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NEWS|LAVORO

19 Giu 2018

Dal 1° Luglio pagamenti delle retribuzioni senza utilizzo del contante

 

Dal prossimo 1° luglio 2018, ai sensi dell’art 1, comma 910, della L. 2015/2017 (Legge di Bilancio 2018) non sarà più possibile, da parte dei datori di lavoro/committenti, erogare le retribuzioni/compensi a mezzo di denaro contante, inclusi eventuali anticipi.

Tale disposizione riguarderà tutti i datori di lavoro e i committenti, andando quindi ad operare non soltanto per i rapporti di lavoro subordinato, ma anche per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa e per i contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci.

Restano esclusi soltanto i seguenti rapporti di lavoro:

  • con le P.A. di cui all’articolo 1, D.Lgs. 165/2001;
  • con gli addetti ai servizi familiari e domestici.

 

Nuove modalità di pagamento

Il pagamento, quindi, potrà essere effettuato con le seguenti modalità (indicazione prevista dalla legge):

  • bonifico sul conto identificato dal codice Iban indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.

Viene inoltre disposto, che “la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione”.

 

Le sanzioni

Si fa presente, circa il divieto di pagamento in contanti, che la norma prevede l’applicazione, in caso di infrazione, di una sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro.

In considerazione del tenore letterale e della ratio della legge si deve ritenere che la norma viene violazione  e quindi sanzionata  anche per  i seguenti comportamenti:

  1. quando la corresponsione delle somme avvenga con modalità diverse da quelle indicate dal legislatore;
  2. nel caso in cui, nonostante l’utilizzo dei predetti sistemi di pagamento, il versamento delle somme dovute non sia realmente effettuato, ad esempio, nel caso in cui il bonifico bancario in favore del lavoratore venga successivamente revocato ovvero l’assegno emesse venga annullato prima dell’incasso: circostanze che evidenziano uno scopo elusivo del datore di lavoro che mina la stessa ratio della disposizione.

Di conseguenza, ai fini della contestazione si ritiene sia necessario verificare non soltanto che il datore di lavoro abbia disposto il pagamento utilizzando gli strumenti previsti ex lege ma che lo stesso sia andato a buon fine.

 

Per eventuali ulteriori chiarimenti, CONTATTACI.

 

15 Giu 2018
29 Mag 2018
Rating Legalità

Rating LegalitàRating di Legalità ora anche in Visura: il rating di legalità acquista maggiore risalto con la pubblicazione dell’informazione sulla visura camerale.

L’attenzione che si ripone ai principi di comportamento etico, attestata dal rating di legalità, diventa quindi ancora più evidente ai milioni di cittadini e imprenditori che ogni giorno consultano le informazioni del Registro Imprese.

Le disposizioni sul Rating di legalità intendono incentivare e sostenere le aziende eticamente virtuose operanti in Italia premiandone l’impegno sul fronte della legalità d’impresa attraverso strumenti di facilitazione dell’accesso al credito.

Il rating avrà un range tra un minimo di una ‘stelletta’ a un massimo di tre ‘stellette’, attribuito dall’Autorità sulla base delle dichiarazioni delle aziende che verranno verificate tramite controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate.

L’attribuzione delle stellette corrisponde al rispetto di un insieme di normative e di azioni compiute dall’organizzazione al suo interno o verso l’esterno.

 

Requisiti

Fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta di rating, riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza e risultante da un bilancio regolarmente approvato dall’organo aziendale competente e pubblicato ai sensi di legge; iscrizione al registro delle imprese da almeno due anni.

 

Vantaggi

L’azienda che otterrà il rating potrà ottenere:

  • priorità nell’aggiudicazione di appalti pubblici;
  • punteggio aggiuntivo nelle graduatorie per l’accesso a Finanziamenti Pubblici;
  • agevolazioni per l‘accesso al credito bancario;
  • promozione istituzionale della propria immagine (sito AGCM).

 

Lo Studio Stern Zanin fornisce supporto assiste l’impresa nella predisposizione della domanda e per la sua presentazione. Se vuoi saperne di più, compila il modulo di contatto!

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10 Mag 2018
7 Mag 2018
fondazione-studi-oreste-bertucci

CORSO-IL-CONTRATTO-COLLETTIVOAmministrazione del personale: Il contratto collettivo…si, ma quale?

I dubbi sulla contrattazione collettiva.

 

Venerdì 11 maggio 2018, ore 13:30 – 17:30, presso la Fondazione Studi Oreste Bertucci in Via Cristoforo Colombo n. 456 – 00145 Roma (RM).

 

Programma del corso:

  • La contrattazione collettiva – il problema dell’art. 39 della Costituzione
  • I contratti «pirata» o presunti tali
  • I livelli della contrattazione
  • La rappresentanza sindacale in azienda (RSA-RSU)
  • Efficacia dei contratti collettivi
  • L’esperienza dell’art. 8 DL 138/11
  • Gli accordi per la conciliazione dei tempi di vita professionale e privata
  • Gli accordi PDR
  • Gli accordi per il Welfare

Corpo docente:

CdL Paolo Stern – Consulente del Lavoro

Modalità di iscrizione:

Per l’iscrizione si prega di compilare e inviare la scheda scaricabile in seguito con unita copia del bonifico di pagamento via fax al numero 06.89567556 oppure tramite e-mail all’indirizzo: segreteria@fondazioneorestebertucci.it

Crediti formativi:

La partecipazione al corso dà diritto all’acquisizione di n.4 crediti formativi per i Consulenti del Lavoro (i crediti maturano per ogni ora di effettiva presenza).

 

Clicca QUI per scaricare la scheda di iscrizione.

 

2 Mag 2018
INPS Incentivo Giovani

INPS Incentivo GiovaniEsonero contributivo per le assunzioni di giovani con contratto a tempo indeterminato. Ecco le istruzioni operative dell’INPS.

L’INPS con la circ. n. 40 del 2 marzo 2018 ha fornito le istruzioni operative per richiedere la nuova agevolazione contributiva introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 e riservata all’assunzione dei giovani under 35. 

Il nuovo beneficio costituisce una misura strutturale volta a creare uno speciale regime contributivo proprio dei contratti a tempo indeterminato. 

 

I beneficiari:

Tutti i datori di lavoro del settore privato, indipendentemente dalla natura di imprenditori.
Restano esclusi i datori di lavoro appartenenti, in generale, al comparto pubblico.

I lavoratori: 

I giovani che non abbiano compiuto 30 anni.  

Con esclusivo riferimento all’anno 2018, il limite di età viene innalzato sino ai 35 anni.  

I giovani lavoratori non devono aver svolto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa.

I rapporti di lavoro incentivati: 

Tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, intendendo con ciò le nuove assunzioni, le trasformazioni di precedenti rapporti di lavoro termine ed anche il mantenimento in servizio al termine del periodo di apprendistato, purché tali eventi si verifichino prima che il lavoratore abbia compiuto i 30 anni di età, limite elevato a 35 escluisivamente nel 2018 e solo per le trasformazioni e le assunzioni. 

Restano esclusi le seguenti tipologie: 

  • Lavoro domestico; 
  • Apprendistato; 
  • Lavoro intermittente, ancorché stipulato a tempo indeterminato; 
  • Rapporto di lavoro a tempo indeterminato stipulato con personale che riveste la qualifica dirigenziale. 

Misura dell’esonero contributivo: 

Il 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di € 3.000,00 annui. 

L’esonero contributivo spetta per un periodo di 36 mesi a partire dall’assunzione ovvero dalla trasformazione del rapporto di lavoro. 

Nell’ipotesi di mantenimento in servizio dei rapporti di apprendistato l’esonero ha una durata di 12 mesi ed è fruibile nel secondo anno successivo alla conferma in servizio. 

La misura dell’esonero contributivo viene elevato al 100% dei contributi a carico del datore di lavoro in caso di assunzione a tempo indeterminato di giovani che, nei sei mesi precedenti, abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro periodi di alternanza scuola-lavoro o rapporti di lavoro in apprendistato per la qualifica e diploma professionale o periodi di apprendistato in alta formazione

L’esonero in oggetto non può essere classificato come “aiuto di Stato”. 

Condizioni per l’esonero contributivo: 

  1. Non aver licenziato (né in forma individuale né collettiva) per giustificato motivo oggettivo lavoratori con la medesima qualifica e nella stessa Unità produttiva nei 6 mesi antecedenti.  
  2. Non licenziare il lavoratore assunto o altro lavoratore con la medesima qualifica e nella stessa Unità produttiva nei sei mesi successivi all’assunzione/trasformazione. 

Queste due condizioni non devono sussistere nel caso di agevolazione connessa al mantenimento in forza dell’apprendista alla fine del periodo di formazione. 

Oltre alle condizioni suddette l’INPS conferma la necessità del rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione, di cui all’art. 31 del D. Lgs. n. 150/2015. L’esonero contributivo quindi non spetta: 

  • quando l’assunzione viola il diritto di precedenza di altri lavoratori;  
  • quando sono in atto, presso il datore di lavoro, sospensioni dal lavoro connesse a crisi o riorganizzazione aziendale per stessa qualifica e unità produttiva; 
  • se sussistono irregolarità contributive; 
  • se sono state accertate violazioni della normativa in materia di condizioni di lavoro o comunque non siano rispettate le condizioni e normative di sicurezza sul lavoro; 
  • se non risultino rispettati gli accordi e i contratti collettivi sottoscritti da OO.SS. comparativamente rappresentativi sul piano nazionale. 

Casi particolari: 

L’INPS specifica che: 

  • Nell’ipotesi di cessione di contratto, di cui all’art. 1406 c.c., la fruizione del beneficio può essere trasferita al datore di lavoro cessionario per il periodo residuo non goduto; 
  • La “portabilità” della fruizione dell’incentivo è ammessa anche nell’ipotesi di trasferimento di cui all’art. 2112 c.c.; 
  • L’esonero contributivo spetta anche nell’ipotesi in cui il giovane lavoratore sia assunto con contratto a tempo indeterminato part-time da due diversi datori, purché l’assunzione sia contestuale. Se così non fosse, il datore di lavoro che ha assunto per ultimo perde la possibilità di fruire dell’incentivo; 
  • L’esistenza di un precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato all’estero, non consente la fruizione dell’esonero contributivo. 

Come accertare i requisiti in capo al lavoratore: 

L’INPS ha reso disponibile on line un’apposita utility attraverso cui i datori di lavoro possono verificare l’esistenza o meno dei requisiti in capo al lavoratore. Tale verifica non ha valore certificativo e pertanto si consiglia, in ogni caso di farsi rilasciare dal lavoratore un’autocertificazione inerente l’esistenza dei requisiti. 

 

 

18 Apr 2018
congedo paternità 2018

congedo paternità 2018Le novità per l’anno 2018 in materia di congedo di paternità 

La l. n. 232/2016 è intervenuta rivedendo la disciplina del congedo di paternità e prorogando tale misura per gli anni 2017 e 2018. 

Di seguito le novità previste in relazione ai figli nati, adottati o affidati a partire dal 1° gennaio 2018, secondo cui il lavoratore padre ha diritto ad: 

  • un congedo obbligatorio della durata di 4 giorni, che possono essere goduti anche in maniera non continuativa, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio (o dall’ingresso in famiglia o in Italia in caso di adozione/affidamento); 
  • un congedo facoltativo della durata di 1 giorno, da fruire in accordo con la madre e in sostituzione di una corrispondente giornata di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima. 

Attenzione: per i figli nati nel corso del 2017, il padre dipendente può fruire esclusivamente del congedo obbligatorio della durata di 2 giorni, anche nell’ipotesi in cui il godimento del periodo di astensione avvenga nel corso del 2018. 

 

Il padre lavoratore che voglia assentarsi dal lavoro a titolo di congedo obbligatorio e/o facoltativo, è tenuto a preavvisare il datore di lavoro con almeno 15 giorni di preavviso. Il lavoratore può avvertire il datore di lavoro per iscritto ovvero servirsi del sistema informativo aziendale per la comunicazione delle assenze, ove previsto. 

In caso di congedo facoltativo, il lavoratore deve allegare anche la dichiarazione della madre con la quale non intende usufruire dello stesso numero di giorni a titolo di congedo di maternità. 

In caso di pagamento diretto da parte dell’INPS, il lavoratore deve presentare domanda servendosi dei servizi telematici dell’Istituto ovvero attraverso il Contact-Center al numero 803-156 

Le giornate di congedo (sia obbligatorio che facoltativo) non possono essere frazionate ad ore. 

 

Trattamento economico e previdenziale: 

Le giornate di assenza per congedo obbligatorio e facoltativo di paternità sono pagate con un’indennità giornaliera a carico INPS pari al 100% della retribuzione media giornaliera. 

I giorni di congedo obbligatorio e facoltativo sono computati nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alle mensilità supplementari ed alle ferie. 

Durante i giorni di congedo obbligatorio e facoltativo, il padre lavoratore è coperto da contribuzione figurativa

 

Clicca qui per il fac-simile della domanda di congedo di paternità.

 

Dott. Francesco RussoConsulente del Lavoro
11 Apr 2018
ONG OSC

ONG OSCFirmato il nuovo Accordo collettivo per la regolamentazione delle collaborazioni coordinate e continuative attivabili dalle ONG/OSC

Il 9 aprile, dopo mesi di trattative, le rappresentanze delle ONG di LINK 2007 e AOI e quelle sindacali di FeLSA CISL, NIdiL CGIL e UILTemp, hanno firmato – con l’assistenza del nostro Studio -il nuovo Accordo collettivo nazionale per la regolamentazione delle collaborazioni coordinate e continuative attivabili dalle ONG/OSC.

L’abrogazione nel 2015, ad opera del c.d. “Jobs Act”, del contratto a progetto, ha determinato un ritorno alla collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), tipologia contrattuale priva di fatto di una specifica disciplina giuridica. In questo contesto diventa quindi di fondamentale importanza l’intervento della contrattazione collettiva che deve in qualche modo supplire al vuoto normativo.

Proprio per questo l’Accordo collettivo per la regolamentazione delle collaborazioni coordinate e continuative rappresenta, oltre che un positivo epilogo dell’incontro delle volontà negoziali, un valido strumento che consentirà, da un lato, alle ONG/OSC di stipulare co.co.co. seguendo regole chiare e riducendo quindi il rischio di contenzioso, dall’altro, garantirà ai collaboratori le opportune tutele su tutti gli aspetti rilevanti del rapporto di collaborazione.

Rispetto alle due precedenti versioni (la prima del 2004, la seconda del 2013) quest’ultimo Accordo disciplina in via esclusiva (perché manca un quadro normativo di riferimento) aspetti quali il compenso minimo per i collaboratori, la tutela della maternità e della malattia, il recesso dal rapporto di collaborazione. Inoltre, mentre gli Accordi precedenti erano di fatto applicabili quasi esclusivamente ai cooperanti all’estero, questo nuovo Accordo ha un ambito di applicazione più esteso, in quanto è stato specificamente ragionato sia per contratti in Italia che all’estero.

3 Apr 2018
incentivo occupazione neet

incentivo occupazione neetIncentivo Occupazione Neet: Le istruzioni operative dell’INPS

 

L’INPS, con la Circolare n. 48 del 19 marzo 2018, ha fornito indicazioni operative per la gestione dell’Incentivo Occupazione NEET valido per i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, che nel 2018, senza esservi tenuti in forza a disposizione di legge, assumano giovani iscritti al programma Garanzia Giovani in base ai seguenti requisiti:

  • età compresa tra i 16 e i 29 anni;
  • se minorenni, che abbiano assolto al diritto-dovere all’istruzione;
  • che non siano inseriti in un percorso di studio o formazione;
  • che siano disoccupati ed abbiano completato la registrazione al programma Garanzia Giovani.

Sono incentivabili le assunzioni effettuate, anche se a scopo di somministrazione o in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro, mediante:

  1. contratto a tempo indeterminato;
  2. contratto di apprendistato professionalizzante.

Attenzione: in caso di trasformazione a tempo indeterminato di rapporti a termine, l’incentivo non spetta in quanto il giovane non soddisferebbe i requisiti sopra indicati.

L’agevolazione spetta per le assunzioni effettuate nell’intero territorio nazionale fatta eccezione per la Provincia Autonoma di Bolzano ed anche qualora siano a tempo parziale.

 

MISURA DELL’INCENTIVO

L’importo dell’incentivo – di durata pari a 12 mesi – è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con l’esclusione di premi e contributi INAIL, nel limite massimo di € 8.060 annui per ogni giovane assunto da fruire, a pena di decadenza, entro il termine del 29 febbraio 2020.

 

NON RIPETIBILITÀ DELL’INCENTIVO

L’Istituto precisa che in favore dello stesso lavoratore, l’incentivo Occupazione NEET possa essere riconosciuto per un solo rapporto. Pertanto, dopo una prima concessione, non potranno essere rilasciate nuove autorizzazioni per nuove assunzioni effettuate dallo stesso o da altro datore di lavoro, a prescindere dalla causa di cessazione del precedente rapporto e dall’entità dell’effettiva fruizione del beneficio.

 

LE PRINCIPALI PRECISAZIONI FORNITE DALL’ISTITUTO

  1. non cumulabilità con altri incentivi all’assunzione di natura economica o contributiva, fatta eccezione per l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile introdotto dalla legge di bilancio 2018, il quale prevede la riduzione dei contributi previdenziali, ordinariamente posti a carico dei datori di lavoro privati, con riferimento alle assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato a tutele crescenti, effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2018 di coloro che:
  • non abbiano avuto alcun precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
  • non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età;
  • non siano stati occupati a tempo indeterminato nella loro storia lavorativa (fatta eccezione per le occupazioni con contratto di apprendistato).

 

Consulta il nostro e-book per approfondire gli incentivi introdotti dalla legge di bilancio 2018.

 

  1. l’Istituto previdenziale evidenzia altresì che qualora sia instaurato un rapporto di apprendistato professionalizzante, l’agevolazione possa essere riconosciuta solo nei limiti di durata del periodo formativo.

Infine, trova conferma che la spettanza dell’incentivo è subordinata al rispetto dei principi generali previsti per le assunzioni agevolate nonché della normativa in materia di aiuti di Stato.

 

Per maggiori approfondimenti consulta la Circolare Inps.

 

30 Mar 2018
Collaborazione familiare turismo

Collaborazione familiare turismoCollaborazioni familiari: occasionali fino a 90 giorni anche per il settore turistico

 

L’ispettorato nazionale del lavoro con la circolare n.50/2018 torna sul tema delle collaborazioni familiari occasionali, fornendo ulteriori chiarimenti al personale ispettivo in merito alla valutazione dell’iscrizione previdenziale e assicurativa dei collaboratori o dei coadiuvanti.

 

Già nel 2013, con lettera circolare n. 10478, Il Ministero del lavoro aveva fatto delle precisazioni relativamente al trattamento previdenziale delle prestazioni rese, in via occasionale, da collaboratori familiari nei settori dell’artigianato, del commercio e dell’agricoltura. In quell’occasione, sposando il principio secondo il quale la collaborazione gratuita e occasionale prestata all’interno del nucleo familiare assurge ad obbligazione di natura morale, ha ritenuto corretto escludere l’obbligo di iscrizione del familiare alla gestione previdenziale. In particolare, l’indicazione al personale ispettivo era quella di considerare tendenzialmente occasionale la collaborazione fornita da familiari pensionati e da quelli impiegati a tempo pieno presso altro datore.

Inoltre, nella stessa circolare, il Ministero aveva individuato “un parametro di natura quantitativa di tipo convenzionale” per valutare la natura – occasionale o meno – delle collaborazioni familiari, pertanto, sono state considerate occasionali le prestazioni fino a 90 giorni (o a 720 ore) nel corso dell’anno solare.

 

Di recente, con la lettera circolare n.50/2018, l’Ispettorato chiarisce che l’indice quantitativo, richiamato nella circolare del 2013, può essere applicato anche al settore turistico.

Viene però precisato che il limite dei 90 giorni nell’anno solare, nelle attività stagionali proprie del settore turistico deve essere riparametrato alla durata complessiva della stagione. Se questa, ad esempio, dura tre mesi (90 gironi), i giorni rispetto ai quali va considerata l’occasionalità sono 22 (90:365×90=22).

 

Diverso è il discorso relativo agli obblighi assicurativi nei confronti dell’INAIL, in quanto sono dovuti, a prescindere dal settore di operatività, quando le prestazioni abbiano una natura ricorrente e non meramente accidentale (l’INAIL considera accidentale una prestazione resa una/due volte nell’arco dello stesso mese a condizione che nell’anno le prestazioni complessive non siano superiori a 10 giornate lavorative).

 

Dott. Oscar GenovesiConsulente del Lavoro

 

12 Mar 2018
RITA Rendita integrativa temporanea anticipata

RITA Rendita integrativa temporanea anticipataRITA: La Legge di Bilancio 2018 introduce importanti novità anche per la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata

 

I commi 168 e 169 della l. n. 205/2017 intervengono sulla RITA – Rendita integrativa temporanea anticipata, introdotta nell’ordinamento dalla precedente legge di Bilancio 2017.

La RITA consente agli iscritti alle forme di previdenza complementare di ricevere l’erogazione anticipata delle prestazioni in forma di rendita temporanea fino alla maturazione dei requisiti pensionistici. La RITA permette, quindi, la percezione di un reddito ponte tra il momento di presentazione dell’istanza e quello di raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

I requisiti per l’accesso alla RITA sono i seguenti:

  • età anagrafica di almeno 63 anni;
  • 20 anni di versamenti contributivi;
  • compimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i 5 anni successivi;
  • iscrizione alla previdenza complementare.

 

NOVITÀ

Con la legge di Bilancio 2018 viene abolito il requisito anagrafico di almeno 63 anni di età.

È inoltre riconosciuto l’accesso alla rendita anticipata anche ai lavoratori inoccupati per un periodo di tempo superiore a 24 mesi e che maturino l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi.

 

6 Mar 2018
Bonus Assunzioni Imprese Regione Lazio

Bonus Assunzioni Imprese Regione LazioAssunzioni: Dalla Regione Lazio arriva il bonus per le imprese

La Regione Lazio ha recentemente pubblicato l’avviso denominato “bonus assunzionale per le imprese” avente la finalità di incentivare le assunzioni effettuate dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2019.

 

Requisiti dei lavoratori assunti

  • persone di età compresa tra 24 e 50 anni prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti nella Regione Lazio o iscritte ad un Centro per l’Impiego del Lazio;
  • persone disoccupate o prive d’impiego di età non superiore a 24 anni oppure con più di 50 anni, residenti nella Regione Lazio o iscritte ad un Centro per l’Impiego del Lazio.

 

Ammontare del bonus

Tipologia di contratto

Importo massimo del bonus

a)     Contratto a tempo indeterminato (anche a regime di somministrazione). E’ compreso anche il contratto di apprendistato.

€ 8.000

b)     Contratto a tempo determinato maggiore o uguale a 12 mesi (anche in regime di somministrazione).

€ 5.000

c)      Contratto a tempo determinato maggiore o uguale a 6 mesi (anche in regime di somministrazione).

€ 2.500

L’incentivo relativo alle tipologie contrattuali b) e c) è riservato esclusivamente alle imprese che assumono destinatari provenienti da percorsi di politica attiva promossi dalla Regione Lazio (Garanzia Giovani, Ricollocazione donne con figli minori, Ricollocazione Generazioni).

Requisiti delle imprese beneficiare

  • regolarità contributiva, rispetto della normativa relativa la sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), rispetto delle previsioni in tema collocamento obbligatorio (L. 68/1999), corretta applicazione del CCNL;
  • deve verificarsi un incremento occupazionale netto rispetto alla media annua dei 12 mesi antecedenti alla data di assunzione;
  • nei 6 mesi precedenti l’azienda non deve aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, licenziamenti collettivi o procedure di mobilità ai sensi della normativa vigente;
  • il lavoratore deve svolgere la propria attività lavorativa presso una sede aziendale sita nel territorio della Regione Lazio e l’assunzione non deve essere effettuata in violazione di un diritto di precedenza;
  • l’assunzione non deve essere effettuata in ragione di un obbligo di legge preesistente all’assunzione o riassunzione (es. obblighi di assunzione previsti dalla L. 68/1999 e s.m.i.).

Sono escluse le imprese operanti nel settore delle lotterie, scommesse e case da gioco.

La Regione erogherà il bonus, direttamente sul c/c indicato dall’impresa, alla scadenza del contratto a tempo determinato o dopo 12 mesi dall’assunzione in caso di contratto a tempo indeterminato previa verifica che la persona assunta sia ancora in forza presso l’impresa.

Resta inteso che l’ottenimento del bonus è subordinato alla disponibilità delle risorse stanziate dalla Regione Lazio pari a € 4.000.000,00.

 

Dott. Lorenzo SaguloConsulenza del Lavoro