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NEWS|LAVORO

19 Ott 2017
Stern Zanin Video

Consulenza Pensionistica: Il Fascicolo Previdenziale

Abbiamo  realizzato un fascicolo previdenziale che permette al cittadino, al commerciante, al dirigente ed anche all’azienda di poter avere in mano uno strumento che abbia al suo interno tutte le informazioni utili e necessarie per poter ragionare sulla propria pensione indipendentemente dalla sua imminente o futura richiesta. Il nostro supporto non si esaurisce con la predisposizione del fascicolo previdenziale, anzi, con la spiegazione del fascicolo portiamo il cliente in un ottica di programmazione ed analisi del suo futuro.
Il fine principale di questa consulenza infatti è rendere fruibile un tema complesso come quello del sistema pensionistico e intraprendere un percorso decisionale che vedrà il soggetto consapevole ed edotto della scelta più corretta da fare per il suo futuro.

 

Vedi anche: APE Social: Istruzioni per l’uso

11 Ott 2017
INAIL

INAILInfortuni sul lavoro: dal 12 ottobre 2017 scatta l’obbligo di segnalazione all’INAIL anche per un solo giorno.

Ecco le nuove regole:

A far data dal 12 ottobre 2017 sarà obbligatorio segnalare gli infortuni  dei lavoratori con prognosi pari o superiore ad un giorno oltre a quello dell’infortunio. Tale obbligo affianca quello a fini assicurativi relativo alla comunicazione degli infortuni superiori a 3 giorni.

Il datore di lavoro sarà tenuto a comunicare in via telematica all’ INAIL, entro e non oltre le 48 ore dalla ricezione del relativo certificato medico, il verificarsi dell’evento.

Come stabilito dal decreto del ministero del Lavoro 183/2016 – istitutivo del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (Sinp) – la comunicazione è esclusivamente ai fini statistici pertanto non viene modificata la copertura economica dell’assicurazione INAIL che continua a trovare applicazione soltanto per gli infortuni con prognosi superiore ai 4 giorni (compreso quello dell’evento).

Al fine di evitare un doppio adempimento da parte delle aziende:

  1. in caso di infortunio con periodo iniziale di astensione superiore a tre giorni, il datore di lavoro, anche per il tramite del proprio consulente, trasmetterà la tradizionale denuncia di infortunio ai fini assicurativi;
  2. in caso di infortunio con periodo iniziale di astensione pari o inferiore a tre giorni, il datore di lavoro trasmetterà esclusivamente la denuncia a fini statistici e qualora l’infortunio si dovesse protrarre oltre il terzo giorno il datore di lavoro potrà integrare la denuncia iniziale.

È bene precisare che, seppur l’obbligo introdotto risponda ad un programma di sensibilizzazione nazionale su base statistica, alla pianificazione ed alla valutazione delle azioni necessarie alla prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro, è prevista una sanzione per il mancato assolvimento della nuova comunicazione compresa da € 548,00 a € 1978,80 mentre per il mancato invio della denuncia di infortunio superiore a 3 giorni la sanzione è compresa da € 1096,00 a € 4932,00.

 

Dott. Lorenzo SaguloConsulenza del Lavoro

 

10 Ott 2017
APE Social

APE SocialAPE Social: Arriva l’anticipo pensionistico

Con la Legge di Stabilità 2017 è stata introdotta in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018 la misura dell’anticipo pensionistico, meglio conosciuta come APE.

 

Tra le varie tipologie di anticipo vi è l’APE Social che può essere riconosciuta ai lavoratori che abbiano maturato una certa anzianità contributiva e che si trovino in particolari condizioni. 

L’APE Social è infatti un’indennità a carico dello Stato e corrisposta dall’INPS per il periodo intercorrente tra il momento di accesso al beneficio e il raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. 

L’indennità è corrisposta mensilmente su dodici mensilità nell’anno e corrisponde all’importo della pensione calcolata al momento in cui si accede all’APE Social. In ogni caso l’importo non può essere superiore a 1.500 euro. 

Colui che fruisce dell’APE Social potrà prestare attività di lavoro subordinato o parasubordinato a condizione che il reddito annuo non sia superiore agli 8.000 euro; nel caso di attività di lavoro autonomo il limite è invece pari a 4.800 euro. L’indennità non è compatibile con il beneficio della NASPI, dell’ASDI o dell’indennizzo per cessazione di attività commerciale.  

Requisiti e condizioni richiesti per l’accesso all’APE Social 

I requisiti per accedere alla misura sono i seguenti: 

  • Età anagrafica di almeno 63 anni; 
  • Iscrizione all’assicurazione generale obbligatoria (o forme sostitutive ed esclusive) o alla gestione separata; 
  • Assenza di un trattamento pensionistico diretto; 
  • Cessazione dell’attività lavorativa. 

La legge stabilisce poi le varie tipologie di lavoratori che possono presentare la domanda per accedere al beneficio e per ognuno differenzia il requisito contributivo richiesto. 

Tipologie di lavoratori 

Anzianità contributiva richiesta 

Lavoratori in stato di disoccupazione involontaria, e cioè: 

  • licenziati, anche all’interno di una procedura collettiva,  
  • dimessi per giusta causa  
  • cessati per risoluzione consensuale all’interno della procedura per il licenziamento per giustificato motivo oggettivo davanti all’Ispettorato del lavoro 

che abbiano esaurito la prestazione di disoccupazione da almeno 3 mesi.

30 anni 
Lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge, o la persona in unione civile, o un parente di primo grado convivente in situazione di handicap grave.  30 anni 
Lavoratore con invalidità civile conseguente riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74%  30 anni 
Lavoratori dipendenti che svolgono attività particolarmente gravose da almeno 6 anni in modo continuativo (o 7 anni nel caso in cui vi siano state interruzioni non superiori a 12 mesi) 

Le attività sono così individuate: 

A. Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici B. di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni Conduttori C. Conciatori di pelli e di pellicce D. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante E. Conduttori di mezzi pesanti e camion F. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni G. Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza H. Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido I. Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati L. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia M. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti. 

36 anni 

Come presentare la domanda? 

L’accesso all’APE Social è modulato in due fasi: il lavoratore deve in un primo momento richiedere il riconoscimento delle condizioni sopra indicate e solo successivamente presentare domanda per l’accesso all’indennità. Le domande vengono presentate nell’apposita sezione del sito dell’INPS:  

La misura sarà garantita solo nei limiti delle risorse finanziarie stanziate. Risulta quindi particolarmente rilevante il rispetto dei termini per la presentazione delle domande. Per chi matura i requisiti entro l’anno 2017 le prime richieste sono state inviate dai lavoratori entro il 15 luglio, ma sarà comunque possibile procedere con ulteriori invii fino al 30 novembre. In quest’ultimo caso le domande saranno valutate solo in caso residuino le risorse finanziarie. Per chi matura i requisiti nel 2018 il primo termine è fissato al 31 marzo 2018, sempre con possibilità di inviare ulteriori domande entro il 30 novembre.  

 

Dott.ssa Valentina MuratoriConsulenza del Lavoro

 

9 Ott 2017
CUP Camera dei Deputati

CUP Camera dei DeputatiSalario minimo legale e equo compenso

Paolo Stern in rappresentanza del CUP ne parla alla Camera dei Deputati.

 

L’equo compenso per le prestazioni professionali come «meccanismo equivalente al salario minimo legale» per restituire dignità al lavoro «a prescindere dalla tipologia contrattuale di riferimento». È quanto richiesto dal Comitato Unitario delle Professioni, per il tramite di Paolo Stern, nell’audizione presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sulla discussione congiunta delle risoluzioni relative a iniziative volte alla fissazione di retribuzioni e compensi minimi.

Il Comitato ha inoltre proposto di fissare un criterio remunerativo per le prestazioni professionali per applicare in modo incisivo il principio contenuto nell’articolo 36 della Costituzione, secondo cui «il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa».

Nel nostro Paese, dove l’unica prestazione lavorativa ad aver diritto ad un compenso minimo per legge è il lavoro accessorio, il salario minimo è affidato alla contrattazione collettiva. Con la conseguente disparità tra i diversi contratti nazionali esistenti per lo stesso settore e con tipologie di lavoro non sorrette da contrattazione. Per questo motivo è necessario, secondo il Cup, adeguare anche l’ordinamento italiano ad un sistema già adottato negli altri Paesi europei. Dei 28 Stati membri dell’Unione europea solo Italia, Danimarca, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia non hanno ancora istituito il salario minimo.

QUI il video integrale dell’intervento.

 

6 Ott 2017
ANPAL

ANPALDall’ ANPAL nuove regole per la NASPI: Disoccupazione solo se la scheda anagrafica presenta l’identificativo univoco della dichiarazione di immediata disponibilità

Il 28 settembre l’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro) ha diffuso la Circolare n. 1/2017  (clicca per visualizzare) fornendo le nuove istruzioni operative sul rilascio della DID sul portale nazionale delle politiche del lavoro, ai sensi dell’art. 19 del d.lgs. 14 settembre 2015, n. 150.

A partire, quindi, dal prossimo 1° dicembre al cittadino verrà attribuito lo stato di disoccupazione solamente nel caso in cui l’identificativo univoco della dichiarazione di immediata disponibilità (DID) sia presente all’interno della SAP (la scheda anagrafica).

 

5 Ott 2017
INAIL STP Sern Zanin

INAIL STP Sern ZaninAnche le Società tra Professionisti potranno usufruire dei servizi telematici INAIL

L’INAIL, con circ. n. 35 del 13 settembre 2017, è intervenuta aggiornando il sistema di profilazione per l’accesso ai servizi telematici ed istituendo un profilo ad hoc per le Società tra Professionisti (STP). 

L’istituto, in prima battuta, ha ripercorso l’evoluzione normativa che disciplina le STP e, in secondo luogo, ha dettato le istruzioni operative. 

Come noto, l’art. 10 commi da 3 a 9 della l. n. 183/2011 rubricato Riforma degli ordini professionali e società tra professionisti ha previsto la possibilità di costituire società tra professionisti per l’esercizio di attività professionali secondo i seguenti modelli societari: 

  • Società semplice; 
  • Società in nome collettivo; 
  • Società in accomandita semplice; 
  • Società per azioni; 
  • Società in accomandita per azioni;
  • Società a responsabilità limitata;
  • Società cooperativa. 

Il Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, ha emanato il decreto n. 34 dell’8 febbraio 2014 contenente il regolamento delle STP.

 

Caratteristiche delle STP: 

Per poter essere classificate come STP, è necessario che l’atto costitutivo preveda: 

  • L’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci; 
  • L’ammissione in qualità di soci dei soli professionisti iscritti a ordini, albi e collegi, anche in differenti sezioni, nonché dei cittadini degli Stati membri dell’Unione europea, purché in possesso del titolo di studio abilitante, ovvero di soggetti non professionisti soltanto per prestazioni tecniche, o per finalità di investimento; 
  • Criteri e modalità affinché l’esecuzione dell’incarico professionale conferito alla società sia eseguito solo dai soci in possesso dei requisiti per l’esercizio della prestazione professionale richiesta, la designazione del socio professionista 
  • La stipula di una polizza di assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile per i danni causati ai clienti dai singoli soci professionisti nell’esercizio dell’attività professionale; 
  • Le modalità di esclusione dalla società del socio che sia stato cancellato dal rispettivo albo con provvedimento definitivo. 

Le STP possono essere costituite anche per lo svolgimento di più attività professionali. 

Viene stabilito che le STP siano iscritte in una sezione speciale degli albi o dei registri tenuti presso l’ordine o il collegio professionale di appartenenza dei soci professionisti.

 

Obblighi di informazione: 

Nell’ottica di maggior tutela e trasparenza nei confronti del cliente, gli art. 3 e seguenti del Regolamento stabiliscono specifici obblighi d’informazione inerenti: 

  • Il diritto del cliente di chiedere che l’esecuzione dell’incarico conferito alla società sia affidata ad uno o più professionisti appositamente scelti; 
  • Il diritto del cliente di chiedere che l’esecuzione dell’incarico conferito alla società sia affidata ad uno o più professionisti da lui scelti; 
  • L’esistenza di situazioni di conflitto d’interesse tra cliente e società.

 

Profilo INAIL delle STP: 

Il primo profilo realizzato riguarda le STP iscritte all’albo dei Consulenti del Lavoro. 

Al fine del rilascio delle credenziali dispositive, è stato predisposto un apposito modulo di richiesta (allegato n. 1 della circ. n. 35/2017) nel quale occorre indicare: 

  • Generalità e codice fiscale del legale rappresentante della STP; 
  • Denominazione sociale, completa dell’indicazione “società tra professionisti”; 
  • Pec della società (depositata presso il registro imprese); 
  • Numero e data di iscrizione nella sezione speciale dell’albo tenuto presso l’ordine di appartenenza dei soci professionisti (con indicazione della provincia dell’albo); 
  • Numero del codice ditta con cui la STP è iscritta all’Inail. 

Su quest’ultimo aspetto, occorre precisare che i soci professionisti devono essere assicurati (compilazione del quadro P) e tale obbligo ricade sulla STP quale soggetto assicurante. 

Le credenziali dispositive vengono rilasciate al Legale Rappresentante della STP il quale, a sua volta, provvederà ad abilitare i profili dei soci professionisti per l’esecuzione degli incarichi e, altresì, potrà abilitare gli ausiliari (ovverosia i dipendenti della società) che agirano secondo le direttive e la responsabilità degli stessi soci. 

Si specifica che le utenze rilasciate alle STP iscritte all’Albo dei Consulenti del Lavoro sono abilitate ai medesimi servizi previsti per i Consulenti del Lavoro. 

Le c.d. “ditte in delega” e la numerazione unitaria del LUL saranno riferite alla STP e non al socio professionista individuale. La procedura telematica, spiega l’INAIL, consente che uno stesso soggetto, tramite il proprio codice fiscale, possa agire come socio professionista della STP per i clienti in delega della stessa oppure come attività professionale individuale per i propri clienti. 

Da ultimo, si evidenzia che ai fini della gestione del LUL è necessario il rilascio di un apposito provvedimento di autorizzazione alla numerazione unitaria intestato alla STP medesima.

 

Dott. Francesco RussoConsulente del Lavoro

 

4 Ott 2017
Fondazione Lavoro

Fondazione Consulenti per il LavoroCirca il 60% dei tirocini attivati con la Fondazione Consulenti per il Lavoro si trasforma in una concreta opportunità lavorativa.

Questo è l’esito dell’indagine condotta dall’Osservatorio statistico sull’attività di promozione della Fondazione Consulenti per il Lavoro, che riporta i dati raccolti fra il 2013 ed il 2016: più di 60.000 tirocini attivati dalla Fondazione, circa 22.000 solo nell’ultimo anno. Di questi, più di un tirocinio su due ha avuto esito positivo ed è diventato una concreta opportunità lavorativa.

Di seguito abbiamo il piacere di riportare un’analisi approfondita del quotidiano ItaliaOggi.

Tirocinio Fondazione CdL

12 Set 2017
Call Center Outbound Stern Zanin

Call Center Outbound Stern ZaninCall Center Outbound: Stipulato il nuovo accordo per i collaboratori

Il 31 luglio 2017 è stato siglato l’Accordo collettivo per la disciplina delle collaborazioni per le attività di vendita e recupero crediti nei call center “outbound”. Tale Accordo, che ha validità fino al 31 dicembre 2020, si occupa di riordinare i precedenti accordi in materia e di definire la nuova disciplina delle collaborazioni.

I corrispettivi dei collaboratori

La novità principale riguarda la definizione dei corrispettivi. Come già stabilito nei precedenti Accordi, il livello retributivo orario per i collaboratori è uguale ad una percentuale del minimo tabellare del 2° livello di inquadramento del CCNL Telecomunicazioni ed è rapportato alle ore di effettiva prestazione. L’Accordo, modificando quanto in precedenza statuito, definisce le seguenti percentuali con le decorrenze di seguito indicate:

  •  fino al 31/3/2019 – 80%
  •  fino al 31/3/2020 – 90%
  •  dal 1/4/2020 – 100%.

Ai collaboratori verranno inoltre corrisposti i compensi conseguenti il raggiungimento degli obiettivi prefissati in modo uniforme dal Committente a condizione che questi siano superiori ai compensi che spettano ai collaboratori in relazione alle ore effettivamente lavorate.

Il diritto di prelazione

L’Azienda nel caso di stipula di nuovi contratti dovrà dare priorità ai collaboratori che hanno già maturato un periodo minimo di 4 mesi di attività nella stessa unità produttiva o Azienda. A tal fine il collaboratore deve presentare ogni anno un’apposita domanda scritta.

Sulla base delle richieste ricevute e tenuto conto dell’esperienza maturata negli specifici settori, il committente dovrà determinare una graduatoria sulla base dell’anzianità di prima contrattualizzazione e, in seconda battuta, in base all’età del collaboratore.

L’inserimento in graduatoria è subordinato alla sottoscrizione da parte del collaboratore di un atto di conciliazione individuale.

Il committente provvede ad aggiornare mensilmente la graduatoria e al 30 settembre saranno esclusi i collaboratori che in quell’anno non hanno presentato la richiesta di prelazione. Sono inoltre esclusi dalla graduatoria i collaboratori: -il cui contratto sia cessato anticipatamente; -che hanno ricevuto dal committente una lettera in cui sia stata evidenziata un’oggettiva inadeguatezza; -che abbiano rifiutato tre proposte di contratto in un anno.

La graduatoria sarà inoltre utilizzata come bacino di riferimento dalle Aziende che procederanno con assunzioni di lavoratori subordinati.

Il piano di Assistenza Sanitaria Integrativa

A partire da febbraio 2017, il committente provvede a versare un contributo mensile per ogni collaboratore, per un ammontare massimo di 7 euro mensili comprensivi degli oneri fiscali e contributivi, destinato alla copertura del rischio di grandi interventi, alle prestazioni di long term care e per la tutela di gravidanza e maternità.

I collaboratori possono inoltre scegliere di aderire ad un piano facoltativo per una forma più ampia di assistenza; in questo caso il contributo viene ripartito nelle seguenti quote: 6 euro a carico committente e 2 euro a carico collaboratore.

La cessazione del contratto

L’Accordo infine stabilisce che il contratto di collaborazione può essere cessato dal committente prima della sua naturale scadenza solo nei casi di giusta causa o oggettiva inidoneità professionale del collaboratore per i quali il committente dovrà fornire motivata comunicazione. Resta fermo il diritto del collaboratore a percepire il compenso maturato.

Fatta salva la facoltà di recedere con un preavviso minimo di 30 giorni, il collaboratore può cessare il contratto per giusta causa qualora vi siano ritardi nella corresponsione del compenso o vi sia il mancato rispetto di quanto stabilito dall’accordo o dalla legge da parte del committente. Il collaboratore in tali ipotesi ha diritto al compenso maturato e al pagamento del mancato guadagno.

 

4 Set 2017
Tirocini Lazio 2017: sale a 800 euro il compenso minimo.

Tirocini Lazio 2017: sale a 800 euro il compenso minimo.Lazio, elevato a 800 euro il compenso minimo per i tirocini

Per i tirocini attivati dal 1 ottobre 2017 aumenta il compenso minimo da erogare al tirocinante passando dagli attuali 400,00 euro a 800,00 euro mensili. Questa è una tra le novità che riguardano i tirocini extra-curriculari nel Lazio alla luce della nuova regolamentazione approvata dalla Giunta regionale. Inoltre, viene stabilita una durata massima del tirocinio pari a sei mesi e la possibilità di prorogare il tirocinio solo per una volta nell’ambito del suddetto periodo massimo.

Consulta il comunicato regionale al seguente link: http://www.regione.lazio.it/valente/?vw=newsDettaglio&id=321, oppure scarica la Delibera Regionale.

24 Lug 2017
Stern Zanin Smart Working

Stern Zanin Smart Working e Joba Act AutonomiSmart Working e Jobs Act Autonomi – Tutte le novità della legge n. 81/2017

Pubblicato da Maggioli Editore l’ultimo lavoro curato da Paolo Stern, ad opera di Sara Di Ninno, Lorenzo Sagulo, Pierpaolo Boggio, Valentina Muratori ed Oscar Genovesi.

 

La Legge 22 maggio 2017 n. 81 pubblicata in G.U. il 13 giugno 2017  recante Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato si divide in due parti, la prima introduce elementi di garanzia e sostegno del lavoro autonomo mentre la seconda introduce una nuova modalità organizzativa di lavoro subordinato, che potremmo definire “di confine”, il lavoro agile meglio conosciuto come smart working.

Il lavoro autonomo si riprende l’attenzione che merita e guadagna elementi di tutela già pienamente previsti da una lettura non ideologicamente orientata della nostra Costituzione. Un comparto, quello dei lavoratori autonomi che considerando sia le professioni ordinistiche che quelle regolamentate dalla Legge 4/2013, conta circa 5 milioni di lavoratori. A loro, in modo molto ampio e rimandando definizioni di dettaglio a disposizioni delegate, si rivolge la nuova regolamentazione del lavoro autonomo, con la previsione di alcune garanzie minime di tutela in tema di transazioni commerciali, condizioni contrattuali, puntualità dei pagamenti, maternità, congedi parentali, malattia e infortunio.

Per quanto riguarda, invece, il cosiddetto lavoro agile o smart working, la tipologia contrattuale ha delle connotazioni molto originali, ma il testo del provvedimento non riesce a sganciarsi del tutto da una logica controllo/tutela tra prestatore e datore di lavoro, che in qualche caso cade quasi nel paradosso. Ad esempio come possa fare il datore di lavoro a controllare le condizioni di sicurezza di un lavoratore che operi al di fuori dal contesto aziendale autorganizzandosi il tempo è questione tutta da approfondire.

Tramite accordo, datore e dipendente possono pattuire, con atto scritto, che quest’ultimo svolga la prestazione lavorativa in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici ed entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale

Nel testo vengono analizzati con attenzione tutti i risvolti delle nuove disposizioni facendo attenzione ad individuarne anche i riflessi applicativi per consentire una finalità di immediata utilizzabilità del manuale.


PAOLO STERN
Consulente del Lavoro in Roma. È Partner dello Studio Stern Zanin STP. Componente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro. Autore di numerose pubblicazioni in materia di lavoro e relatore a convegni e seminari. Professore a contratto presso università pubbliche e private.

SARA DI NINNO
Dottore in Scienze politiche e Relazioni internazionali, collaboratrice area normativa del lavoro presso Stern Zanin. Specializzata in Diritto del lavoro e Relazioni industriali, è dottore di ricerca in Diritto pubblico, comparato ed internazionale, con tema di ricerca in Diritto del lavoro internazionale, e docente in corsi di formazione in materia di disciplina del rapporto di lavoro.

LORENZO SAGULO 
Laureato in Economia e Gestione delle imprese all’Università degli Studi “Roma Tre”. Collabora con Stern Zanin nell’area consulenza del lavoro. È specializzato in normativa di Diritto del lavoro e relazioni industriali.

PIERPAOLO BOGGIO
IT MANAGER del gruppo Stern Zanin. E’ specializzato in Information & Communication Technology, Office Automation e IT Security. Docente in materie informatiche nell’ambito della formazione aziendale.

VALENTINA MURATORI
Laureata in giurisprudenza presso l’Università Sapienza di Roma, collabora con Stern Zanin nell’Area Normativa occupandosi di Diritto del Lavoro e Relazioni industriali.

OSCAR GENOVESI
Dottore di ricerca in “Business, Institutions, Markets” – profilo giuslavorista. Consulente del lavoro e CTU del Tribunale in ambito civile e del lavoro. Collaboratore dello studio Stern Zanin in area normativa del lavoro. Docente di corsi di formazione presso Enti pubblici e privati.

E’ possibile effettuare l’acquisto comodamente online cliccando qui.

13 Lug 2017

presto inpsPrest(O): La nuova piattaforma INPS per la gestione del lavoro occasionale online.

Dal 10 luglio è on line la nuova piattaforma INPS per l’utilizzo del lavoro occasionale, con due diversi accessi, l’uno per le famiglie (libretto famiglia), l’altro per gli altri utilizzatori (professionisti, società, associazioni e fondazioni) del contratto di lavoro occasionale.

I passaggi da compiere tramite il servizio online sono i seguenti:

  • registrazione del datore di lavoro e del lavoratore;
  • indicazione da parte del lavoratore della modalità con cui intende essere retribuito;
  • inserimento in procedura da parte del datore di lavoro della comunicazione di lavoro occasionale;
  • pagamento diretto del lavoratore da parte dell’INPS entro il 15 del mese successivo alla prestazione.

Le operazioni sul portale al momento possono essere fatte esclusivamente mediante il pin del soggetto che utilizza le prestazioni e del prestatore stesso.

Nel corso di questo mese l’INPS ha assicurato che ammetterà anche gli intermediari abilitati ad operare in nome e per conto dei propri assistiti.

12 Lug 2017
Lavoro occasionale

Lavoro occasionaleIl “Nuovo Lavoro Occasionale” e le Prestazioni di lavoro autonomo occasionale: Differenze tra gli istituti.

La conversione in legge del Decreto-Legge n. 50/2017 ha introdotto una nuova disciplina delle prestazioni occasionali (art. 54-bis) che sostituisce, di fatto, l’istituto del lavoro accessorio retribuito con i voucher.

In considerazione della nomenclatura adottata dal legislatore è bene specificare che il nuovo istituto del “Lavoro Occasionale” deve essere ben distinto dalle cosiddette “Prestazioni di Lavoro Occasionale Autonomo” ex art. 2222, che restano immutate.

Di seguito un quadro di sintesi:

“Nuovo lavoro occasionale”

(in sostituzione dei “voucher” per il lavoro accessorio)

Prestazioni di lavoro autonomo occasionale

Per quali prestazioni lavorative?

Occasionali o saltuarie di ridotta entità (nel rispetto del limite economico definito dalla normativa introdotta).

 

Aventi le caratteristiche del lavoro autonomo, svolte in modo non professionale e non abituale

 

Sono previste comunicazioni preventive l’inizio dell’attività lavorativa?

Il datore di lavoro deve trasmettere, almeno un’ora prima l’esecuzione della prestazione ed attraverso la piattaforma informatica INPS o mediante contact center, una dichiarazione contenente i dati del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la giornata in cui verrà svolta la prestazione e la relativa durata. Non è prevista alcuna comunicazione preventiva.

Chi può ricorrervi?

  • Datori di lavoro con un numero pari o inferiore a 5 dipendenti a tempo indeterminato (calcolati quale media del semestre tra l’8° ed il 3° mese antecedente la prestazione);
  • Le famiglie (solo per determinate attività).
Qualsiasi soggetto committente (es. professionisti, società, imprenditori, associazioni, fondazioni ed altri enti di natura privata).

Aspetti fiscali

I redditi derivanti da tali prestazioni lavorative sono esenti da Irpef. I redditi derivanti da prestazioni di lavoro autonomo occasionale sono fiscalmente classificati fra “i redditi diversi” (art. 67 co 1 lett. l. del TUIR).

! Il committente è tenuto ad operare la “ritenuta d’acconto” ed a rilasciare la Certificazione Unica (CU).

Aspetti previdenziali ed assicurativi

Il compenso derivante da tali prestazioni lavorative include la quota di contributi previdenziali (Gestione Separata – Inps) e l’assicurazione Inail.  

  • E’ prevista l’iscrizione alla Gestione Separata – INPS solo per compensi superiori a € 5.000,00 nell’anno solare;
  • La quota di contributi previdenziali è ripartita tra prestatore (1/3) e committente (2/3).

 

 

Per ulteriori approfondimenti circa il “Nuovo Lavoro Occasionale” è possibile consultare l’articolo Lavoro Occasionale 2017: Nuova Disciplina per le Prestazioni Occasionali.