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NEWS|LAVORO

18 Apr 2018
congedo paternità 2018

congedo paternità 2018Le novità per l’anno 2018 in materia di congedo di paternità 

La l. n. 232/2016 è intervenuta rivedendo la disciplina del congedo di paternità e prorogando tale misura per gli anni 2017 e 2018. 

Di seguito le novità previste in relazione ai figli nati, adottati o affidati a partire dal 1° gennaio 2018, secondo cui il lavoratore padre ha diritto ad: 

  • un congedo obbligatorio della durata di 4 giorni, che possono essere goduti anche in maniera non continuativa, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio (o dall’ingresso in famiglia o in Italia in caso di adozione/affidamento); 
  • un congedo facoltativo della durata di 1 giorno, da fruire in accordo con la madre e in sostituzione di una corrispondente giornata di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima. 

Attenzione: per i figli nati nel corso del 2017, il padre dipendente può fruire esclusivamente del congedo obbligatorio della durata di 2 giorni, anche nell’ipotesi in cui il godimento del periodo di astensione avvenga nel corso del 2018. 

 

Il padre lavoratore che voglia assentarsi dal lavoro a titolo di congedo obbligatorio e/o facoltativo, è tenuto a preavvisare il datore di lavoro con almeno 15 giorni di preavviso. Il lavoratore può avvertire il datore di lavoro per iscritto ovvero servirsi del sistema informativo aziendale per la comunicazione delle assenze, ove previsto. 

In caso di congedo facoltativo, il lavoratore deve allegare anche la dichiarazione della madre con la quale non intende usufruire dello stesso numero di giorni a titolo di congedo di maternità. 

In caso di pagamento diretto da parte dell’INPS, il lavoratore deve presentare domanda servendosi dei servizi telematici dell’Istituto ovvero attraverso il Contact-Center al numero 803-156 

Le giornate di congedo (sia obbligatorio che facoltativo) non possono essere frazionate ad ore. 

 

Trattamento economico e previdenziale: 

Le giornate di assenza per congedo obbligatorio e facoltativo di paternità sono pagate con un’indennità giornaliera a carico INPS pari al 100% della retribuzione media giornaliera. 

I giorni di congedo obbligatorio e facoltativo sono computati nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alle mensilità supplementari ed alle ferie. 

Durante i giorni di congedo obbligatorio e facoltativo, il padre lavoratore è coperto da contribuzione figurativa

 

Clicca qui per il fac-simile della domanda di congedo di paternità.

 

Dott. Francesco RussoConsulente del Lavoro
11 Apr 2018
ONG OSC

ONG OSCFirmato il nuovo Accordo collettivo per la regolamentazione delle collaborazioni coordinate e continuative attivabili dalle ONG/OSC

Il 9 aprile, dopo mesi di trattative, le rappresentanze delle ONG di LINK 2007 e AOI e quelle sindacali di FeLSA CISL, NIdiL CGIL e UILTemp, hanno firmato – con l’assistenza del nostro Studio -il nuovo Accordo collettivo nazionale per la regolamentazione delle collaborazioni coordinate e continuative attivabili dalle ONG/OSC.

L’abrogazione nel 2015, ad opera del c.d. “Jobs Act”, del contratto a progetto, ha determinato un ritorno alla collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), tipologia contrattuale priva di fatto di una specifica disciplina giuridica. In questo contesto diventa quindi di fondamentale importanza l’intervento della contrattazione collettiva che deve in qualche modo supplire al vuoto normativo.

Proprio per questo l’Accordo collettivo per la regolamentazione delle collaborazioni coordinate e continuative rappresenta, oltre che un positivo epilogo dell’incontro delle volontà negoziali, un valido strumento che consentirà, da un lato, alle ONG/OSC di stipulare co.co.co. seguendo regole chiare e riducendo quindi il rischio di contenzioso, dall’altro, garantirà ai collaboratori le opportune tutele su tutti gli aspetti rilevanti del rapporto di collaborazione.

Rispetto alle due precedenti versioni (la prima del 2004, la seconda del 2013) quest’ultimo Accordo disciplina in via esclusiva (perché manca un quadro normativo di riferimento) aspetti quali il compenso minimo per i collaboratori, la tutela della maternità e della malattia, il recesso dal rapporto di collaborazione. Inoltre, mentre gli Accordi precedenti erano di fatto applicabili quasi esclusivamente ai cooperanti all’estero, questo nuovo Accordo ha un ambito di applicazione più esteso, in quanto è stato specificamente ragionato sia per contratti in Italia che all’estero.

3 Apr 2018
incentivo occupazione neet

incentivo occupazione neetIncentivo Occupazione Neet: Le istruzioni operative dell’INPS

 

L’INPS, con la Circolare n. 48 del 19 marzo 2018, ha fornito indicazioni operative per la gestione dell’Incentivo Occupazione NEET valido per i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, che nel 2018, senza esservi tenuti in forza a disposizione di legge, assumano giovani iscritti al programma Garanzia Giovani in base ai seguenti requisiti:

  • età compresa tra i 16 e i 29 anni;
  • se minorenni, che abbiano assolto al diritto-dovere all’istruzione;
  • che non siano inseriti in un percorso di studio o formazione;
  • che siano disoccupati ed abbiano completato la registrazione al programma Garanzia Giovani.

Sono incentivabili le assunzioni effettuate, anche se a scopo di somministrazione o in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro, mediante:

  1. contratto a tempo indeterminato;
  2. contratto di apprendistato professionalizzante.

Attenzione: in caso di trasformazione a tempo indeterminato di rapporti a termine, l’incentivo non spetta in quanto il giovane non soddisferebbe i requisiti sopra indicati.

L’agevolazione spetta per le assunzioni effettuate nell’intero territorio nazionale fatta eccezione per la Provincia Autonoma di Bolzano ed anche qualora siano a tempo parziale.

 

MISURA DELL’INCENTIVO

L’importo dell’incentivo – di durata pari a 12 mesi – è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con l’esclusione di premi e contributi INAIL, nel limite massimo di € 8.060 annui per ogni giovane assunto da fruire, a pena di decadenza, entro il termine del 29 febbraio 2020.

 

NON RIPETIBILITÀ DELL’INCENTIVO

L’Istituto precisa che in favore dello stesso lavoratore, l’incentivo Occupazione NEET possa essere riconosciuto per un solo rapporto. Pertanto, dopo una prima concessione, non potranno essere rilasciate nuove autorizzazioni per nuove assunzioni effettuate dallo stesso o da altro datore di lavoro, a prescindere dalla causa di cessazione del precedente rapporto e dall’entità dell’effettiva fruizione del beneficio.

 

LE PRINCIPALI PRECISAZIONI FORNITE DALL’ISTITUTO

  1. non cumulabilità con altri incentivi all’assunzione di natura economica o contributiva, fatta eccezione per l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile introdotto dalla legge di bilancio 2018, il quale prevede la riduzione dei contributi previdenziali, ordinariamente posti a carico dei datori di lavoro privati, con riferimento alle assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato a tutele crescenti, effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2018 di coloro che:
  • non abbiano avuto alcun precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
  • non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età;
  • non siano stati occupati a tempo indeterminato nella loro storia lavorativa (fatta eccezione per le occupazioni con contratto di apprendistato).

 

Consulta il nostro e-book per approfondire gli incentivi introdotti dalla legge di bilancio 2018.

 

  1. l’Istituto previdenziale evidenzia altresì che qualora sia instaurato un rapporto di apprendistato professionalizzante, l’agevolazione possa essere riconosciuta solo nei limiti di durata del periodo formativo.

Infine, trova conferma che la spettanza dell’incentivo è subordinata al rispetto dei principi generali previsti per le assunzioni agevolate nonché della normativa in materia di aiuti di Stato.

 

Per maggiori approfondimenti consulta la Circolare Inps.

 

30 Mar 2018
Collaborazione familiare turismo

Collaborazione familiare turismoCollaborazioni familiari: occasionali fino a 90 giorni anche per il settore turistico

 

L’ispettorato nazionale del lavoro con la circolare n.50/2018 torna sul tema delle collaborazioni familiari occasionali, fornendo ulteriori chiarimenti al personale ispettivo in merito alla valutazione dell’iscrizione previdenziale e assicurativa dei collaboratori o dei coadiuvanti.

 

Già nel 2013, con lettera circolare n. 10478, Il Ministero del lavoro aveva fatto delle precisazioni relativamente al trattamento previdenziale delle prestazioni rese, in via occasionale, da collaboratori familiari nei settori dell’artigianato, del commercio e dell’agricoltura. In quell’occasione, sposando il principio secondo il quale la collaborazione gratuita e occasionale prestata all’interno del nucleo familiare assurge ad obbligazione di natura morale, ha ritenuto corretto escludere l’obbligo di iscrizione del familiare alla gestione previdenziale. In particolare, l’indicazione al personale ispettivo era quella di considerare tendenzialmente occasionale la collaborazione fornita da familiari pensionati e da quelli impiegati a tempo pieno presso altro datore.

Inoltre, nella stessa circolare, il Ministero aveva individuato “un parametro di natura quantitativa di tipo convenzionale” per valutare la natura – occasionale o meno – delle collaborazioni familiari, pertanto, sono state considerate occasionali le prestazioni fino a 90 giorni (o a 720 ore) nel corso dell’anno solare.

 

Di recente, con la lettera circolare n.50/2018, l’Ispettorato chiarisce che l’indice quantitativo, richiamato nella circolare del 2013, può essere applicato anche al settore turistico.

Viene però precisato che il limite dei 90 giorni nell’anno solare, nelle attività stagionali proprie del settore turistico deve essere riparametrato alla durata complessiva della stagione. Se questa, ad esempio, dura tre mesi (90 gironi), i giorni rispetto ai quali va considerata l’occasionalità sono 22 (90:365×90=22).

 

Diverso è il discorso relativo agli obblighi assicurativi nei confronti dell’INAIL, in quanto sono dovuti, a prescindere dal settore di operatività, quando le prestazioni abbiano una natura ricorrente e non meramente accidentale (l’INAIL considera accidentale una prestazione resa una/due volte nell’arco dello stesso mese a condizione che nell’anno le prestazioni complessive non siano superiori a 10 giornate lavorative).

 

Dott. Oscar GenovesiConsulente del Lavoro

 

12 Mar 2018
RITA Rendita integrativa temporanea anticipata

RITA Rendita integrativa temporanea anticipataRITA: La Legge di Bilancio 2018 introduce importanti novità anche per la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata

 

I commi 168 e 169 della l. n. 205/2017 intervengono sulla RITA – Rendita integrativa temporanea anticipata, introdotta nell’ordinamento dalla precedente legge di Bilancio 2017.

La RITA consente agli iscritti alle forme di previdenza complementare di ricevere l’erogazione anticipata delle prestazioni in forma di rendita temporanea fino alla maturazione dei requisiti pensionistici. La RITA permette, quindi, la percezione di un reddito ponte tra il momento di presentazione dell’istanza e quello di raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

I requisiti per l’accesso alla RITA sono i seguenti:

  • età anagrafica di almeno 63 anni;
  • 20 anni di versamenti contributivi;
  • compimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i 5 anni successivi;
  • iscrizione alla previdenza complementare.

 

NOVITÀ

Con la legge di Bilancio 2018 viene abolito il requisito anagrafico di almeno 63 anni di età.

È inoltre riconosciuto l’accesso alla rendita anticipata anche ai lavoratori inoccupati per un periodo di tempo superiore a 24 mesi e che maturino l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi.

 

6 Mar 2018
Bonus Assunzioni Imprese Regione Lazio

Bonus Assunzioni Imprese Regione LazioAssunzioni: Dalla Regione Lazio arriva il bonus per le imprese

La Regione Lazio ha recentemente pubblicato l’avviso denominato “bonus assunzionale per le imprese” avente la finalità di incentivare le assunzioni effettuate dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2019.

 

Requisiti dei lavoratori assunti

  • persone di età compresa tra 24 e 50 anni prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti nella Regione Lazio o iscritte ad un Centro per l’Impiego del Lazio;
  • persone disoccupate o prive d’impiego di età non superiore a 24 anni oppure con più di 50 anni, residenti nella Regione Lazio o iscritte ad un Centro per l’Impiego del Lazio.

 

Ammontare del bonus

Tipologia di contratto

Importo massimo del bonus

a)     Contratto a tempo indeterminato (anche a regime di somministrazione). E’ compreso anche il contratto di apprendistato.

€ 8.000

b)     Contratto a tempo determinato maggiore o uguale a 12 mesi (anche in regime di somministrazione).

€ 5.000

c)      Contratto a tempo determinato maggiore o uguale a 6 mesi (anche in regime di somministrazione).

€ 2.500

L’incentivo relativo alle tipologie contrattuali b) e c) è riservato esclusivamente alle imprese che assumono destinatari provenienti da percorsi di politica attiva promossi dalla Regione Lazio (Garanzia Giovani, Ricollocazione donne con figli minori, Ricollocazione Generazioni).

Requisiti delle imprese beneficiare

  • regolarità contributiva, rispetto della normativa relativa la sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), rispetto delle previsioni in tema collocamento obbligatorio (L. 68/1999), corretta applicazione del CCNL;
  • deve verificarsi un incremento occupazionale netto rispetto alla media annua dei 12 mesi antecedenti alla data di assunzione;
  • nei 6 mesi precedenti l’azienda non deve aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, licenziamenti collettivi o procedure di mobilità ai sensi della normativa vigente;
  • il lavoratore deve svolgere la propria attività lavorativa presso una sede aziendale sita nel territorio della Regione Lazio e l’assunzione non deve essere effettuata in violazione di un diritto di precedenza;
  • l’assunzione non deve essere effettuata in ragione di un obbligo di legge preesistente all’assunzione o riassunzione (es. obblighi di assunzione previsti dalla L. 68/1999 e s.m.i.).

Sono escluse le imprese operanti nel settore delle lotterie, scommesse e case da gioco.

La Regione erogherà il bonus, direttamente sul c/c indicato dall’impresa, alla scadenza del contratto a tempo determinato o dopo 12 mesi dall’assunzione in caso di contratto a tempo indeterminato previa verifica che la persona assunta sia ancora in forza presso l’impresa.

Resta inteso che l’ottenimento del bonus è subordinato alla disponibilità delle risorse stanziate dalla Regione Lazio pari a € 4.000.000,00.

 

Dott. Lorenzo SaguloConsulenza del Lavoro

 

2 Mar 2018
Assegno di ricollocazione CIGS

Assegno di ricollocazione CIGSLa Legge di Bilancio 2018 introduce importanti novità per l’assegno di ricollocazione durante la CIGS

Il comma 136, al fine di limitare il ricorso al licenziamento all’esito dell’intervento straordinario di integrazione salariale, introduce per i lavoratori per i quali non è previsto il recupero occupazionale nei casi di riorganizzazione ovvero di crisi aziendale la possibilità di richiedere l’attribuzione anticipata dell’assegno di ricollocazione durante il periodo di CIGS:

  • entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo ex art. 24 d.lgs. n. 148/2015;
  • per ricevere un servizio intensivo, in costanza di trattamento straordinario di integrazione salariale, di assistenza nella ricerca di un altro lavoro e per la partecipazione alle attività di mantenimento e sviluppo delle competenze, realizzati anche in concorso con i fondi interprofessionali.

Qualora il lavoratore, nel periodo in cui utilizza il servizio, accetti l’offerta di un contratto di lavoro con altro datore, la cui impresa non presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa del datore in essere:

  • beneficia dell’esenzione dal reddito imponibile ai fini IRPEF delle somme percepite in dipendenza della cessazione del rapporto di lavoro, entro il limite massimo di nove mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto;
  • ha diritto alla corresponsione di un contributo mensile pari al 50% del trattamento straordinario di integrazione salariale che gli sarebbe stato altrimenti corrisposto.

Per il nuovo datore di lavoro è riconosciuto, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a carico azienda, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di 4.030 euro su base annua per:

  • 18 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato;
  • 12 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato. Nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento, il predetto contratto venga trasformato in tempo indeterminato, il beneficio contributivo spetta per ulteriori 6 mesi.
14 Feb 2018
Convegno Fisco e Lavoro
29 Gen 2018
Il Welfare Aziendale

Il Welfare AziendaleIl Welfare Aziendale: disponibile il nuovo e-book in collaborazione con FISCOeTASSE  e Maggioli Editore

Dal benessere aziendale all’iter di attivazione del welfare, passando per le agevolazioni e l’analisi di un case study: questi alcuni dei tanti argomenti trattati.

“Va innanzitutto premesso che non esiste una normativa unitaria ed organica in tema di Welfare.
Pertanto, in linea teorica, tutto ciò che viene riconosciuto dal datore di lavoro con la finalità di rendere più agevole la conciliazione dei vari aspetti della vita dei dipendenti rientra nel concetto di Welfare.

Possiamo quindi distinguere due concetti di Welfare:

  • un Welfare strettamente “tecnico” che riguarda le erogazioni materiali di beni, opere e servizi che hanno risvolti fiscali e previdenziali;
  • un Welfare, invece, più ampio che comprende tutte le misure adottate dall’azienda per la predetta finalità e che tocca vari aspetti del rapporto di lavoro.

Va inoltre specificato che il Welfare, sebbene sia un tema che solo negli ultimi anni ha fortemente attirato l’attenzione degli operatori del settore, viene riconosciuto da tempo, almeno in parte, dai contratti collettivi.
Si tratta, in questo caso, di Welfare contrattuale…”

L’e-book è disponibile e scaricabile direttamente dalla pagina di FISCOeTASSE, cliccando QUI.

Gli Autori: Dott. Paolo Stern, Dott. Massimiliano Matteucci, Dott.ssa Sara Di Ninno, Dott.ssa Valentina Muratori

4 Gen 2018
App Dimissioni Volontarie

App Dimissioni VolontarieArriva l’applicazione “dimissioni volontarie” per Android ed Apple predisposta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

A partire dal 2 gennaio 2018 è disponibile l’applicazione per dispositivi mobili Dimissioni Volontarie messa a disposizione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

A seguito delle riforme introdotte con il “Jobs Act“, a partire dal 12 marzo 2016 le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono essere effettuate in modalità esclusivamente telematica.
L’app consentirà ai cittadini e ai soggetti abilitati di accedere alla procedura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e inviare, con pochi passaggi online, il modello telematico al datore di lavoro.

Per accedere, i cittadini dovranno essere in possesso di SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale introdotto sulla piattaforma dei servizi del Ministero dallo scorso 19 maggio 2017. I soggetti abilitati potranno utilizzare le proprie credenziali di accesso al portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Come le applicazioni più diffuse, “Dimissioni Volontarie” è stata realizzata sia per dispositivi Android sia per quelli iOs.

 

Per approfondire l’argomento delle dimissioni volontarie telematiche:

 

Bernardo Rispoli ValentiConsulenza del Lavoro

 

3 Gen 2018
Novità Legge di Stabilità - Convegno di Aggiornamento Professionale
12 Dic 2017
Agevolazioni assunzioni stabilità 2018

Agevolazioni assunzioni stabilità 2018Nuove agevolazioni alle assunzioni nel Disegno di Legge di Stabilità 2018

Il disegno di legge di stabilità 2018, ora all’esame della Camera, prevedrà nuove AGEVOLAZIONI STRUTTURALI ALL’OCCUPAZIONE GIOVANILE STABILE che è bene conoscere per programmare nuove assunzioni o trasformazioni.

Il datore di lavoro che assumerà a tempo indeterminato nel 2018 soggetti che:

  • non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età;
  • non siano stati occupati a tempo indeterminato nella loro storia lavorativa (fatta eccezione per le occupazioni con contratto di apprendistato);

potrà beneficiare di uno sgravio dei contributi previdenziali del 50% per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua.

L’agevolazione si applica anche in caso di trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, fermo restando il possesso del requisito anagrafico del lavoratore alla data della trasformazione.

L’agevolazione è prevista anche in caso di conferma in forza del lavoratore alla fine del periodo di formazione in apprendistato a condizione che alla data di conferma il lavoratore non abbia compiuto il trentesimo anno di età. In tal caso l’agevolazione si somma a quella ordinariamente prevista per il primo anno successivo a quello di conferma, portando così a complessivi 24 mesi la durata dei vantaggi contributivi post apprendistato.

Il nuovo incentivo varrà anche per le assunzioni effettuate negli anni successivi al 2018, ma già dal 2019 il requisito anagrafico del lavoratore consisterà nel non aver compiuto 30 anni.

Indipendentemente dall’età anagrafica l’agevolazione è pari al 100% dei contributi previdenziali, fermo restando il limite dei tre anni ed il massimale di 3.000 euro su base annua, qualora l’assunzione a tempo indeterminato riguardi persone che abbiano acquisito un titolo di studio da meno 6 mesi e che alternativamente:

  • abbiano svolto, presso il medesimo datore di lavoro, attività di alternanza scuola-lavoro per almeno il 30% delle ore di alternanza previste dai rispettivi programmi formativi;
  • abbiano svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale (c.d. apprendistato di primo livello), il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore ovvero periodi di apprendistato di alta formazione e ricerca (c.d. apprendistato di terzo livello).

 

Condizioni del datore di lavoro per fruire dell’agevolazione

Per fruire dell’agevolazione, il datore di lavoro non deve, nei sei mesi precedenti l’assunzione, aver proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, ovvero a licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva. Valgono altresì le condizioni previste dall’art. 31 del d.lgs. n. 150 del 2015.

 

Dott. Oscar GenovesiConsulente del Lavoro