10 Gen 2019
17 Dic 2018
5 Dic 2018

GDPR, attenzione alla sicurezza del trattamento di dati personali: l’autorità di controllo tedesca sanziona una società di social media per non aver sufficientemente protetto i dati dei suoi utenti.

Applicabile dal 25.05.2018, il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (‘GDPR’, Reg. UE 679/2016) ha affidato alle autorità di controllo nazionali (in Italia, il Garante per la Protezione dei Dati Personali) il compito di reprimere le violazioni della nuova normativa europea infliggendo sanzioni pecuniarie effettive, proporzionate e dissuasive ai trasgressori. In particolare, a seconda dell’illecito commesso, e fermo il diritto degli interessati al risarcimento del danno, le sanzioni amministrative possono raggiungere l’importo massimo di 20 milioni di Euro o, se il trasgressore è un imprenditore, del 4 per cento del fatturato annuo mondiale dell’impresa.

Pochi giorni fa il Commissario di Stato per la Protezione dei Dati Personali e della Libertà di Informazione del Baden-Wuttemberg ha comminato una sanzione di 20.000 Euro ad una società tedesca di social media, riconosciuta colpevole di non aver applicato ai trattamenti di dati personali effettuati le misure di sicurezza prescritte dall’articolo 32 del GDPR.
La decisione segue alle indagini effettuate sui sistemi informativi della società, che ha prontamente notificato all’Autorità di controllo di aver subìto un attacco informatico che ha portato alla sottrazione ed alla pubblicazione on-line degli indirizzi e-mail e delle password di oltre 300.000 utenti, anche a causa dell’omessa applicazione di adeguati protocolli di sicurezza. Nel determinare l’entità della sanzione, il Garante tedesco ha affermato di aver considerato molto favorevolmente l’ampia cooperazione prestata dalla società e la sua pronta disponibilità ad applicare le prescrizioni individuate dall’autorità di controllo.

Si tratta di una dei primi provvedimenti sanzionatori per violazioni del GDPR adottati in Europa, e segue la maxi-sanzione di 400.000 Euro comminata ad un ospedale portoghese e la multa di 4.800 Euro recentemente irrogata dall’autorità di controllo austriaca.

Le notizie che arrivano da diversi paesi europei portano a ritenere che l’iniziale periodo di tolleranza, che le autorità di controllo nazionali sembrano aver concesso a imprese ed enti di minori dimensioni per ultimare l’applicazione del nuovo Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali sia prossimo al termine.

 

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16 Nov 2018

L’evoluzione del lavoro oggi tra flessibilità e precariato: il 28 novembre 2018, a Roma, arriva la quinta edizione del Forum TuttoLavoro

L’evento sarà gratuito e si terrà a Roma il 28 novembre 2018, dalle 09:30 alle 17:30, a piazza di Spagna – via Alibert 5/A (sede di Roma Eventi).

Inoltre, verranno riconosciuti i seguenti crediti formativi:

  • Avvocati: 6 crediti
  • Consulenti del Lavoro: 1 credito per ogni ora

Per tutti i dettagli ed il programma completo vi invitiamo a visitare la pagina ufficiale dedicata all’evento.

VEDI IL PROGRAMMA
15 Nov 2018

VII Meeting Nazionale AIDC

Insieme ad esponenti politici, docenti universitari e professionisti di elevato spessore, anche Stern Zanin, rappresentata da Mauro Zanin, parteciperà attivamente al VII meeting nazionale dell’ Associazione Italiana Dottori Commercialisti, portando come testimonianza la storia, l’evoluzione ed i progetti futuri della nostra struttura nell’ambito della diversificazione ed eccellenza nella professione.

SCARICA IL PROGRAMMA DELL'EVENTO
8 Nov 2018
7 Nov 2018
Aggiornamento Privacy

Aggiornamento PrivacyAdempimenti “Privacy”: Novità normative e raccomandazione del Garante per la privacy.

 

Come noto il GDPR – divenuto efficace  il 25/5/2018 – ha imposto a tutte le aziende che effettuino un trattamento dati personali l’adozione di alcuni adempimenti di tipo amministrativo, logistico, informatico, rimettendo all’imprenditore la responsabilità e l’onere di individuare, in ragione della Sua specifica attività, le misure più adeguate.

Inoltre nel settembre 2018 è entrato in vigore il decreto legislativo  101/2018 di armonizzazione della normativa italiana con quella europea e che ha conservato le sanzioni penali in alcune ipotesi di violazione , quale ad esempio l’illecito trattamento dei dati (ad esempio senza consenso ove invece prescritto).

Il Garante per la Privacy Italiano , inoltre, in data 11/10/2018 ha pubblicato sul proprio sito una serie di raccomandazioni circa l’obbligo di adeguamento che coinvolge espressamente anche le piccole/micro imprese:

In particolare sono tenuti all’obbligo di redazione del REGISTRO del TRATTAMENTO :

  • Gli esercizi commerciali, esercizi pubblici o artigiani con almeno un dipendente (ad es: bar, ristoranti, officine, negozi, piccola distribuzione etc) e/o che trattino dati sanitari dei clienti (ad es: parrucchieri, estetisti, ottici, odontotecnici, tatuatori etc);
  • I liberi professionisti con almeno un dipendente e/o che trattino dati sanitari o giudiziari (ad es: commercialisti, notai, avvocati, osteopati, fisioterapisti, farmacisti, medici in generale);
  • Associazioni, fondazioni e comitati ove trattino dati sensibili o giudiziari (ad es: organizzazioni di tendenza, associazioni con finalità di prevenzione discriminazioni di genere ;associazioni sportive);
  • I Condomini , ove trattino dati sensibili (ad es: delibere aventi ad oggetto abbattimento barriere architettoniche).

In conclusione il Garante raccomanda la redazione del REGISTRO del TRATTAMENTO da parte di tutti i Titolari e Responsabili del trattamento, in quanto strumento che, fornendo  specifica informativa del tipo di trattamento svolto, contribuisce a meglio attuare il principio dell’accountability e ad agevolare in maniera collaborativa l’attività di controllo del Garante stesso.

 

STERN ZANIN offre un servizio di adeguamento al GDPR mirato alle piccole imprese al fine di consentire di adempiere alle prescrizioni normative con la semplificazione necessaria perché l’intervento non sia solo un sovraccarico di oneri.

 

31 Ott 2018
26 Ott 2018

Termine del regime transitorio del “Decreto Dignità” e modifica della disciplina del contratto a termine

Il 1° novembre 2018 termina il periodo di regime transitorio previsto dal Decreto Dignità (come convertito in legge, con modifiche, dalla Legge n. 96/2018) e pertanto le disposizioni in esso contenute diventano pienamente operative. In particolare:

a) Reintroduzione della causale:

Il contratto a termine privo di causale sarà ammesso solo per contratti di durata non superiore a 12 mesi. L’instaurazione di un contratto a termine di durata superiore, così come la stipula di proroghe che determinino il superamento dei 12 mesi o l’instaurazione di un nuovo contratto a termine sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee che rientrino in una delle seguenti casistiche:

  • Esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
  • Esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.

In caso di stipulazione di un contratto di durata superiore a dodici mesi in assenza di una delle suddette motivazioni, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine di dodici mesi.

b) Riduzione durata massima del contratto:

La durata complessiva (quindi anche per effetto di successione di più contratti) dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale non può superare i 24 mesi (precedentemente erano 36).

Ai fini del computo di tale periodo si tiene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni di pari livello e categoria legale, svolti tra i medesimi soggetti, nell’ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato. Qualora il limite dei ventiquattro mesi sia superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di tale superamento.

c) Riduzione numero di proroghe:

Il numero massimo di proroghe ammesse è 4 (precedentemente erano 5). Qualora il limite delle 4 proroghe sia superato, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della quinta proroga.

 

Per ulteriori approfondimenti sul Decreto Dignità leggi anche:

 

11 Ott 2018

Tutele crescenti: illegittima la quantificazione dell’indennità risarcitoria di 2 mensilità per ogni anno di anzianità

Il decreto legislativo n. 23 del 2015 che ha introdotto il regime delle tutele crescenti ha stabilito un criterio rigido cui il giudice deve attenersi per quantificare l’indennizzo spettante ad un lavoratore qualora lo stesso fosse licenziato ingiustificatamente.

Secondo l’art. 3 di tale decreto l’indennizzo deve essere quantificato dal giudice in due mensilità per ogni anno di anzianità, con soglie minime e massime da applicare, con quantificazione ridotta della metà e specifiche soglie ridotte nelle piccole aziende.

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima tale modalità di quantificazione. In particolare, secondo la Corte, la previsione di un’indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore è “contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro” sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione.

Ma quali saranno gli effetti?

La conseguenza sarà che il giudice, in caso di licenziamento ritenuto illegittimo per mancanza degli estremi del giustificato motivo o di giusta causa, potrà accordare al lavoratore un’indennità risarcitoria che a propria discrezione potrà quantificare tra un minimo di 6 ed un massimo di 36 mensilità (ridotta ad un range contenuto tra le 3 e le 6 mensilità per i datori di lavoro che non occupano più di 15 dipendenti ed ai datori di lavoro “non imprenditori”).

La sentenza della Consulta ripristina pertanto un ampio potere discrezionale del giudice nella modalità di quantificazione dell’indennizzo.

Infine, si ricorda che il regime delle tutele crescenti si applica ai lavoratori assunti, trasformati o, se apprendisti, qualificati dal 7 marzo 2015.

 

8 Ott 2018

Reddito di cittadinanza: da assistenzialismo a politica attiva per il lavoro. (Dott. CdL Paolo Stern)

Una proposta concreta

Il reddito di cittadinanza costituisce un elemento centrale nella manovra economica dell’attuale Governo. Lo strumento mira, in termini ancora da definire, a contrastare una situazione straordinaria di disagio economico in cui versa un’ampia fascia del Paese… (Continua a leggere su inCONTRA)
5 Ott 2018