28 Set 2018

Credito d’imposta – Bonus Pubblicità

Ecco tutto quello che c’è da sapere sul credito d’imposta per investimenti pubblicitari incrementali, contattaci se hai bisogno di assistenza nell’invio della domanda di finanziamento.

 

Cos’è

Il credito d’imposta per investimenti pubblicitari incrementali è un incentivo fiscale introdotto nel nostro ordinamento allo scopo di favorire l’investimento sulla stampa periodica e quotidiana, anche online, nonché su emittenti televisive e radiofoniche locali.

 

Beneficiari

il credito d’imposta per investimenti pubblicitari incrementali è un’opportunità concessa alle imprese, ai lavoratori autonomi ed agli enti non commerciali che effettuano investimenti pubblicitari nel periodo d’imposta di riferimento superiori almeno dell’1% dell’importo degli investimenti effettuati su analoghi mezzi d’informazione nel periodo di imposta precedente.

 

Investimenti agevolabili

Sono agevolabili, con un credito di imposta pari almeno al 75%, gli investimenti incrementali per l’acquisto di spazi pubblicitari effettuati:

  • dall’1.1.2018;
  • dal 24.6.2017 al 31.12.2017 esclusivamente sulla stampa quotidiana e periodica, anche online.

Per gli investimenti effettuati nel 2017, il loro valore deve superare almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti pubblicitari effettuati dai medesimi soggetti sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo dell’anno 2016 (24.6.2016 – 31.12.2016).

 

Scadenze

Per poter usufruire dell’agevolazione è necessario:

  • Per l’anno di imposta 2017, presentare esclusivamente la dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati tra il 22.09.2018 ed il 22.10.2018;
  •  Per l’anno di imposta 2018, presentare la comunicazione per l’accesso al credito d’imposta nel periodo compreso tra il 22.09.2018 ed il 22.10.2018 e la dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati tra il 1.01.2019 ed il 31.01.2019;
  • A partire dall’anno di imposta 2019, la comunicazione per l’accesso al credito d’imposta deve essere presentata tra il 1° ed il 31 marzo dell’anno di riferimento e la dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati tra il 1° gennaio ed il 31 gennaio dell’anno successivo.

 

Benefici

Con il credito d’imposta per investimenti pubblicitari incrementali puoi:

  • Pianificare investimenti pubblicitari col massimo ritorno in termini di benefici/costi;
  • Aumentare i ricavi diminuendo l’imposizione fiscale;
  • Utilizzare il credito di imposta in compensazione orizzontale;
  • Ottenere un vantaggio competitivo nei confronti dei competitors che non si avvalgono di tale incentivo fiscale.

 

Esempio

La società alfa effettua nell’anno x investimenti sulla stampa per un totale di euro 1000 ed investimenti pubblicitari su emittenti televisive e radiofoniche locali per un totale di euro 500;

Nell’anno x+1 effettua investimenti sulla stampa per un totale di euro 2000 ed investimenti pubblicitari su emittenti televisive e radiofoniche locali per un totale di euro 1000:

Investimento complessivo anno x = euro 1500;

Investimento complessivo anno x + 1 = euro 3000;

Investimento incrementale minimo = euro 15 (1500 × 1%) => la società alfa deve, quindi, effettuare investimenti pubblicitari pari almeno ad euro 1515 (1500+15);

Investimento incrementale anno x + 1 = euro 1500 (3000 – 1500);

Investimento incrementale sulla stampa = euro 1000 (2000 – 1000);

Credito d’imposta sull’investimento incrementale sulla stampa = euro 750 (75% di 1000);

Investimento incrementale su emittenti televisive e radiofoniche locali = euro 500 (1000 – 500);

Credito d’imposta sull’investimento incrementale su emittenti televisive e radiofoniche locali = euro 375 (75% di 500).

CONTATTACI PER ASSISTENZA NELL’INVIO DELLA DOMANDA DI FINANZIAMENTO, I NOSTRI CONSULENTI SARANNO A TUA DISPOSIZIONE.

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13 Set 2018
Stern Zanin Five Guys

Milano, 3 settembre, apre Five Guys. L’hamburgeria fast food americana che serve solo carne fresca, patatine tagliate e fritte al momento, hot dog e milkshake preparati all’istante.

Ne parliamo con il manager che sta guidando l’iniziativa imprenditoriale, Mario Laurenzana.

“E’ cominciata l’avventura italiana di Five Guys. Abbiamo aperto il primo Store il 3 settembre ed è stato subito un grande successo di pubblico.

Five Guys in Corso Vittorio Emanuele II a Milano è un locale frizzante, alla moda che si caratterizza per la ricerca della qualità nella ristorazione veloce.

I nostri hamburger sono rigorosamente di carne fresca (non congelata). Dietro, come è evidente, c’è un grande lavoro organizzativo e di preparazione. I nostri ragazzi che, con le consuete uniformi rosse, corrono con determinazione ed entusiasmo in sala sono la faccia visibile del nostro “fare”. Dietro c’è una importante rete manageriale organizzativa che si muove con la stessa determinazione ed entusiasmo.

Abbiamo cercato e voluto accanto a noi professionisti che credessero nel progetto e, con competenza, ci supportassero. Il gruppo di lavoro di SternZanin STP ci ha dato una grossa mano.

Dalla selezione alla contrattualizzazione del nostro personale, dalla gestione del payroll alla cura degli aspetti legali ed al rispetto delle norme sulla privacy dei nostri clienti e dipendenti, lo studio SternZanin ha messo in campo una squadra di specialisti che ha dato risposte convincenti e ci hanno aiutato a superare i mille ostacoli e difficoltà che caratterizzano lo start up aziendale.

Con loro, essendo presenti su gran parte del territorio nazionale, abbiamo la garanzia della medesima assistenza anche per le nostre future aperture su diverse città italiane.

SternZanin per noi non è un fornitore di servizi ma un partner che ha accettato di correre la sfida con noi. Insieme corriamo, insieme vinciamo.”

Mario Laurenzana
Director

Stern Zanin Five Guys

L'Intervista

Milano, 3 settembre, apre Five Guys. L’hamburgeria fast food americana che serve solo carne fresca, patatine tagliate e fritte al momento e hot dog e milkshake preparati all’istante. Ne parliamo (SZ) con il manager che sta guidando l’iniziativa imprenditoriale, Mario Laurenzana (ML).

 

SZ: Laurenzana, come è andata l’apertura?

ML: Meglio delle più rosee aspettative. Tanta gente, curiosità ed entusiasmo.

 

SZ: La concorrenza milanese sulla gastronomia è fortissima, quale la vostra ricetta per vincere?

ML: Sappiamo di operare in un mercato difficile e competitivo. Ma dalla nostra abbiamo determinazione, competenza, qualità e organizzazione. Possiamo poi contare su uno staff di prim’ordine e su servizi professionali efficienti e flessibili alla necessità del nostro business.

 

SZ: Parliamo dei professionisti. Chi è al vostro fianco?

ML: Ci siamo avvalsi dei migliori servizi professionali sulla piazza. Per quanto riguarda la selezione delle risorse, la consulenza del lavoro e l’assistenza in materia di privacy siamo assistiti da SternZanin STP.

 

SZ: Perché la scelta è caduta su di loro?

ML: Avevamo già avuto modo di testare la loro efficienza e si sono rilevati all’altezza anche in questa occasione. Prevedendo poi una serie di aperture di locali in altre città d’Italia cercavamo un partner professionale che fosse presente sul territorio. Parlare con uno Studio pluriprofessionale e con sedi in tutta Italia è un grande vantaggio in termini di efficienza e di trasferimento di know-how. Aggiungiamo poi che la loro offerta economica è stata molto competitiva rispetto alla qualità dei professionisti messi in campo. Oggi i servizi di consulenza non sono fornitori, sono partner. Con loro bisogna condividere approccio, altrimenti le idee dell’imprenditore possono non essere efficacemente tradotte in azione.

 

SZ: Quindi la sfida di Five Guys sembra vinta? Come pensate di improntare il rapporto con un personale così giovane come quello che abbiamo visto in sala?

ML: Non corriamo troppo. Diciamo che siamo partiti con il piede giusto. Serve però costante attenzione e controllo. Il nostro primo “cliente” è proprio il nostro personale. Noi non parliamo di “Risorse Umane” ma di people, di persone. Il nostro programma di sviluppo prevede la creazione di migliaia di posti di lavoro. Cresciamo insieme, vinciamo insieme. E’ un approccio fondamentale condiviso e supportato dai consulenti di  SternZanin STP. Come dicevo, trovare comunanza di vedute con i propri servizi professionali è fondamentale per una efficace direzione aziendale. Con SternZanin ci siamo confrontati, abbiamo ascoltato i loro consigli ed operato conseguentemente assumendoci le nostre responsabilità. Cresciamo insieme, vinciamo insieme.

11 Set 2018

Tirocini Regione Lazio: Applicazione del nuovo regolamento anche per Garanzia Giovani

Dal 1° Settembre 2018, anche per Garanzia Giovani, è arrivato il momento di adeguarsi alle modifiche apportate dal Regolamento Regionale DGR 533/2017.

 

Rilevante è l’innalzamento dell’indennità del tirocinio da 500€a 800€.

Le modalità di erogazione restano le stesse, e quindi, l’azienda anticiperà mensilmente l’intero importo per vedersi rimborsato al termine del tirocinio un massimo di 1.800€ (300 € ogni mese da parte della Regione).

Alcune tra le principali novità:

  1. Aumento dell’indennità: Passaggio da 500€ a 800€ (Lordi) mensili da corrispondere al tirocinante con cadenza mensile, di cui 300€ a carico del PAR (Piano Attuazione Regionale);

Per i tirocini svolti a favore dei NEET svantaggiati 500€ a carico del PAR a fronte degli 800€ corrisposti;

  1. Orario previsto: i progetti formativi dovranno avere una durata FISSA di 140 ore mensile. Non saranno accettati progetti con durata inferiore o superiore;
  2. Possibilità di proroga: i tirocini potranno prevedere una proroga nel limite previsto dalla normativa di 6 mesi o 12 mesi (limitatamente ai soggetti svantaggiati);
  3. Impossibilità di reiterazione: i NEET che hanno già svolto un tirocinio usufruendo di Garanzia Giovani presso qualsiasi soggetto ospitante, non potranno più giovare della misura secondo il presente avviso.

 

Consulta il comunicato regionale.

Consulta il Piano di Attuazione Regionale (PAR) Lazio.

 

31 Ago 2018

L’entrata in vigore del Decreto Dignità il 14.07.2018 ha determinato rilevanti novità in materia di lavoro, in particolare con riferimento ai contratti a termine, ai contratti in somministrazione a termine, alle tutele previste per il licenziamento illegittimo. Il Decreto è stato convertito in legge, con modifiche, dalla Legge di conversione n. 96/2018, che è entrata in vigore in data 12.08.2018.

Di seguito si riporta una breve sintesi degli aspetti più rilevanti – in materia di lavoro – del Decreto Dignità, come convertito in legge dalla L. n. 96/2018.

 

Contratto a tempo determinato

a) Reintroduzione della causale: Il contratto a termine privo di causale sarà ammesso solo per contratti di durata non superiore a 12 mesi. L’instaurazione di un contratto a termine di durata superiore, così come la stipula di proroghe che determinino il superamento dei 12 mesi o l’instaurazione di un nuovo contratto a termine sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee che rientrino in una delle seguenti casistiche:

  • Esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
  • Esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.

In caso di stipulazione di un contratto di durata superiore a dodici mesi in assenza di una delle suddette motivazioni, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine di dodici mesi.

b) Riduzione durata massima del contratto: la durata complessiva (quindi anche per effetto di successione di più contratti) dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale non può superare i 24 mesi (precedentemente erano 36). Ai fini del computo di tale periodo si tiene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni di pari livello e categoria legale, svolti tra i medesimi soggetti, nell’ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato. Qualora il limite dei ventiquattro mesi sia superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di tale superamento.

c) Riduzione numero di proroghe: il numero massimo di proroghe ammesse è 4 (precedentemente erano 5). Qualora il limite delle 4 proroghe sia superato, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della quinta proroga.

 

Le disposizioni di cui sopra (punti a, b, c) non si applicano ai rinnovi e alle proroghe stipulati fino al 31.10.2018, con la conseguenza che fino a tale data continua a trovare applicazione la precedente normativa (a-causalità, durata massima 36 mesi, 5 proroghe) e non si applicano ai contratti stagionali.

 

d) Aumento del costo del lavoro: ogni rinnovo (stipula di un nuovo contratto, mentre resta esclusa la proroga) comporta un incremento del costo del lavoro consistente nell’aumento di 0,5 punti dell’aliquota contributiva INPS a carico del datore di lavoro. Tale aumento non si applica ai contratti stagionali (limitatamente alle attività stagionali definite dalla legge e non anche quelle definite dai contratti collettivi).

 

Contratti di somministrazione a tempo determinato:

a) Estensione della disciplina dei contratti a termine a quelli in somministrazione: le norme che regolano il contratto a termine, incluse le novità introdotte e sopra descritte, divengono applicabili anche alle missioni derivanti da contratti di somministrazione a termine.

b) Limite quantitativo all’utilizzo di contratti in somministrazione a termine: salva diversa previsione dei contratti collettivi applicati dall’utilizzatore, il numero complessivo dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato e con contratto di somministrazione a tempo determinato non può eccedere complessivamente il 30% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipulazione dei predetti contratti, con arrotondamento del decimale all’unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5.

Si ricorda, soprattutto alla luce di questa modifica normativa, di comunicare l’eventuale utilizzo di lavoro in somministrazione per una corretta elaborazione del payroll.

c) Reintroduzione della fattispecie di “somministrazione fraudolenta”: quando la somministrazione di lavoro è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicate al lavoratore, il somministratore e l’utilizzatore sono puniti con la pena dell’ammenda di 20 Euro per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione.

 

Sanzioni per licenziamento illegittimo e offerta conciliativa post licenziamento

a) Incremento del valore minimo e massimo dell’indennizzo economico (aziende sopra i 15 dipendenti): al lavoratore assunto o trasformato a tempo indeterminato a far data dal 7.03.2015 e licenziato con modalità e motivazioni che, pur essendo illegittimi, non fanno venir meno l’efficacia del recesso è dovuto un indennizzo economico incluso tra le 6 e le 36 mensilità (precedentemente era tra le 4 e le 24 mensilità).

b) Incremento del valore minimo e massimo dell’importo previsto per l’offerta conciliativa: In caso di licenziamento dei lavoratori assunti a far data dal 7.03.2015 il datore di lavoro, al fine di evitare il giudizio, può offrire al lavoratore un importo che non costituisce reddito imponibile ai fini dell’imposta  sul  reddito  delle  persone fisiche e non è assoggettato a contribuzione previdenziale, di ammontare pari a una mensilità per  ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 3 e non superiore a 27 mensilità (in precedenza era 2 e 18).

 

Agevolazione contributiva per gli anni 2019-2020

Al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, ai datori di lavoro privato che negli anni 2019 e 2020 assumeranno lavoratori che non hanno compiuto il trentacinquesimo anno di età, è riconosciuto, per un periodo massimo di 36 mesi, l’esonero dal versamento del 50% dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di 3.000 euro su base annua.

 

Estensione applicazione prestazioni occasionali (PRESTO)

Viene estesa l’applicazione dei PRESTO nell’ambito del lavoro agricolo e in riferimento alle aziende alberghiere che hanno alle proprie dipendenze fino a 8 lavoratori.

 

27 Lug 2018
ccnl noleggio

Le novità del CCNL “Autorimesse e Noleggio (ANAV)” dopo il rinnovo del 26 luglio 2018

Il 26 luglio scorso è stato siglato l’accordo per il rinnovo del CCNL delle aziende esercenti noleggio autobus con conducente da parte di Anav e delle sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti (2018 – 2020).

 

Di seguito si riportano le novità di maggior rilievo ma è bene sottolineare che, ad oggi, la validità di tale rinnovo è subordinata allo scioglimento della riserva posta dalle Organizzazioni sindacali, entro la data del 3 agosto 2018.

 

Aumenti retributivi

L’accordo dispone un aumento graduale della retribuzione tabellare nella misura di 102,00 Euro al livello C2, da riparametrare per i restanti livelli secondo l’attuale scala classificatoria e da erogare in tre rate (Allegato n. 5 all’A.N. 26 luglio 2018, colonna 6).

 

Una tantum a copertura dell’intero periodo 1° agosto 2009 – 31 luglio 2018

A copertura dell’intero periodo pregresso dal 1° agosto 2009 al 31 luglio 2018, è stata stabilita per il livello C2 una somma complessiva una-tantum di 1.340,00 Euro (1.100,00 + 240,00), erogata come segue:

L’una-tantum non riguarda esclusivamente i lavoratori inquadrati al livello C2, per i restanti livelli si rinvia agli importi indicati nell’allegato n. 4 all’A.N. 26 luglio 2018, colonna 3.

Oltre a quanto sopra, l’accordo prevede che gli importi una-tantum dovranno essere:

  • pari a quanto indicato nel succitato allegato n. 4, facendo riferimento al parametro relativo al mese di luglio 2018, indipendentemente dalle vicende dell’inquadramento dei lavoratori interessati;
  • rapportati ai mesi di effettiva prestazione, computando come mese intero la frazione superiore ai 15 giorni;
  • riproporzionati nei casi di lavoro part-time.

Le parti hanno precisato che l’una tantum spetta solo ai lavoratori in forza alla data della sottoscrizione dell’accordo, e cioè il 26 luglio 2018, e che la stessa è comprensiva dell’incidenza su tutti gli istituti contrattuali, ivi compresa l’IVC, e di legge e non rientra nella base di calcolo del T.F.R. e della contribuzione al Fondo Priamo.

 

Indennità di trasferta

Fermo restando la rivalutazione periodica degli importi massimi previsti per il rimborso spese di vitto e alloggio sostenute dai lavoratori comandati a prestare servizi in trasferta, l’accordo ha previsto l’innalzamento delle indennità di trasferta nei casi in cui il trattamento sia convenzionato al pari dei viaggiatori.

 

 

dal 1.8.2018 al 31.12.2018

dal 1.1.2019

 

territorio nazionale

territorio estero

territorio nazionale

territorio estero

assenze da 8 a 12 ore

€ 5,00

€ 6,00 € 6,00

€ 7,00

assenze superiori a 12 fino 18 ore

€ 6,00

€ 7,50 € 7,50

€ 8,50

assenze superiori a 18 ore fino a 24

€ 8,00

€ 9,00 € 10,00

€ 11,00

 

Infine, con riferimento alSistema di welfarecon decorrenza dal prossimo mese di agosto, è prevista l’erogazione da parte delle aziende di un importo di 6,80 Euro mensili, per dodici mensilità all’anno, per ogni lavoratore a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, da destinare al “Fondo Priamo” mentre a far data dal 1 gennaio 2019, viene prevista l’erogazione a carico delle aziende di un contributo annuo pari a un costo aziendale di 10 Euro per la fase di avvio di un Fondo Sanitario Integrativo di settore.

 

16 Lug 2018
decreto legge dignità

decreto legge dignità

Novità in materia di lavoro: dal 14 luglio 2018 entra in vigore il decreto legge “dignità”

Novità in materia di contratti a termine:

Il decreto legge n. 87/2018 prevede che:

  • il contratto a termine privo di causale sarà ammesso solo per contratti di durata non superiore a 12 mesi, prorogabile liberamente solo sino al raggiungimento di tale durata;
  • l’instaurazione di un contratto a termine di durata superiore, così come la stipula di proroghe che determinino il superamento dei 12 mesi o l’instaurazione di un nuovo contratto a termine sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate che devono essere specificate nell’accordo;
  • le proroghe non possono essere più di 4;
  • la durata complessiva dei contratti a termine che possono essere stipulati con il medesimo lavoratore non potrà superare i 24 mesi;
  • ogni rinnovo comporta un incremento del costo del lavoro che consiste nell’aumento di 0,5 punti dell’aliquota contributiva INPS a carico del datore di lavoro.

Le nuove misure non si applicano ai contratti a termine stagionali.

 

Novità in materia di contratti di somministrazione a tempo determinato:

Il decreto legge estende alla disciplina dei contratti di somministrazione a tempo determinato le norme che regolano il contratto a termine, incluse le novità introdotte e sopra descritte, con conseguenti rilevanti limitazioni al campo di applicazione di questo istituto.

 

Novità in tema di contratti a tutele crescenti:

Il decreto legge incrementa il valore minimo e massimo dell’indennizzo economico dovuto al lavoratore assunto o trasformato a tempo indeterminato dal 7/03/2015 in poi e licenziato con modalità e motivazioni che, pur essendo illegittimi, non fanno venir meno l’efficacia del recesso.

L’indennizzo in tali casi viene rideterminato in un range incluso tra le 6 e le 36 mensilità.

 

Per ulteriori approfondimenti non esitare a CONTATTARCI.

 

16 Lug 2018

Decreto Legge “Dignità”: Abolito lo Split Payment per i professionisti

Il decreto Dignità (D.L. n. 87/2018), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 luglio 2018, prevede l’abolizione del meccanismo dello split payment in relazione alle prestazioni che sono rese dai professionisti nei confronti della pubblica amministrazione, i cui compensi sono soggetti a ritenute alla fonte a titolo d’imposta e a titolo d’acconto.

 

Il meccanismo non può più essere applicato in relazione alle operazioni per le quali è stata emessa fattura in data successiva rispetto all’entrata in vigore del decreto.

Nello specifico, l’abolizione dello split payment riguarda i professionisti che fatturano nei confronti della pubblica amministrazione ovvero degli altri soggetti elencati all’interno dell’art. 17-ter del decreto IVA:

  1. enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona;
  2. fondazioni partecipate da Pubbliche amministrazioni per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%;
  3. società controllate di fatto direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri o dai Ministeri;
  4. società controllate di diritto, direttamente o indirettamente, da Pubbliche amministrazioni o da enti e società di cui ai punti 1, 2, 3 e 5;
  5. società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70% da Pubbliche amministrazioni o da enti e società di cui ai punti 1, 2, 3, 4;
  6. società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana identificate ai fini IVA; con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze può essere individuato un indice alternativo di riferimento per il mercato azionario.

Pertanto, per capire quale regime Iva applicare si deve guardare alla data di emissione della fattura, che indica se vi è obbligo o meno di applicare lo split payment.

 

Fattura ante 14 luglio 2018

Per le prestazioni per le quali è emessa fattura fino al 14 luglio, il professionista inserisce nella fattura elettronica la lettera “S” (fattura soggetta a split payment) e indica l’imponibile, la ritenuta ai fini delle imposte sui redditi e l’Iva.

La fattura non partecipa alla liquidazione di periodo e il professionista non versa Iva all’Erario.

L’ente che riceve la fattura trattiene e versa all’Erario la ritenuta d’acconto e l’Iva o, in alternativa, compensa l’Iva in vendite e acquisti.

 

Fatture emesse dopo il 14 luglio 2018

Dal 15 luglio, il soggetto titolare di partita Iva emette la fattura e sulla stessa non deve più indicare la dizione “scissione dei pagamenti”.

In tal modo, il cliente che riceve la fattura, al momento del pagamento, deve trattenere la ritenuta mentre deve versare al professionista l’Iva relativa e, se ammesso, può portarla in detrazione.

Il professionista a fronte dell’emissione della fattura per la quale gli nasce un debito Iva, deve liquidare l’imposta e versarla all’Erario.

 

Per ulteriori approfondimenti non esitare a CONTATTARCI.

 

9 Lug 2018
anpal bonus

anpal bonusAnpal (Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro) insieme alla Regione Lazio, Anpal Servizi ed i Centri per l’Impiego promuovono un piano di incentivi per la ricollocazione, rivolto ai lavoratori licenziati dal sito produttivo romano di Almaviva Contact Spa.

L’obiettivo dell’intervento promosso da ANPAL e Regione Lazio è quello di incentivare imprese ed aziende ad assumere uno o più lavoratori che sono stati coinvolti dai licenziamenti di Almaviva.

Fra i tanti, gli incentivi principali sono:

  • fino a 8.000€ di “bonus assunzionale” per ciascun lavoratore assunto a tempo indeterminato, valido anche in caso di part-time con un importo proporzionato alle ore di lavoro previste dallo stesso contratto in relazione al contratto nazionale di riferimento;
  • risorse per la formazione finalizzata adeguare o riallineare le competenze del lavoratore alle esigenze dell’impresa, qualora si renda necessario.

Le domande per la richiesta del contributo verranno accettate fino all’esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.

Per i dettagli e le modalità di presentazione della domanda è possibile consultare i seguenti avvisi:

I Centri per l’Impiego della Regione Lazio e gli Operatori di Anpal Servizi sono a disposizione per fornire gratuitamente tutte le informazioni necessarie, per assistere le aziende interessate ad accedere agli incentivi ed identificare i lavoratori in possesso delle caratteristiche e delle competenze ricercate.

27 Giu 2018

Fatturazione Elettronica B2B (business to business) e B2C (business to consumer)

 

Che cos’è la fatturazione elettronica?

La Fattura Elettronica è un documento che nasce, viene trasmesso e conservato, sia dall’emittente sia dal ricevente, solo ed esclusivamente in versione digitale.

Per essere una vera Fattura Elettronica, occorre che il documento sia generato in un formato specifico denominato “XML”, in base a precise regole di compilazione (il cosiddetto “tracciato”).

Il Sistema di Interscambio (detto SDI) è lo strumento informatico che, per legge, è in grado di ricevere le fatture in formato XML, effettuare i controlli sui file ricevuti e inoltrare le fatture al soggetto ricevente: una sorta di hub postale in digitale. Infatti, è lo stesso sistema che si occupa di smistare anche le ricevute di consegna.

Tutto è tracciato, monitorato e certo.

Ogni fattura in formato XML, attiva o passiva, va conservata digitalmente per un periodo di 10 anni.

 

Quali sono le scadenze?

L’avvio di questo nuovo obbligo sarà realizzato in due fasi distinte:

  • la prima con inizio il 1° luglio 2018 limitatamente alle prestazioni di subappaltatori nel quadro di un contratto di appalti pubblici;
  • la seconda fase con partenza il 1° gennaio 2019 e con l’obbligo esteso a tutte le operazioni tra soggetti privati, comunemente noto come B2B e B2C.

È stato ufficializzato il rinvio della fatturazione elettronica anche per i carburanti a gennaio 2019.

Per i prossimi sei mesi sarà ancora possibile utilizzare la scheda carburanti, ma per detrarre l’IVA e dedurre la spesa, resta indispensabile l’utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili.

Dall’01/01/2018 non è comunque più utilizzabile il denaro contante.

 

Quali sono i vantaggi della fattura elettronica?

L’obiettivo principale della normativa sulla fatturazione elettronica B2B e B2C è la riduzione dell’evasione fiscale.

Non mancano tuttavia alcuni vantaggi attesi per le aziende. Il nuovo strumento, infatti, va nella direzione della tanto auspicata semplificazione fiscale con la conseguente riduzione del numero degli adempimenti fiscali.

Ci saranno anche altri vantaggi legati alla digitalizzazione delle imprese, come:

  • abbattimento dei costi (le organizzazioni che producono/ricevono più di 3.000 fatture/anno avranno un risparmio tra 7,5 e 11,5 euro a fattura);
  • risparmio di tempo;
  • diminuzione degli errori;
  • azzeramento della possibilità di distruzione o perdita delle fatture;
  • riduzione della documentazione cartacea;
  • certezza della consegna.

 

Cosa si rischia se non ci si adegua alla nuova normativa?

In caso di emissione di fattura con modalità diverse dal formato elettronico, questa verrà considerata non emessa e verrà applicata la sanzione prevista in caso di violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione ed individuazione delle operazioni soggette ad IVA.

La mancata conservazione, invece, non permette l’esibizione nel giusto formato (elettronico) ed è pertanto sanzionabile come la mancata esibizione dei libri, delle scritture contabili e dei documenti fiscali.

 

I soggetti esonerati

Dall’obbligo di emissione della fattura in formato elettronico sono esonerati solo i soggetti di minori dimensioni che si avvalgono del cosiddetto “regime di vantaggio” previsto dall’art. 27 comma 3 del Decreto-legge n. 98/11 o del “regime forfettario” previsto dalla Legge n. 190/14.

Restano escluse dall’obbligo di fatturazione elettronica anche le operazioni transfrontaliere con riferimento alle quali rimane in vita l’obbligo di trasmissione dei dati entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di emissione delle fatture o di ricezione delle stesse.

 

Come funziona la fatturazione obbligatoria tra privati?

La fattura elettronica presuppone l’utilizzo di una piattaforma digitale o un software per l’emissione, ricezione, firma, trasmissione e conservazione della fattura.

Cosa devono fare le imprese e i professionisti per creare fatture elettronica?

  • Generare la fattura elettronica tramite un proprio software o con i tool gratuiti messi a disposizione dallo SDI;
  • Accedere al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate e scegliere l’utenza di lavoro;
  • Caricare il file esterno o selezionare la fattura;
  • Firmare la fattura mediante apposizione della firma digitale;
  • Inviare la fattura mediante il Sistema di Interscambio;
  • Attendere la conferma dell’avvenuta ricezione del file;
  • Gestire le eventuali eccezioni o anomalie
19 Giu 2018

Dal 1° Luglio pagamenti delle retribuzioni senza utilizzo del contante

 

Dal prossimo 1° luglio 2018, ai sensi dell’art 1, comma 910, della L. 2015/2017 (Legge di Bilancio 2018) non sarà più possibile, da parte dei datori di lavoro/committenti, erogare le retribuzioni/compensi a mezzo di denaro contante, inclusi eventuali anticipi.

Tale disposizione riguarderà tutti i datori di lavoro e i committenti, andando quindi ad operare non soltanto per i rapporti di lavoro subordinato, ma anche per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa e per i contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci.

Restano esclusi soltanto i seguenti rapporti di lavoro:

  • con le P.A. di cui all’articolo 1, D.Lgs. 165/2001;
  • con gli addetti ai servizi familiari e domestici.

 

Nuove modalità di pagamento

Il pagamento, quindi, potrà essere effettuato con le seguenti modalità (indicazione prevista dalla legge):

  • bonifico sul conto identificato dal codice Iban indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.

Viene inoltre disposto, che “la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione”.

 

Le sanzioni

Si fa presente, circa il divieto di pagamento in contanti, che la norma prevede l’applicazione, in caso di infrazione, di una sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro.

In considerazione del tenore letterale e della ratio della legge si deve ritenere che la norma viene violazione  e quindi sanzionata  anche per  i seguenti comportamenti:

  1. quando la corresponsione delle somme avvenga con modalità diverse da quelle indicate dal legislatore;
  2. nel caso in cui, nonostante l’utilizzo dei predetti sistemi di pagamento, il versamento delle somme dovute non sia realmente effettuato, ad esempio, nel caso in cui il bonifico bancario in favore del lavoratore venga successivamente revocato ovvero l’assegno emesse venga annullato prima dell’incasso: circostanze che evidenziano uno scopo elusivo del datore di lavoro che mina la stessa ratio della disposizione.

Di conseguenza, ai fini della contestazione si ritiene sia necessario verificare non soltanto che il datore di lavoro abbia disposto il pagamento utilizzando gli strumenti previsti ex lege ma che lo stesso sia andato a buon fine.

 

Per eventuali ulteriori chiarimenti, CONTATTACI.

 

15 Giu 2018
12 Giu 2018
dati personali

dati personaliIn caso di trattamento illecito dei dati personali del lavoratore da parte del datore di lavoro, il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno, dovendosi presumere il pregiudizio subito.

 

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 14242 del 04/06/2018, ha stabilito l’automatica sussistenza del danno per il trattamento illecito dei dati personali del dipendente effettuato dal datore di lavoro, a meno che quest’ultimo non riesca a dimostrare di aver posto in essere tutti gli accorgimenti necessari per evitare la diffusione delle informazioni, o che la lesione arrecata al lavoratore sia irrilevante o che il lavoratore abbia in effetti tratto vantaggio dalla pubblicazione dei dati.

L’ordinanza esamina il caso di un dipendente dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli  – sottoposto a perquisizione personale, domiciliare e locale nell’ambito di un’indagine avviata dalla locale Procura della Repubblica – al quale veniva comunicato un provvedimento di trasferimento ad altra sede lavorativa mediante nota con protocollo ordinario e di pubblico dominio contenente le specifiche ragioni sottese al trasferimento, consistenti nella vicenda giudiziaria personale nella quale il lavoratore era stato coinvolto.

Il lavoratore ha dunque lamentato la violazione del proprio diritto alla riservatezza e  in ragione di ciò ha avanzato richieste risarcitorie per danni non patrimoniali derivanti dall’illecita diffusione dei dati giudiziari che lo avevano riguardato. Richieste, ritenute legittime dalla Corte di Cassazione a prescindere dalla prova della sussistenza e della entità del danno.

E difatti, sostengono i Giudici di legittimità che determina una lesione ingiustificabile del diritto alla protezione dei dati personali non la mera violazione delle prescrizioni poste dall’art. 11 del Codice Privacy in materia di modalità di trattamento dei dati personali, ma soltanto quella che ne offenda in modo sensibile la sua portata effettiva.

Dopo aver individuato il danno risarcibile ai sensi del Codice Privacy, la Corte, a conferma dell’orientamento giurisprudenziale formatosi sul punto, ha affermato che, una volta ritenuto che il bene violato faccia parte di quei valori fondamentali ovvero dei diritti inviolabili della persona, il danno è da considerarsi in re ipsa, cioè derivante automaticamente dalla commissione dell’illecito, e pertanto il Giudice dovrà disporre che il danno debba essere risarcito, quanto meno in via equitativa, salvo prova contraria addotta dal danneggiante che dimostri di aver posto in essere ogni misura atta ad evitare il danno.

 

Si riporta il testo integrale della sentenza: Cass. n. 14242 del 04/06/2018