Produzione documentazione in procedimento disciplinare

Produzione documentazione in procedimento disciplinare.

Nel licenziamento disciplinare di regola non vi è un obbligo del datore di lavoro di offrire in consultazione i documenti aziendali all’incolpato: l’azienda è tenuta a farlo soltanto ove il lavoratore ne faccia specifica richiesta e purchè tali documenti siano effettivamente indispensabili per l’esercizio del diritto di difesa (Cass. n. 23408 del 06/10/2017).

Con sentenza n. 23408 del 06/10/2017 la Corte di Cassazione ha precisato che il datore di lavoro, nell’ambito di un procedimento disciplinare conclusosi con la sanzione del licenziamento, non è obbligato a mettere a disposizione del lavoratore destinatario della contestazione la documentazione aziendale relativa ai fatti contestati, ferma restando la possibilità per il lavoratore medesimo di ottenere, nel corso del giudizio di impugnazione del licenziamento irrogato in esito al procedimento disciplinare, l’ordine di esibizione della documentazione stessa.

Nella specie, il lavoratore aveva contestato la circostanza che parte datoriale avesse prodotto soltanto in sede di costituzione in giudizio la documentazione a supporto della contestazione disciplinare (email attestanti lo svolgimento, da parte del prestatore, di attività in concorrenza sleale), omettendo di mettere a disposizione detto materiale probatorio al momento della in audizione orale e prima dell’adozione del provvedimento sanzionatorio. Lo stesso aveva pertanto richiesto che venisse sancito, ex art. 7 Stat. Lav., il proprio diritto di poter visionare, sin nella fase del procedimento disciplinare, tutti i documenti comprovanti le sue eventuali responsabilità.

La S.C., ribadendo un principio consolidato (cfr. Cass. lav. n. 23304 del 18/11/2010; Cass. lav. n. 18288 del 30/08/2007; Cass. n. 7153 del 17/03/2008), ha precisato che l’art. 7 della L. n. 300 del 1970, se da un lato impone al datore di lavoro di esporre in modo dettagliato e comprensibile i fatti oggetto di procedimento disciplinare, d’altro canto non obbliga all’esibizione, nel corso dello stesso, degli elementi di prova in base ai quali essi siano pervenuti a sua conoscenza.

Solo qualora il lavoratore abbia specificamente richiesto di conoscere la documentazione a supporto della contestazione disciplinare e detta richiesta riguardi documentazione indispensabile per l’esercizio del diritto di difesa – in quanto la contestazione disciplinare, non specificando in modo sufficientemente dettagliato le violazioni ascritte al lavoratore, le modalità di svolgimento delle condotte contestate, le generalità dei soggetti coinvolti, non consenta al lavoratore l’esatta individuazione dei fatti addebitati – il datore di lavoro è tenuto, in base ai principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, ad offrire in consultazione i documenti aziendali all’incolpato (Cass. lav. n. 6337 del 13/03/2013).

In conclusione, l’obbligo datoriale alla consegna della documentazione su cui si fonda la contestazione sussiste, secondo la Suprema Corte, solo se il diretto interessato l’abbia preventivamente richiesto e se l’accesso alla documentazione sia necessario per rendere consentire all’incolpato di fornire le proprie giustificazioni.

 

Si riporta il testo integrale della sentenza: Cass. n. 23408 del 06/10/2017