra sede aziendale o da qualsiasi altro luogo liberamente scelto.

Tale forma di lavoro deve essere attivata mediante un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore nel quale vengono disciplinate le modalità di esecuzione della prestazione lavorativa all’esterno dall’azienda. La normativa lascia un’ampia libertà alle parti di adeguare lo smart working alle proprie esigenze.

L’instaurazione dello smart working non incide sul trattamento normativo o retributivo del dipendente.

L’accordo che disciplina il lavoro agile può essere a termine o a tempo indeterminato. Nell’ultimo caso ciascuna parte può recedere dall’accordo rispettando un preavviso di 30 giorni, salvo il caso in cui sussista un giustificato motivo per il quale il preavviso non è dovuto. Se l’accordo è invece a termine (ad esempio legato al raggiungimento di uno specifico risultato o ad una particolare fase produttiva dell’azienda) il rientro anticipato del lavoratore in azienda è consentito solo se vi è un giustificato motivo.

Prima dell’inizio della prestazione secondo questa modalità, il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione obbligatoria Unilav. Attualmente i sistemi informatici non sono ancora stati aggiornati e si attendono chiarimenti in merito da parte del Ministero del Lavoro.

L’utilizzo dello smart working è inoltre strettamente legato alla disponibilità di strumenti informatici. Sebbene la normativa non preveda un obbligo di fornire al lavoratore la strumentazione necessaria, ai fini del rispetto della normativa sui controlli dell’attività lavorative e sulla sicurezza è altamente consigliata l’assegnazione di strumenti aziendali, quali ad esempio personal computer o telefono cellulare.

La legge n. 81/2017 prevede poi particolari disposizioni in materia di sicurezza. Il datore di lavoro rimane infatti responsabile della sicurezza del lavoratore e a tal fine consegna annualmente al lavoratore e al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza un’informativa nella quale sono individuati i rischi generali e specifici di tale esercizio dell’attività lavorativa.

Il lavoratore è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro ed è pertanto suo onere verificare che il luogo di lavoro prescelto sia conforme alle disposizioni in materia di sicurezza. Il lavoratore rimane inoltre tutelato contro gli infortuni e le malattie professionali.

 

A cura di Valentina Muratori

13 Giu 2017
welfare aziendale ccnl metalmeccanici industria

CCNL metalmeccanici industria:
Arriva il welfare aziendale.

 

L’accordo integrativo del 27/02/2017 ha istituito un nuovo elemento retributivo sotto forma di welfare aziendale per i dipendenti cui viene applicato il CCNL del settore metalmeccanica industria. Tale misura si aggiunge a quanto viene già erogato ai dipendenti in forza del CCNL o di accordi individuali (ad es. buoni pasto; assistenza sanitaria integrativa…)

I datori di lavoro del settore metalmeccanico a decorrere dal mese di giugno devono mettere a disposizione di ogni dipendente un valore di 100 euro (non riproporzionabili per i part time) che potrà essere in concreto utilizzato con le misure di welfare indicate nell’accordo stesso fino al 31/05/2018. Tale valore aumenterà progressivamente negli anni successivi sino a raggiungere il valore di 200 euro.

Hanno diritto a tale elemento retributivo i lavoratori, che hanno superato il periodo di prova, in forza al 1° giugno o comunque assunti entro il 31/12 di ogni anno con:

  • Contratto a tempo indeterminato
  • Contratto a tempo determinato purché abbiano maturato 3 mesi di servizio (anche non consecutivi) nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre

 

Di seguito una tabella riepilogativa:

Lavoratori a tempo indeterminato o a tempo determinato per 3 mesi
nell’anno di calendario, in forza:
Valore del Welfare
Da utilizzare entro:
tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2017 100 euro 31 maggio 2018
tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2018 150 euro 31 maggio 2019
tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2019 200 euro 31 maggio 2020

 

La misura può consistere, a titolo esemplificativo, in:

  • Buono acquisto
  • Buono benzina
  • Ricariche telefoniche
  • Abbonamenti cinema, palestre, teatro
  • Rimborsi spese per istruzione dei figli (ad es. libri scolastici o universitarie, rette scolastiche o universitarie, servizi di babysitting)
  • Rimborsi spese per genitore con età superiore ai 75 anni o non autosufficiente (ad es. badanti, case di cura o di risposo)

L’accordo prevede un confronto con la RSA/RSU, qualora sia costituita, per individuare il tipo di misura da erogare.

Le somme messe a disposizione del lavoratore, nei limiti di quanto stabilito dalla normativa vigente, NON sono imponibili ai fini fiscali e previdenziali e sono da intendersi come costo azienda.

I lavoratori, secondo quanto disposto dal CCNL e fermo restando il limite di costo definito, possono in ogni caso scegliere di destinare tali somme alla previdenza complementare o all’assistenza sanitaria integrativa. Tuttavia il Fondo MètaSalute non ha ancora adottato un piano di contribuzione ad hoc, pertanto al momento tale destinazione non risulta possibile.

 

 

A cura di Valentina Muratori.

12 Giu 2017
CCNL Autoferrotranvieri: Istituito Sistema di Welfare.

CCNL Autoferrotranvieri: Istituito Sistema di Welfare.CCNL Autoferrotranvieri: Istituito Sistema di Welfare.

100€ per previdenza complementare ed assistenza sanitaria.

Con l’accordo del 5/04/2017 è stata data parziale attuazione alla disposizione del CCNL Autoferrotranvieri – internavigatori (TPL – mobilità) che prevede l’istituzione di un sistema di Welfare consistente nel destinare alla previdenza complementare e all’assistenza sanitaria un contributo corrispondente ad un costo aziendale di 100 euro per ogni dipendente.

Da luglio 2017 i datori di lavoro dovranno versare annualmente al Fondo Priamo una somma pari ad un costo aziendale di 90 euro per ogni dipendente assunto a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti.

Per i lavoratori part-time l’importo deve essere riproporzionato alla durata dei periodi di servizio effettivamente resi, mentre per i lavoratori assunti o cessati in corso d’anno la somma verrà corrisposta solo per i mesi lavorati in misura superiore ai 15 giorni.

Per il 2017 il contributo totale sarà suddiviso in 6 quote:

  • 1° quota pari a 21,80 euro (al netto del contributo di solidarietà del 10%) da versare al Fondo entro il 31/07/2017
  • 5 successive quote mensili pari a 12,00 euro (al netto del contributo di solidarietà del 10%) per le mensilità successive.

Dal 2018, invece, il versamento sarà mensile e pari a 6,80 euro sempre al netto del contributo di solidarietà.

Per i dipendenti che già aderiscono volontariamente al Fondo Priamo, tale contributo è aggiuntivo rispetto a quanto già versato ordinariamente. In caso contrario la contribuzione corrispondente al costo aziendale di 90 euro realizza un’adesione contrattuale, senza alcun ulteriore obbligo contributivo a carico del datore di lavoro e del lavoratore.

L’eventuale trasferimento della posizione maturata ad altra forma pensionistica determina la cessazione dell’erogazione della somma.

Si attendono ulteriori istruzioni per il contributo destinato all’assistenza sanitaria integrativa pari a 10 euro sempre da intendersi come costo azienda.

 

 

A cura di Valentina Muratori.

12 Giu 2017
Apprendistato senza limiti di età

Apprendistato senza limiti di etàApprendistato senza limiti di età.

Ai sensi dell’art. 47, comma 4 del d.lgs. 81 del 2015 è possibile assumere con contratto di apprendistato professionalizzante senza dover tener conto dei limiti di età previsti per questa tipologia contrattuale.

I lavoratori interessati da tale possibilità sono coloro che beneficino dell’indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione.
L’Inps con messaggio n. 2243 del 31 maggio 2017 ha chiarito quali sono le aliquote contributive che si applicano in questi casi.

Tra i vantaggi del contratto di apprendistato:

  1. Possibilità di inquadrare il nuovo assunto, al di sotto dell’inquadramento previsto dalla legge, per tutto il periodo formativo.
  2. Aliquote contributive ridotte (sia a carico ditta che a carico del dipendente).

A differenza di quanto avviene per il contratto di apprendistato professionalizzante stipulato rispettando i limiti di età, il contratto di apprendistato stipulato con un beneficiario di indennità di mobilità o di indennità di disoccupazione non permette il recesso privo di motivazione al termine del periodo formativo, pertanto in questo caso non ci sono vantaggi sulle modalità di recesso.

 

Agevolazione per assunzione con apprendistato di beneficiari dell’indennità di mobilità e regime contributivo.

Per gli assunti con contratto di apprendistato professionalizzante beneficiari di indennità di mobilità si applica il regime contributivo agevolato del 10% per i primi 18 mesi.

A titolo esemplificativo si riporta la differenza di costo per il 1° anno di un dipendente assunto con il CCNL Commercio – IV livello e di un lavoratore assunto con contratto di apprendistato professionalizzante perché beneficiario di indennità di mobilità.
Contratto a tempo indeterminato
Apprendistato (36 mesi)
Risparmio
RAL
€22.075 €19.230 €2.845
Contrib. C/DITTA
€ 6.397 €1.923 € 4.474
TFR
€ 1.635 €1.424 € 211
TOT.
€ 30.107 € 22.577 €7.530

 

Agevolazione per assunzione con apprendistato di beneficiari dell’indennità di disoccupazione e regime contributivo.

Tra i beneficiari di indennità di disoccupazione l’INPS annovera coloro che hanno diritto alle seguenti prestazioni:

  • Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi);
  • Assicurazione sociale per l’impiego, anche a requisiti ridotti (Aspi e miniAspi);
  • Indennità sociale di disoccupazione edile;
  • Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (Dis-Coll).

Per gli assunti con contratto di apprendistato professionalizzante beneficiari di indennità di disoccupazione si applica il regime contributivo agevolato crescente (dal 3,11% all’11,61%) per le imprese fino a nove dipendenti e dell’11,61% per i datori con più di nove dipendenti.

Es. differenze di costo per il 1° anno di un dipendente assunto con il CCNL Commercio – IV livello – AZIENDA FINO A 9 DIPENDENTI
Contratto a tempo indeterminato
Apprendistato (36 mesi)
Diff.
RAL
22.075 19.230 2.845
Contrib. C/DITTA
6.397 598 5.799
TFR
1.635 1.424 211
TOT.
30.107 26.642 8.855
Es. differenze di costo per il 1° anno di un dipendente assunto con il CCNL Commercio – IV livello – AZIENDA CON PIÙ DI 9 DIPENDENTI
Contratto a tempo indeterminato
Apprendistato (36 mesi)
Risparmio
RAL
22.075 19.230 2.845
Contrib. C/DITTA
6.397 2.232 4.165
TFR
1.635 1.424 211
TOT.
30.107 22.886 7.221

 

 

A cura di Oscar Genovesi.