crowdnfunding cosa è e come funzionadi Chiara Spagnoletto

Immaginate il vostro progetto, il vostro contributo alla società: avete il tempo, il know how, le competenze e tutto ciò che serve per avere un grande successo. Tutto, o quasi. Ciò che vi manca sono i soldi e avete già chiesto a tutti i canali tradizionali, come familiari, amici, microcredito. Il vostro progetto è quindi spacciato? Nell’era di Internet 2.0 assolutamente no, perché oggi esiste il Crowdfunding, uno strumento principalmente via web attraverso cui gruppi di persone con un piccolo contributo sostengono la realizzazione di un progetto di interesse comune. Anche se il crowdfunding nasce per poter concedere fondi necessari a quelle idee che non godono dei privilegi per accedere al credito bancario, ad oggi il modello di raccolta fondi via web si è sviluppato concentrandosi sull’idea che è il mercato stesso a scegliere i suoi prodotti.

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Crowdfunding, questioni di piattaforma

Accedere ai portali di crowdfunding non è mai stato così facile: le piattaforme a disposizione sono tantissime, basta pensare ai colossi internazionali Kickstarter e Indiegogo, ma ne sono nate molte che invece si differenziano per area geografica o interesse, come ad esempio crowdarts per l’arte o musicraiser per gli album di artisti emergenti.

Dall’idea alla campagna di crowdfunding

Si parla proprio di “campagna di crowdfunding”, perché è una vera e propria sfida contro il cuore del mercato, per cui ogni sostenitore si identifica con gli ideatori del progetto, li sostiene economicamente ma soprattutto con l’entusiasmo e la diffusione attraverso i canali social.

La pagina del progetto

Una volta scelta la piattaforma più indicata al tipo di pubblico che si vuole sensibilizzare, si scrive la pagina del progetto in cui vi è una descrizione dettagliata dell’idea per realizzarlo, quali sono le fasi, i tempi, il requisito minimo di capitale necessario, ma soprattutto perché quel progetto ha bisogno di finanziamenti. Dal modello di semplice donazione, il più diffuso oggi è quello basato sulla ricompensa (il reward model) per cui il sostenitore del progetto riceve un qualcosa in cambio a seconda del livello di partecipazione (un gadget, un prodotto, un semplice riconoscimento come il proprio nome nell’elenco dei sostenitori del progetto). È qui che inizialmente si sono inserite la maggior parte delle Start Up che tramite il crowdfunding cercavano fondi per la realizzazione di una singola idea fisica e tangibile come un prodotto finito o un’app. La campagna di crowdfunding permette agli ideatori del progetto di poter raggiungere diversi livelli di raccolta fondi, che potrebbero convertirsi in migliorie del prodotto o del progetto in toto (qualitative, di materiali, accessori gratuiti o prodotti correlati).

Cosa succede dopo e dove vanno a finire i miei soldi: nel caso di fallimento del progetto perché non viene raggiunto il minimo richiesto, tutte le somme vengono restituite ai sostenitori, come se nulla fosse successo. Nulla è dovuto né alla piattaforma né ai creatori della campagna. Nel caso di una campagna di successo, la piattaforma prende una fee di circa il 10% delle somme raccolte. Qualora il prodotto dovesse anche essere messo in vendita tramite la distribuzione standard, i sostenitori della campagna di norma hanno dei privilegi: si dà vita quindi ad una speciale categoria, quella dei “Backers” che, in base al livello di donazione stabilito dai creatori del progetto, riceverà il prodotto molto tempo prima della normale distribuzione e ad un prezzo inferiore al MSRP. Una volta terminata la campagna, la piattaforma trasferisce all’ideatore del progetto i fondi raccolti e i dati dei partecipanti. Inizia a questo punto il lavoro effettivo dell’ideatore che ha ricevuto i finanziamenti che è tenuto a dare aggiornamenti sullo stato avanzamento lavori fino alla sua conclusione (di norma anche il post vendita).

Esempi di successo di campange di crowdfunding

Era il 1/8/2012 e sulla piattaforma di Kickstarter appare un progetto rivoluzionario per il mondo del Virtual Gaming: l’Oculus Rift che viene supportato da oltre 9000 backers e raccogliendo circa 2,5 milioni di dollari per essere realizzato (il minimo per fondare era 250 mila dollari). Nel 2014 Facebook acquisisce la Start Up per 2 miliardi di dollari. Il resto poi… lo scoprirete nei prossimi mesi!
Perché accontentarsi quindi di dare fondi e fiducia solo ad un prodotto e non all’intera idea imprenditoriale?

L’Equity Crowdfunding

È così che nasce quindi l’idea dell’Equity Crowdfunding in cui il modello di finanziamento collettivo via web viene adottato per la raccolta del capitale di rischio delle Start Up e delle PMI innovative. Cambiano le modalità ma la sostanza resta: il mercato di riferimento non è più il consumatore finale interessato al singolo progetto, ma investitori più o meno consapevoli intenzionati a sostenere una vera e propria impresa.
L’equity crowdfunding è quindi un modo non tradizionale di reperimento di capitali e un’opportunità per gli investitori di scegliere il tipo di attività del loro portafoglio. Ovviamente tutti i sostenitori vengono adeguatamente informati della rischiosità dei loro investimenti, gli orizzonti di medio termine e le principali norme tra cui anche il divieto per le StartUp di distribuire utili per i primi 5 anni.
Gli investitori nelle StartUp e nelle PMI innovative godono di una detrazione fiscale del 30% sugli investimenti.

Portali di riferimento: I portali di equity crowdfunding in Italia sono circa una ventina tra cui citiamo Nextequity, Mamacrowd e Starsup, basta pensare che solo nel 2016 sono stati raccolti oltre 91 milioni di euro tra tutti i progetti presentati e andati a buon fine.

La normativa crowdfunding

Tutti questi portali oggi devono essere iscritti nella sezione ordinaria della Consob a loro dedicata e devono essere supportate da banche di investimento che provvederanno a perfezionare la sottoscrizione di capitale. Oltre alla tutela della MIFID, al contrario di tutti gli altri paesi europei, le Start Up che in Italia oggi ricorrono all’Equity Crowdfunding godono di un sistema regolamentato e un ambiente affidabile grazie alla Consob e al decreto legge 279/2012 (convertito nella legge 17 dicembre 2012, n. 221) o meglio conosciuto come “Decreto crescita bis” “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”.

Considerazioni finali: Il Crowdfunding è uno strumento semplice, reso possibile dalla comunicazione via web che mette al centro dell’economia di mercato il volere della folla. Non esiste capitale che non possa essere raggiunto, il limite di ogni progetto è la fiducia che riesce ad ispirare tra il pubblico. Ogni piccolo contributo può fare la differenza tra la realizzazione di un’idea geniale (spesso profittevole) e un sogno ad occhi aperti. È l’economia 2.0 e l’equity crowdfunding è solo l’inizio dello sviluppo di questo strumento così versatile.

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