ONG OSCFirmato il nuovo Accordo collettivo per la regolamentazione delle collaborazioni coordinate e continuative attivabili dalle ONG/OSC

Il 9 aprile, dopo mesi di trattative, le rappresentanze delle ONG di LINK 2007 e AOI e quelle sindacali di FeLSA CISL, NIdiL CGIL e UILTemp, hanno firmato – con l’assistenza del nostro Studio -il nuovo Accordo collettivo nazionale per la regolamentazione delle collaborazioni coordinate e continuative attivabili dalle ONG/OSC.

L’abrogazione nel 2015, ad opera del c.d. “Jobs Act”, del contratto a progetto, ha determinato un ritorno alla collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), tipologia contrattuale priva di fatto di una specifica disciplina giuridica. In questo contesto diventa quindi di fondamentale importanza l’intervento della contrattazione collettiva che deve in qualche modo supplire al vuoto normativo.

Proprio per questo l’Accordo collettivo per la regolamentazione delle collaborazioni coordinate e continuative rappresenta, oltre che un positivo epilogo dell’incontro delle volontà negoziali, un valido strumento che consentirà, da un lato, alle ONG/OSC di stipulare co.co.co. seguendo regole chiare e riducendo quindi il rischio di contenzioso, dall’altro, garantirà ai collaboratori le opportune tutele su tutti gli aspetti rilevanti del rapporto di collaborazione.

Rispetto alle due precedenti versioni (la prima del 2004, la seconda del 2013) quest’ultimo Accordo disciplina in via esclusiva (perché manca un quadro normativo di riferimento) aspetti quali il compenso minimo per i collaboratori, la tutela della maternità e della malattia, il recesso dal rapporto di collaborazione. Inoltre, mentre gli Accordi precedenti erano di fatto applicabili quasi esclusivamente ai cooperanti all’estero, questo nuovo Accordo ha un ambito di applicazione più esteso, in quanto è stato specificamente ragionato sia per contratti in Italia che all’estero.

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