Assegno di ricollocazione CIGSLa Legge di Bilancio 2018 introduce importanti novità per l’assegno di ricollocazione durante la CIGS

Il comma 136, al fine di limitare il ricorso al licenziamento all’esito dell’intervento straordinario di integrazione salariale, introduce per i lavoratori per i quali non è previsto il recupero occupazionale nei casi di riorganizzazione ovvero di crisi aziendale la possibilità di richiedere l’attribuzione anticipata dell’assegno di ricollocazione durante il periodo di CIGS:

  • entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo ex art. 24 d.lgs. n. 148/2015;
  • per ricevere un servizio intensivo, in costanza di trattamento straordinario di integrazione salariale, di assistenza nella ricerca di un altro lavoro e per la partecipazione alle attività di mantenimento e sviluppo delle competenze, realizzati anche in concorso con i fondi interprofessionali.

Qualora il lavoratore, nel periodo in cui utilizza il servizio, accetti l’offerta di un contratto di lavoro con altro datore, la cui impresa non presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa del datore in essere:

  • beneficia dell’esenzione dal reddito imponibile ai fini IRPEF delle somme percepite in dipendenza della cessazione del rapporto di lavoro, entro il limite massimo di nove mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto;
  • ha diritto alla corresponsione di un contributo mensile pari al 50% del trattamento straordinario di integrazione salariale che gli sarebbe stato altrimenti corrisposto.

Per il nuovo datore di lavoro è riconosciuto, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a carico azienda, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di 4.030 euro su base annua per:

  • 18 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato;
  • 12 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato. Nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento, il predetto contratto venga trasformato in tempo indeterminato, il beneficio contributivo spetta per ulteriori 6 mesi.
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