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MONDO IMPRESE

17 Lug 2017
ASSE.CO.

ASSE.CO.La svolta definitiva dell’ASSE.CO.: Online sul sito dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro l’elenco delle aziende virtuose.

Cos’è l’ASSE.CO.

L’Asse.Co. – Asseverazione di Conformità dei rapporti di lavoro – è un sistema volontario di controllo delle imprese volto allo sviluppo e alla diffusione della cultura della legalità.
Nasce dall’intesa del 15 gennaio 2014 tra Ministero del Lavoro ed il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro finalizzata a contrastare il lavoro sommerso attraverso una procedura di asseverazione dei rapporti di lavoro.

L’Asse.Co. ha validità annuale ed è subordinata alla verifica, da parte del Consulente del Lavoro asseveratore, della permanenza dei requisiti con cadenza quadrimestrale.

Come funziona

Il datore di lavoro può avviare, su istanza volontaria, la procedura di asseverazione che sarà rilasciata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro sulla base di due dichiarazioni di responsabilità: una del datore di lavoro sulla non commissione di illeciti, nell’anno precedente l’istanza, in materia di lavoro minorile, tempi di lavoro, sicurezza sul lavoro e lavoro nero; l’altra del Consulente del Lavoro, sulla sussistenza dei requisiti per il rilascio del documento di regolarità contributiva (DURC) e sul rispetto della contrattazione collettiva, anche di secondo livello.

Vantaggi per l’impresa e novità 2017

I vantaggi per le imprese che decideranno di far asseverare la regolarità dei loro rapporti di lavoro sono molteplici.
Prima di tutto, le aziende che avranno ottenuto l’ASSE.CO. saranno inserite nella WHITE LIST (clicca per visualizzare la lista), un elenco, ufficialmente on line da giugno 2017 sul sito dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (I.N.L.) e sul sito del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro (C.N.O.), che servirà a dare risalto alle aziende virtuose meritevoli di intrattenere rapporti con la P.A. e di operare sul mercato.
L’elenco sarà aggiornato, almeno con cadenza quindicinale, in relazione al possesso dei requisiti di rilascio della ASSE.CO.

L’asseverazione, inoltre, consente di prevenire l’attività ispettiva escludendo l’azienda dalla pianificazione annuale delle ispezioni predisposta dal Ministero del Lavoro, in modo che l’Ispettorato possa dare priorità all’attività di viglanza sulle imprese PRIVE di Asse.Co., anche in un’ottica di efficienza dell’attività amministrativa.

Last but not least, la dimostrazione a terzi (catena di appalto e/o fornitura, clientela, PA o altro) della regolarità del comportamento aziendale nella gestione delle risorse umane ha l’obiettivo di migliorare l’immagine e la reputazione aziendale e, soprattutto, di ricevere punteggi di qualificazione in diverse gare indette da committenti pubblici e privati.

19 Apr 2017

Le norme relative alle Start UP e le PMI Innovative sono state pensate per mettere in condizione le imprese di realizzare un’idea imprenditoriale o per creare le condizioni per la crescita. Sono molte le realtà in Italia che hanno realizzato un progetto attraverso i vantaggi offerti da questa normativa, ma molte di più quelle che potrebbero sfruttarne le possibilità di sviluppo e che ancora non l’hanno fatto. Spesso per mancanza di informazioni e delle necessarie competenze.

Dei vantaggi del modello di Start UP e PMI Innovative, abbiamo ragionato lo scorso 7 aprile, nel nostro Salotto per l’Impresa. I vari professionisti che compongono il nostro Studio si sono alternati per descrivere i vari aspetti legati a questi due modelli imprenditoriali. I temi toccati hanno spaziato dall’introduzione e costituzione senza notaio (Giovanni De Summa, consulente) ai vantaggi fiscali per le società (Stefania Esposito, commercialista e revisore dei conti); dalla disciplina societaria e flessibile crowdfunding (Domenico Formichelli, avvocato) ); a stock option e work for equity (Antonietta Majoli, avvocato); dai vantaggi per le società nella disciplina del lavoro (Lorenzo Sagulo, consulente) agli incentivi fiscali per chi investe e all’accesso smart ai Fondi di Garanzia – Fail Fast, agevolazioni Fiscali 2017 per Ricerca e Sviluppo PMI (Mauro Zanin, commercialista e revisore dei conti e Giuliano Gigli, consulente).

A portare una testimonianza diretta erano presenti anche Matteo Achilli di Egomnia e Di Lascio di iAmbrogio, che ci hanno raccontato come sono nate le loro imprese, anche grazie alle agevolazioni previste per le Start UP, e come si sviluppa un nuovo mercato fatto di creatività, di idee, e di voglia di fare impresa. Interessanti anche le dichiarazioni rilasciate successivamente al loro intervento e pubblicate dall’ANSA.

Stern Zanin ha da tempo compreso che le attività legate al solo adempimento non sono più sufficienti a supportare le imprese, per questo è fortemente attiva a costruire un nuovo modello di consulenza fatta di azioni pro-attive per essere vicino alle imprese nel loro sviluppo, anticipando le necessità e proponendo opportunità di sviluppo. Vantaggi che si toccano con mano: da un migliorato accesso al credito, ad importanti vantaggi fiscali, da una disciplina del lavoro flessibile ad importanti facilitazioni per favorire gli investimenti in azienda.
Due modelli di impresa di cui si parla ancora troppo poco, ma che vale la pena approfondire. A volte per realizzare un progetto di sviluppo basta veramente poco. Spesso le soluzioni sono dietro l’angolo, basta girarlo.

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24 Mar 2017
crowdnfunding cosa è e come funziona

crowdnfunding cosa è e come funzionadi Chiara Spagnoletto

Immaginate il vostro progetto, il vostro contributo alla società: avete il tempo, il know how, le competenze e tutto ciò che serve per avere un grande successo. Tutto, o quasi. Ciò che vi manca sono i soldi e avete già chiesto a tutti i canali tradizionali, come familiari, amici, microcredito. Il vostro progetto è quindi spacciato? Nell’era di Internet 2.0 assolutamente no, perché oggi esiste il Crowdfunding, uno strumento principalmente via web attraverso cui gruppi di persone con un piccolo contributo sostengono la realizzazione di un progetto di interesse comune. Anche se il crowdfunding nasce per poter concedere fondi necessari a quelle idee che non godono dei privilegi per accedere al credito bancario, ad oggi il modello di raccolta fondi via web si è sviluppato concentrandosi sull’idea che è il mercato stesso a scegliere i suoi prodotti.

Parleremo di crowdfunding e di come finanziare le Start Up e le PMI Innovative nel nostro “Salotto per L’impresa” del 7 aprile. Per i dettagli clicca qui

Crowdfunding, questioni di piattaforma

Accedere ai portali di crowdfunding non è mai stato così facile: le piattaforme a disposizione sono tantissime, basta pensare ai colossi internazionali Kickstarter e Indiegogo, ma ne sono nate molte che invece si differenziano per area geografica o interesse, come ad esempio crowdarts per l’arte o musicraiser per gli album di artisti emergenti.

Dall’idea alla campagna di crowdfunding

Si parla proprio di “campagna di crowdfunding”, perché è una vera e propria sfida contro il cuore del mercato, per cui ogni sostenitore si identifica con gli ideatori del progetto, li sostiene economicamente ma soprattutto con l’entusiasmo e la diffusione attraverso i canali social.

La pagina del progetto

Una volta scelta la piattaforma più indicata al tipo di pubblico che si vuole sensibilizzare, si scrive la pagina del progetto in cui vi è una descrizione dettagliata dell’idea per realizzarlo, quali sono le fasi, i tempi, il requisito minimo di capitale necessario, ma soprattutto perché quel progetto ha bisogno di finanziamenti. Dal modello di semplice donazione, il più diffuso oggi è quello basato sulla ricompensa (il reward model) per cui il sostenitore del progetto riceve un qualcosa in cambio a seconda del livello di partecipazione (un gadget, un prodotto, un semplice riconoscimento come il proprio nome nell’elenco dei sostenitori del progetto). È qui che inizialmente si sono inserite la maggior parte delle Start Up che tramite il crowdfunding cercavano fondi per la realizzazione di una singola idea fisica e tangibile come un prodotto finito o un’app. La campagna di crowdfunding permette agli ideatori del progetto di poter raggiungere diversi livelli di raccolta fondi, che potrebbero convertirsi in migliorie del prodotto o del progetto in toto (qualitative, di materiali, accessori gratuiti o prodotti correlati).

Cosa succede dopo e dove vanno a finire i miei soldi: nel caso di fallimento del progetto perché non viene raggiunto il minimo richiesto, tutte le somme vengono restituite ai sostenitori, come se nulla fosse successo. Nulla è dovuto né alla piattaforma né ai creatori della campagna. Nel caso di una campagna di successo, la piattaforma prende una fee di circa il 10% delle somme raccolte. Qualora il prodotto dovesse anche essere messo in vendita tramite la distribuzione standard, i sostenitori della campagna di norma hanno dei privilegi: si dà vita quindi ad una speciale categoria, quella dei “Backers” che, in base al livello di donazione stabilito dai creatori del progetto, riceverà il prodotto molto tempo prima della normale distribuzione e ad un prezzo inferiore al MSRP. Una volta terminata la campagna, la piattaforma trasferisce all’ideatore del progetto i fondi raccolti e i dati dei partecipanti. Inizia a questo punto il lavoro effettivo dell’ideatore che ha ricevuto i finanziamenti che è tenuto a dare aggiornamenti sullo stato avanzamento lavori fino alla sua conclusione (di norma anche il post vendita).

Esempi di successo di campange di crowdfunding

Era il 1/8/2012 e sulla piattaforma di Kickstarter appare un progetto rivoluzionario per il mondo del Virtual Gaming: l’Oculus Rift che viene supportato da oltre 9000 backers e raccogliendo circa 2,5 milioni di dollari per essere realizzato (il minimo per fondare era 250 mila dollari). Nel 2014 Facebook acquisisce la Start Up per 2 miliardi di dollari. Il resto poi… lo scoprirete nei prossimi mesi!
Perché accontentarsi quindi di dare fondi e fiducia solo ad un prodotto e non all’intera idea imprenditoriale?

L’Equity Crowdfunding

È così che nasce quindi l’idea dell’Equity Crowdfunding in cui il modello di finanziamento collettivo via web viene adottato per la raccolta del capitale di rischio delle Start Up e delle PMI innovative. Cambiano le modalità ma la sostanza resta: il mercato di riferimento non è più il consumatore finale interessato al singolo progetto, ma investitori più o meno consapevoli intenzionati a sostenere una vera e propria impresa.
L’equity crowdfunding è quindi un modo non tradizionale di reperimento di capitali e un’opportunità per gli investitori di scegliere il tipo di attività del loro portafoglio. Ovviamente tutti i sostenitori vengono adeguatamente informati della rischiosità dei loro investimenti, gli orizzonti di medio termine e le principali norme tra cui anche il divieto per le StartUp di distribuire utili per i primi 5 anni.
Gli investitori nelle StartUp e nelle PMI innovative godono di una detrazione fiscale del 30% sugli investimenti.

Portali di riferimento: I portali di equity crowdfunding in Italia sono circa una ventina tra cui citiamo Nextequity, Mamacrowd e Starsup, basta pensare che solo nel 2016 sono stati raccolti oltre 91 milioni di euro tra tutti i progetti presentati e andati a buon fine.

La normativa crowdfunding

Tutti questi portali oggi devono essere iscritti nella sezione ordinaria della Consob a loro dedicata e devono essere supportate da banche di investimento che provvederanno a perfezionare la sottoscrizione di capitale. Oltre alla tutela della MIFID, al contrario di tutti gli altri paesi europei, le Start Up che in Italia oggi ricorrono all’Equity Crowdfunding godono di un sistema regolamentato e un ambiente affidabile grazie alla Consob e al decreto legge 279/2012 (convertito nella legge 17 dicembre 2012, n. 221) o meglio conosciuto come “Decreto crescita bis” “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”.

Considerazioni finali: Il Crowdfunding è uno strumento semplice, reso possibile dalla comunicazione via web che mette al centro dell’economia di mercato il volere della folla. Non esiste capitale che non possa essere raggiunto, il limite di ogni progetto è la fiducia che riesce ad ispirare tra il pubblico. Ogni piccolo contributo può fare la differenza tra la realizzazione di un’idea geniale (spesso profittevole) e un sogno ad occhi aperti. È l’economia 2.0 e l’equity crowdfunding è solo l’inizio dello sviluppo di questo strumento così versatile.

22 Mar 2017
PMI innovative cosa sono e come funzionano

PMI innovative cosa sono e come funzionanoIn Italia nove imprese su dieci sono PMI (Piccola Media Impresa) e creano 2 posti di lavoro su 3. Inoltre, le PMI stimolano lo spirito imprenditoriale e l’innovazione in tutta l’UE e sono per questo fondamentali per la promozione della competitività e dell’occupazione.

Come si identificano le PMI
La Commissione Europea ha fissato i criteri ed i parametri di definizione della dimensione delle PMI mediante la Raccomandazione 2003/361/CE del 6 maggio 2003: le PMI per essere tali devono avere meno di 250 dipendenti, un fatturato non superiore ai 50 milioni oppure un totale di bilancio che non superi i 43 milioni di euro. Con questa caratteristiche le PMI in Italia sono milioni, e, con un po’ di impegno, la grandissima maggioranza potrebbe trasformarsi in PMI Innovativa.

requisiti di una PMI

Cosa sono le PMI Innovative?

Le PMI Innovative sono imprese che hanno deciso di innovare il loro modo di lavorare, e, a differenza delle start up, questa innovazione non è per forza tecnologica, ma fa riferimento all’innovazione dei processi lavorativi, come vedremo in seguito. Le PMI Innovative Nascono con il decreto-legge 24/01/2015, n. 3, che identifica:

  • i requisiti: fanno riferimento agli investimenti legati alla ricerca e allo sviluppo, all’utilizzo di un brevetto, ad una forza lavoro con una percentuale di laureati o dottori di ricerca
  • le agevolazioni: sono legate a diverse aree economiche, tra le quali un migliore accesso al credito e una disciplina fiscale che agevola gli investimenti.

Come si diventa PMI Innovativa?

I requisiti sono piuttosto semplici da raggiungere, anche se è necessario l’intervento e il sostegno di un professionista competente, che faciliti il loro conseguimento. Alcuni di questi requisiti sono semplici da raggiungere, come, ad esempio, essere un’impresa non quotata, ed residente in Italia/UE, altri sono più complessi, come la certificazione del bilancio e rispettare SOLO due dei seguenti requisiti:

  • spese per ricerca e sviluppo almeno pari al 3% dei costi o del fatturato
  • almeno 1/3 della forza lavoro composta da laureati oppure 1/5 della forza lavoro composta da dottorandi o dottori di ricerca
  • titolari, depositari o licenziatari di un brevetto o titolari di un software

Sembra più complicato di quello che veramente è. Dalla nostra esperienza possiamo dire che sono requisti che si raggiungono nella stragrande maggiornaza dei casi.

Perché diventare PMI Innovativa?

Le agevolazioni che hanno le PMI Innovative sono molte, tutte interessanti a secondo del progetto di sviluppo dell’azienda. Nella nostra esperienza abbiamo visto che, a seconda dei casi, queste agevolazioni sono spesso risultate essere una soluzione allo sviluppo del business dell’impresa.

Parleremo di PMI Innovative e Start UP nel nostro “Salotto per L’impresa” del 7 aprile.
Per i dettagli
clicca qui

i vantaggi delle pmi innovative

  1. Accesso gratuito a Italy Frontiers: vetrina in doppia lingua per incrementare la visibilità verso investitori nazionali ed esteri e per favorire dinamiche di open innovation
  2. Disciplina societaria flessibile: per le PMI innovative costituite in forma di s.r.l., si consente una disciplina societaria pari a quella delle S.p.a. E’ possibile ritagliare su misura le forme di partecipazione per chi volesse apportare capitali all’interno della società
  3. Facilitazioni ripianamento delle perdite: due anni invece di un anno per il ripianamento delle perdite superiori ad un terzo
  4. Inapplicabilità disciplina sulle società di comodo: la PMI innovativa non è tenuta ad effettuare il test di operatività per verificare lo status di società non operativa.
  5. Stock option & Work for equity: è possibile remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale ,come le stock option, e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity. A questi strumenti fa capo un regime fiscale e contributivo di estremo favore
  6. Incentivi fiscali per investimenti in PMI innovative: investire in PMI Innovativa conviene sia ad investitori esterni sia allo stesso imprenditore che decide di investire nella sua stessa azienda
    1. Se l’Investitore è una Persona Fisica vi è una Detrazione Irpef del 30%
    2. Se l’Investitore è una Persona Giuridica vi è una deduzione dall’imponibile IRES del 30%
      dell’investimento5.
  7. Equity Crowdfunding: è possibile avviare campagne di raccolta di capitale diffuso attraverso portali online autorizzati
  8. Accesso smart al Fondo di garanzia per le PMI: un fondo pubblico che facilita il finanziamento bancario attraverso la concessione di una garanzia sui prestiti. Tale garanzia copre l’ 80% del credito erogato dalla banca alla PMI innovativa, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro, ed è concessa sulla base di criteri di accesso estremamente semplificati, con un’istruttoria che beneficia di un canale prioritario.
  9. Carta servizi ICE: include l’assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia, l’ospitalità a titolo gratuito alle principali fiere e manifestazioni internazionali, e l’attività volta a favorire l’incontro delle PMI innovative con investitori potenziali.

Quindi cosa ci guadagna un’impresa a diventare una PMI Innovativa?

Vale la pena trasformarsi in PMI Innovativa. La risposta è si, non solo nei casi in cui si ha un progetto da sviluppare per migliorare la propria impresa, ma anche me migliorare la gestione di tutti i giorni dell’azienda con una visione del mercato e del lavoro che segue il passo con i tempi. Nel dettaglio una PMI Innovativa gode di:

Migliore capacità di raccogliere capitali

  • Crowdfunding: Essendo una modalità semplice e diretta di contatto con gli investitori tramite il web, il crowdfunding negli ultimi anni è riuscito a raccogliere in Italia un totale di oltre 91 milioni di € (Gennaio 2017)
  • Disciplina societaria flessibile e tagliata su misura: chi vuole entrare a far parte di una PMI Innovativa ha la possibilità di ottenere uno strumento partecipativo ritagliato su misura alle sue esigenze. Ciò significa lasciare alla libera discrezionalità delle parti ( investitore e società) le decisioni riguardanti i diritti agli utili e i diritti di voto in assemblea
  • Agevolazioni fiscali per chi investe: chi decide di investire in una PMI Innovativa ha la possibilità di scaricarsi dalle proprie tasse il 30% dell’investimento. In questo modo, diventare PMI Innovativa non è conveniente solo per l’investitore, ma anche per la società che risulterebbe maggiormente patrimonializzata

Più finanziamenti bancari

Grazie al Fondo Centrale di Garanzia: le PMI hanno maggiori possibilità di ottenere un finanziamento dalle banche rispetto alle normali imprese, grazie alla garanzia che lo Stato concede tramite il Fondo per l’80% del finanziamento. Grazie a questa agevolazione, le PMI posso accedere a finanziamenti di importi maggiori, con tassi d’interesse minori.
Il processo di ottenimento della garanzia è iper semplificato, gratuito e deliberato in una settimana.

Agevolazioni per dipendenti e fornitori

Stock Option & Work for Equity: Le PMI hanno maggiori possibilità di gestire le retribuzioni dei dipendenti o di coloro che gestiscono l’azienda tramite forme di remunerazione alternative. Dal 2012 anche le PMI Innovative hanno l’ opportunità di usare le stock option, opzioni call che danno il diritto di acquistare azioni di una società ad un determinato prezzo d’esercizio (detto strike), che a normali condizioni di mercato possono essere utilizzate esclusivamente per le società per azioni quotate.
Work for Equity: Un altro forma di retribuzione utilizzabile dalle PMI Innovative è il Work for Equity, che fornisce ai fornitori la possibilità di essere pagati per le prestazioni offerte tramite la partecipazione al capitale dell’impresa. Entrambe le modalità di remunerazione danno la possibilità di essere esonerati dal pagamento delle imposte re dei contributi.

Incentivi fiscali e tributari

  • Facilitazioni ripianamento delle perdite: Le società che chiudono l’esercizio con una perdita di valore superiore di 1/3 del Capitale Sociale, hanno un solo esercizio per ripianare la perdita, pena la riduzione del Capitale Sociale. Le PMI Innovative invece hanno due esercizi di tempo per il ripianamento delle perdite, riducendo il rischio di riduzione del capitale sociale.
  • Inapplicabilità disciplina sulle società di comodo: Le società che non superano determinati requisiti individuati dal legislatore, si presume non siano operative o costituite solo a scopi elusivi. Di conseguenza ad esse viene attribuito un reddito minimo e limitazioni alla gestione dell’eventuale credito IVA ed al riporto dello stesso. La PMI innovativa non è tenuta ad effettuare il test di operatività per verificare lo status di società di comodo.

PMI Innovative: imprese che guardano al futuro
È importante considerare che le piccole e medie imprese si comportano talvolta in modo decisamente diverso da quelle di dimensioni maggiori, vuoi per la diversa tipologia di organizzazione (talvolta le PMI sono ancora gestite direttamente dal proprietario), vuoi per la limitata disponibilità di capitali e le differenti politiche gestionali.
Per tutte queste ragioni, ma anche per le oggettive difficoltà di attrarre capitali, Stati e Regioni hanno messo in atto queste politiche di sostegno verso la PMI, solo nel caso esse diventino PMI Innovative.
Basta poco per diventare PMI Innovative, e quindi perché non usufruire dell’insieme consistente di agevolazioni e vantaggi che offre questa forma societaria?

Vi aspettiamo il 7 aprile nel “Salotto per L’Impresa” per approfondire i vantaggi delle PMI Innovative. Per i dettagli clicca qui

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