Corte di Cassazione – Sentenza n. 27219 sul licenziamento legittimo per assenza ingiustificata anche se mancata comunicazione dipende da carcerazione preventiva

E’ legittimo il licenziamento del lavoratore che non fornisca giustificazioni in ordine al periodo di assenza, anche se la mancata comunicazione di cause giustificative dipende dalla sua sottoposizione alla misura della carcerazione preventiva.

 

Con la sentenza n. 27201 dello scorso 16 novembre 2017 la Corte di Cassazione ha confermato la statuizione della Corte di appello di Napoli in ordine alla legittimità del licenziamento avvenuto nei riguardi di un lavoratore del settore metalmeccanico, il quale – violando la norma della contrattazione collettiva che lo obbligava a fornire giustificazioni in caso di assenza – non si presentava sul posto di lavoro senza preavviso e senza dedurre e tantomeno provare le ragioni dell’assenza.

In particolare, nel caso di specie, il lavoratore veniva sottoposto alla misura di carcerazione preventiva e, dunque, abbandonava il posto di lavoro in data 29 luglio 2010 senza, tuttavia, fornire alcuna giustificazione sulla causa della sua assenza fino al 13 agosto 2010, ovvero fino al giorno in cui l’azienda procedeva al suo licenziamento.

La Corte di Cassazione osserva che il lavoratore ai sensi dell’articolo 13 del CCNL di categoria, avrebbe dovuto fornire giustificazioni in ordine al suo periodo di assenza – al più tardi – il giorno successivo rispetto al momento in cui la prima assenza si era verificata: circostanza che non si verificava nel caso di specie.

Pertanto la Suprema Corte riconosce che essendosi realizzato, nel caso in esame, il dato obiettivo dell’assenza ingiustificata del lavoratore dal servizio, deve ritenersi legittimo il licenziamento per giusta causa intimato al lavorato.

Dunque, conformandosi ad un principio già consolidato (ex multis, si veda Corte di Cassazione n. 20218 del 7 ottobre 2016) la Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, ha respinto il ricorso del lavoratore, condannandolo – conseguentemente – al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

 

Si riporta il testo integrale della sentenza: Cass. n. 27201 del 16/11/2017