Rottamazione Cartelle Esattoriali Stern ZaninCartelle Esattoriali: Riapre la Rottamazione  

Una delle misure più incisive del decreto legge collegato alla legge di Bilancio 2018 approvato dal Consiglio dei Ministri del 13 ottobre è la riapertura della rottamazione dei ruoli. 

Con tale manovra il Governo concederebbe una seconda chance ai contribuenti tagliati fuori dalla prima edizione della rottamazione per errori formali o rate non pagate, consentendo loro di chiudere definitivamente le pendenze con il Fisco, offrendo la possibilità di estinguere i propri debiti iscritti a ruolo mediante il pagamento di capitale e interessi (più aggio e spese per le procedure esecutive e per la notifica), “rottamando” quindi sanzioni e interessi di mora. 

La riedizione della rottamazione trova applicazione in 3 ipotesi: 

1. Riammissione

Per coloro che, essendo stati ammessi alla rottamazione, non hanno pagato le rate scadute. 

La prima possibilità di sanare le controversie pendenti con il Fisco è concessa a quanti hanno aderito alla rottamazione ex D.L. n.193/2016, ma, per varie ragioni, non hanno versato le rate di luglio e/o settembre 2017. 

In caso di mancato ovvero insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, la definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi. 

Per evitare ciò, con il nuovo decreto, vi è la possibilità di rientrare nell’agevolazione, senza alcun aggravio aggiuntivo, purché le rate omesse siano versate entro il 30 novembre 2017.

 

2. Ammissione alla nuova rottamazione

Per coloro che avevano carichi pendenti rateizzati al 24 ottobre 2016 e non sono stati ammessi perché non hanno saldato tali carichi entro il 31 dicembre 2016.

La seconda possibilità viene concessa a quanti si sono visti respingere le istanze di adesione perché non in regola con il pagamento delle rate in scadenza a fine 2016 dei piani di dilazione attivi al 24 ottobre dello scorso anno. 

L’art. 6, comma 8, D.L. N. 193/2016 sanciva, infatti, che in caso di carichi compresi in piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del D.L. n. 193/2016), per essere ammessi all’agevolazione occorreva versare tutte le rate scadute entro il 31 dicembre 2016.  

Ora anche costoro possono rientrare nell’agevolazione purché:

  • Presentino istanza di adesione entro il 31 dicembre 2017 con le modalità esclusivamente telematiche, utilizzando la modulistica che verrà pubblicata entro il 31 ottobre 2017; 
  • Versino, in un’unica soluzione, entro il 31 maggio 2018, le predette rate scadute non pagate; 
  • Versino, nel numero massimo di tre rate di pari ammontare, scadenti nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2018, le somme dovute a seguito della rottamazione, nonché, a decorrere dal 1° agosto 2017, gli interessi del 4,5% annuo (art. 21, comma 1, D.P.R. n. 602/1973). 

Tuttavia, se non si versa, entro il 31 maggio 2018, o si versa in misura insufficiente o in ritardo il pregresso, l’istanza diviene improcedibile e, quindi, non si è ammessi alla rottamazione. 

L’agente di riscossione dovrà comunicare: 

  • entro il 31 marzo 2018, l’importo relativo alle vecchie rateazioni in essere; 
  • entro il 31 luglio 2018, l’importo dovuto per la rottamazione dei ruoli. 

Aderendo alla rottamazione si esplicano tutti gli effetti previsti dalla norma originaria tra cui la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi che sono oggetto di adesione. 

 

3. Apertura alla rottamazione

Per i carichi consegnati all’agente della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017.

La terza possibilità riguarda la definizione dei carichi affidati agli agenti di riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017, esclusi dalla vecchia definizione che ha interessato solo i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016. 

In questo caso, il contribuente dovrà presentare istanza di adesione entro il 15 maggio 2018 (utilizzando un modello che sarà approvato entro il 31 ottobre 2017) 

A seguito della presentazione dell’istanza, l’agente della riscossione comunicherà al contribuente: 

  • entro il 31 marzo 2018, i carichi affidati da gennaio a settembre 2017 per i quali, alla data del 30 settembre 2017, gli risulta non ancora notificata la cartella di pagamento; 
  • entro il 30 giugno 2018, l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché delle relative rate e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse. 

Il pagamento di tali somme, se non saldato in un’unica rata, può essere effettuato in un numero massimo di cinque rate di uguale importo, da pagare, rispettivamente, nei mesi di luglio 2018, settembre 2018, ottobre 2018, novembre 2018 e febbraio 2019.  

A seguito della presentazione dell’istanza di adesione, per i debiti relativi ai carichi che ne sono oggetto e fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute per la definizione, è sospeso il pagamento dei versamenti rateali, scadenti in data successiva alla stessa presentazione e relativi a precedenti dilazioni in essere alla medesima data. 

Da segnalare che la facoltà di definizione può essere esercitata senza che risultino adempiuti i versamenti relativi ai piani rateali in essere.

 

Michela HassanDottoressa Commercialista

 

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